
Cosenza, 7 ottobre - "Per ridare credibilità alle forze politiche, i partiti dovrebbero fare un patto davanti all'opinione pubblica col quale assumere l'impegno di non candidare i condannati, anche in primo grado, per reati contro la pubblica amministrazione e quelli che sono oggetto di indagini per rapporti con la criminalità organizzata". Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando con i giornalisti a Cosenza dove partecipa ad una iniziativa di Fli. "Non si possono abolire le Regioni - ha poi aggiunto parlando delle riforme necessarie - ma rivedere l'art. 114 della Costituzione ridando allo Stato un ruolo sovraordinato, ripristinare forme di controllo, e in questo Monti è già intervenuto con una decisione giusta, e rivedere l'art. 117 per stabilire a chi spettano alcune decisioni, per evitare, come capita spesso, la fuga dell'imprenditore dall'Italia, avendo certezza del diritto". Su Berlusconi e il Pdl, poi, Fini ha spiegato come "noi non eravamo molto distanti quando dicevamo che non c'era democrazia interna nel Pdl e parlavamo di questione morale per le polemiche sorte perché rimanevano al loro posto anche coloro che erano stati pesantemente coinvolti in inchieste, o per quando mettevamo in guardia che c'era una forte delusione degli elettori per tutte le promesse mancate. Per tutto questo mi sono trovato incompatibile ma non è cambiato nulla. Oggi - ha sostenuto Fini - lo scenario presenta il Pd da una parte ed il Pdl, chiunque sia alla guida dello stesso, dall'altra. Possibile che gli italiani non abbiano altra scelta? C'é uno spazio che può essere occupato dalla Lista per l'Italia che propone un programma, non un libro dei sogni ma cose reali e percorsi netti". Infine, una stocccata alle primarie del centro sinistra "sono curioso - ha detto - di vedere il primo comizio in cui salgono sul palco Bersani e Vendola per dire che si candidano alla guida del Paese. Nel primo comizio dovranno dimenticare gli ultimi 12 mesi della vita politica italiana, sostanzialmente un'amnesia, perché è curioso sentire Bersani che ha appoggiato e sostenuto Monti e Vendola che lo ha attaccato ferocemente".
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