
Reggio Calabria, 9 ottobre - Il Consiglio dei ministri ha disposto lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. Lo scioglimento del comune di Reggio Calabria, per la Cancellieri "é stato un atto sofferto", fatto "a favore della città" sottolineando che "è la prima volta nella storia d'Italia che viene sciolto il consiglio comunale di un capoluogo di provincia". Il Ministro ha poi precisato alcuni punti e, cioè, che lo scioglimento del comune di Reggio Calabria è stato disposto per "contiguità e non per infiltrazioni" mafiose. precisando che lo scioglimento ovviamente riguarda "solo questa amministrazione, non quella precedente"."Siamo assolutamente consapevoli" ha poi aggiunto, "della scelta fatta che è stata valutata con molta sofferenza". Ma, ha concluso "abbiamo la volontà di restituire il paese alla legalità: senza legalità non c'è sviluppo. Dobbiamo aiutare le regioni più compromesse".
Cancellieri: "Scelta sofferta ma è atto di rispetto per la città"
Il ministro, durante la conferenza stampa in cui ha annunciato lo scioglimento del Comune di Reggio, ha poi parlato di un "atto preventivo" fatto per consentire a Reggio Calabria di "ritrovare la serenità" e "riprendere il suo cammino" e ha assicurato che il governo sarà accanto al comune" soprattutto per risolvere la "gravissima situazione finanziaria". Reggio, ha spiegato infatti Cancellieri, "ha una situazione debitoria importante. Il comune ha un buco notevole e l'amministrazione deve porre in essere una serie di atti per affrontare la situazione". "L'impegno che assumiamo - prosegue Cancellieri - è di di essere accanto al Comune per risolvere i suoi problemi finanziari. Siamo molto vicini alla città, abbiamo preso come governo l'impegno di dare tutti gli strumenti necessari per far risorgere questa città e darle delle risorse importanti, compatibilmente con la situazione". Il ministro si è augurato di non dover arrivare al punto di dichiarare il dissesto, perché "ciò comporterebbe sacrifici molto grossi da parte della popolazione". E dunque, il primo impegno dei tre commissari sarà proprio quello di "lavorare affinché questo non avvenga". "C'è un impegno forte - ha concluso - vogliamo che Reggio Calabria sappia che questo del governo è un atto di rispetto per la città, che il governo è vicino alla città e vuole che la città ritrovi lo slancio".
Commissari per 18 mesi
Il comune di Reggio Calabria sarà guidato per i prossimi 18 mesi da tre commissari. Lo ha detto il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri sottolineando che sulla decisione di sciogliere il comune c'è stato "consenso unanime in Cdm". I tre commissari sono il prefetto di Crotone Vincenzo Panico - "un prefetto giovane, capace di incidere fortemente e lavorare con serenità", il viceprefetto Giuseppe Castaldo e il dirigente dei servizi ispettivi di finanza della Ragioneria dello Stato Dante Piazza.
Un lavoro lungo sei mesi
La Commissione d'accesso al Comune di Reggio Calabria, la cui relazione sta alla base dello scioglimento del Consiglio deciso oggi su proposta del ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, è stata nominata il 20 gennaio scorso dall'allora prefetto di Reggio Luigi Varratta, e si è insediata il 24 gennaio. Il 13 luglio ha concluso i suoi lavori e nelle settimane successive è stata inviata al Viminale una relazione dal nuovo prefetto Luigi Piscitelli La Commissione ha avuto mandato ad "indagare" su due ambiti: le inchieste della Dda sulla società partecipata Multiservizi e su quella che ha portato all'arresto del consigliere comunale Giuseppe Plutino per stabilire se potessero esserci stati condizionamenti dell'attuale amministrazione guidata da Demetrio Arena, eletto nel maggio del 2011.
