
Conflenti - "Mi pregio di dare notizia che prosegue il progetto di avvicinamento tra l’assemblea Municipale di Torino e quella di Conflenti. Dopo che lo scorso anno una delegazione del nostro Consiglio Comunale è stata ospite dell’omologa assise di Torino, presso la prestigiosa “Sala Rossa”, i primi giorni di novembre (dall’uno al tre) è atteso a Conflenti il Gonfalone del Capoluogo Piemontese con il Presidente del Consiglio Comunale, ingegner Giovanni Maria Ferraris, per ricambiare la splendida ospitalità offertaci. Unitamente al presidente sarà presente a Conflenti il dottor Emilio Chiodo, Consulente Medico – Legale del Comune di Torino. L’esperienza vissuta lo scorso anno nella “Sala Rossa” della città piemontese, è rimasta scolpita nella mente di tutti noi, “piccoli partecipanti di periferia”, accolti però con elevata dignità all’interno dello storico palazzo, teatro delle nobili gesta del grande Camillo Benso Conte di Cavour. La presenza con noi della più autorevole espressione del Consiglio Regionale della Calabria, l’Onorevole Presidente Francesco Talarico, della Parlamentare Nazionale, On. Ida D’Ippolito, dei Consiglieri Regionali Mario Magno ed Antonio Scalzo, nonché del Presidente Regionale della Confagricoltura, dr. Alberto Statti, hanno saputo compensare, per l’alta valenza istituzionale dei presenti, l’evidente sbilanciamento dei ruoli. L’idea progettuale è quella di trasmettere un simbolico messaggio di gratitudine nei confronti del Capoluogo Piemontese che ha saputo, nel corso degli anni, accogliere i numerosi emigranti calabresi, facendoli uscire dal loro disagio economico e lavorativo, favorendone così, per molti, la loro ascesa sociale e la perfetta integrazione con la società torinese. Purtroppo le risorse economiche di oggi, nei nostri piccoli Comuni, consentono a stento solo lo svolgimento del quotidiano (ma talora nemmeno quello), impedendone qualsiasi slancio di ordine culturale che vada fuori l’ordinaria amministrazione. Tuttavia per far vivere i Comuni e per dare loro identità e personalità, evitando scenari aridi ed appiattiti, c’è bisogno di intraprendere anche questi percorsi che avvicinano diverse culture e creano elementi di confronto. In questo caso la suggestione è doppia in quanto si tenta la “sincronizzazione” tra due realtà completamente eterogenee per lontananza geografica, storia, tradizione, economia, valori popolari ed enogastronomia. Soprattutto c’è l’abisso del “Nord – Sud”, con tutta la letteratura e gli elementi di pregiudizio che si accompagnano a questa diversificazione. Portare alla vicinanza istituzionale le due realtà amministrative e creare il connubio simbolico tra i due Gonfaloni, collocati sullo stesso piano, rappresenta una grande intuizione perché è una forma di riscatto sociale da parte di tutta quella gente semplice che, per sopravvivere, è stata costretta all’emigrazione verso le terre del nord dove ha esportato forza lavoro".
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