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Lamezia Terme, 23 luglio - Domani mattina, alle 10:30, sarà depositato negli uffici della segreteria del Consiglio regionale il progetto di legge sulla riduzione dei costi della politica regionale promosso dal gruppo consiliare ‘Progetto Lamezia’. Il progetto di legge è stato deliberato da 12 consigli comunali (Lamezia Terme, Maida, Pentone, San Giorgio Morgeto, Acquaformosa, Pianopoli, Filadelfia, Carlopoli, Motta Santa Lucia, Feroleto Antico,Serrastretta, San Pietro a Maida)  e prevede: riduzione della metà delle retribuzioni dei consiglieri regionali e soppressione delle varie indennità aggiuntive e del vitalizio; eliminazione delle strutture speciali (portaborse); risparmi per oltre otto milioni di euro all’anno da destinare alle politiche pubbliche di sostegno alle famiglie. Il gruppo consiliare ‘Progetto Lamezia’ è molto soddisfatto per il risultato finora conseguito con il massimo profitto ed a costi zero. “Questa è la dimostrazione – afferma Antonello Sdanganelli di Progetto Lamezia - che la politica autentica si può svolgere senza spese eccessive che i cittadini devono poi sopportare”. La consegna del progetto di legge a Palazzo Campanella “è un momento di particolare intensità politica poiché costituisce il termine del percorso democratico avviato in sede locale, e l’avvio del procedimento legislativo che obbliga il Consiglio regionale a deliberare sulla proposta nei prossimi tre mesi”. Sdanganelli rimarca che “rispetto a quando siamo partiti (1 febbraio 2012), il quadro economico-politico nazionale e regionale è profondamente mutato: con la spending review che colpisce tutta la spesa pubblica con tagli orizzontali per tutti, è inconcepibile che vi possa essere ancora una classe politica che goda di privilegi ed intenda mantenerli sulle spalle della comunità. Per tale ragione – conclude il consigliere di Progetto Lamezia - si vigilerà sull’iter legislativo che prevede la partecipazione dei promotori nelle commissioni regionali e che deve giungere all’approvazione di una legge che è stata scelta direttamente dai Comuni che meglio riescono ad interpretare la volontà dei cittadini”.

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