Plutino, consigliere comunale accusato di essere referente cosca Caridi
Referente politico della cosca Caridi all'interno del Comune di Reggio Calabria: questa l'accusa mossa al consigliere Giuseppe Plutino (poi sospeso), prima dell'Udc e poi del Pdl, in carica da tre legislature, arrestato nel dicembre 2011 per concorso esterno in associazione mafiosa e oggetto dell'accertamento antimafia sul Comune. Plutino, secondo l'accusa, avrebbe garantito la copertura politica alla cosca venendo gratificato con i consensi elettorali. Il consigliere comunale avrebbe fornito alla cosca un "concreto, specifico, consapevole e volontario contributo come referente politico". Tra i favori che Plutino, nella sua qualità di rappresentante istituzionale, avrebbe assicurato alla cosca Caridi, secondo l'accusa, anche il tentativo di costringere un consigliere regionale ad assumere come collaboratore temporaneo delle struttura del gruppo Pdl alla Regione Calabria la nipote di un presunto campo cosca, Eugenio Borghetto. Dopo il suo rifiuto, il consigliere trovò una tanica con liquido infiammabile sul cofano della propria autovettura. Nelle inchieste che hanno riguardato, più o meno direttamente, il Comune di Reggio Calabria c'é anche quella sull'ex consigliere di centrodestra Dominique Suraci, arrestato nel luglio scorso insieme all'ex direttore amministrativo della Multiservizi Giuseppe Rechichi che gli avrebbe garantito sostegno elettorale nel 2007. Rechichi, ritenuto il prestanome della cosca Tegano nella società, secondo l'accusa, avrebbe garantito a Suraci in occasione delle amministrative, il sostegno delle cosche De Stefano e Tegano. Nell'occasione a Suraci sono state notificate due ordinanze di custodia cautelare: la prima per concorso in associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e corruzione elettorale, aggravati dall'avere favorito un sodalizio mafioso; la seconda per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più truffe aggravate al fine di conseguire erogazioni pubbliche ed alla predisposizione di false fatturazioni. Un ex consigliere, Manlio Flesca, a giudizio per corruzione elettorale e abuso d'ufficio aggravati dall'avere favorito la 'ndrangheta insieme ad un imprenditore del quale avrebbe fatto assumere la moglie in cambio di sostegno alle comunali del 2007. C'é anche questo nelle vicende che riguardano il Comune di Reggio Calabria, anche non legate strettamente alle vicende che oggi hanno portato al commissariamento.. Flesca, in particolare, avrebbe fatto assumere la donna assumere nella società partecipata del Comune Reges per agevolare la cosca Buda-Imerti di Fiumara di Muro.
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Il commento dell'imprenditore Pippo Callipo su scioglimento
Pippo Callipo, ex presidente di Confindustria Calabria e candidato alla presidenza regionale nelle scorse elezioni, ha inviato alla stampa calabrese questa lettera a commento dello scioglimento del Comune di Reggio Calabria.
"Ci voleva un governo tecnico per mettere finalmente a nudo un sistema di potere che per anni ha imperversato nella città più importante della Calabria, emblema insieme dei mali e delle virtù di un’intera Regione. Ci voleva un governo tecnico per fare quello che nessun esecutivo politico avrebbe mai osato fare, mettendosi contro colleghi e sodali politicamente troppo in vista. Certo ci saremmo aspettati che questa decisione fosse giunta ben prima e con maggiore determinazione, poiché è noto che il “sacco” di Reggio Calabria non è certo maturato nei diciassette mesi della consiliatura che oggi viene sciolta, ma tant’è.
E allora grazie caro Ministro Cancellieri. Grazie a nome dei tanti calabresi onesti per questa decisione che, ci auguriamo, possa contribuire a liberare questa città dai ceppi ai quali era vincolata, con uno slancio che possa, magari, contagiare l’intera Regione. Si perché con il tanto decantato “Modello Reggio” che oggi vede la sua impietosa deriva giuridica, viene bollato con il marchio dell’infamia un intero sistema politico: quello che va per la maggiore in questa Regione. Basato com’è sulle clientele, sulle interessenze, sulle commistioni tra zone più o meno grigie, lobby affaristico-mafiose, consorterie di ogni risma.
Dunque, caro Ministro, non dimentichi che se il “Modello Reggio” frana oggi miseramente, rimane ancora in piedi un ben più deforme “Modello Calabria” il quale ha, per molti versi, aspetti identici se non più aberranti di quelli in uso nella città dello Stretto. Ce lo dicono già molte inchieste giudiziarie, il lavoro encomiabile della magistratura, gli avvisi di garanzia, gli arresti in seno al Consiglio regionale. Ecco, caro Ministro, il suo lavoro in questo senso è ancora all’inizio… trovi lei nella sua autonomia politica e decisionale quel coraggio che ad altri, guidati dalle logiche di consenso, è mancato evitando così alla Calabria onesta e all’Italia tutta l’agonia di un’intera Regione".
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