
Catanzaro, 22 novembre - Il sindaco ed il Consiglio comunale di Catanzaro decadono a seguito della sentenza del Tar della Calabria che ha annullato le elezioni amministrative in otto sezioni (3, 4, 18, 24, 28, 37, 70 e 85). Nel dispositivo del Tar della Calabria, i giudici hanno annullato il verbale di proclamazione del sindaco, Sergio Abramo, e del Consiglio comunale. Si tornerà al voto nelle otto sezioni entro 60 giorni. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro dieci giorni.
Atti in Procura e Comune condannato a pagamento spese
Saranno inviati alla Procura della Repubblica gli atti raccolti dal Tribunale amministrativo che hanno portato all'annullamento delle elezioni in otto sezioni del comune di Catanzaro. La decisione è stata presa dai giudici del Tar della Calabria. I giudici amministrativi hanno anche condannato il Comune di Catanzaro al pagamento delle spese per una somma complessiva di 14 mila euro. La Procura di Catanzaro ha già in corso una indagine relativa a presunte irregolarità commesse durante le elezioni amministrative. Dopo l'esito delle votazioni il candidato del centrosinistra, Salvatore Scalzo, ed altri esponenti della coalizione avevano presentato in Procura alcuni esposti con i quali segnalavano le presunte irregolarità commesse in alcune sezioni elettorali.
Scalzo (Pd): Città ha avuto giustizia"
"Oggi è una bella giornata. I giudici hanno fatto la cosa più giusta". Lo ha detto il candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo. "E' un segnale - ha aggiunto - molto bello per tutta la Calabria. Questa sentenza dimostra che le elezioni devono svolgersi rispettando le regole. Ed è sulle regole che noi vogliamo ricostruire la Calabria. Esiste un nuovo corso che crede che le cose nella nostra terra possono cambiare. La magistratura ha fatto un buon lavoro. Sulla vicenda penale invece, almeno per oggi, non voglio parlare". Il candidato consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà Giuseppe Pisano ha affermato che "finalmente la città di Catanzaro ha avuto giustizia. Oggi abbiamo scritto una pagina di democrazia sulla quale abbiamo sempre creduto. Dai giudici del Tar è stata data una risposta concreta sulle elezioni di Catanzaro. Oggi è un giorno storico".
Sezioni dislocate da Nord a Sud città
Sono ubicate da nord a sud della città, passando anche da quella dell'ospedale civile e da una in pieno centro, le sezioni elettorali di Catanzaro i cui responsi sono stati annullati dal Tar della Calabria. In questi seggi, entro sessanta giorni, gli elettorali dovranno tornare al voto per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale. Le sezioni "incriminate" sono la n.3 del quartiere Janò; la n.4 di Pontegrande, la n.18 di Siano, la n. 24 di via Bambinello Gesù (rione Uccelluzzo), la n.28 Ospedale Civile, la n. 37 Scuola elementare Aldisio in via De Gasperi, in centro, la n.70 Corvo-Aranceto e la n. 85 del quartiere Lido. In particolare, proprio in questa sezione l'Ufficio centrale aveva messo a verbale "un numero di schede votate e scrutinate (886) superiore al numero dei votanti (884). Un numero di voti validi di lista (823) inferiore al numero dei votanti (884). Un numero di voti validi di lista (823) inferiore al numero di voti validi attribuiti ai candidati al consiglio comunale (828) ed anche un numero dei voti validi attribuiti al candidato sindaco (877)".
Le reazioni
Lo Moro (Pd): "Premiare percorso legalità intrapreso da Pd"
“Il Pd calabrese e nazionale hanno sempre creduto nella battaglia per la legalità e trasparenza. La decisione del Tar va accolta con favore e dà ragione al Partito Democratico che oggi ribadisce il suo impegno a sostegno del candidato di centrosinistra. Ora c'è da augurarsi che i cittadini sappiano riconoscere e premiare il percorso di legalità intrapreso dal Pd, affinchè in Calabria possa affermarsi un nuovo corso”. Commenta così Doris Lo Moro, deputata del Pd la decisione del Tar di annullare le elezioni di Catanzaro.
Pd: "Tornare a voto in condizioni di legalità"
"Il pronunciamento del Tar della Calabria è un'ottima notizia per i cittadini di Catanzaro e fa giustizia delle gravi alterazioni determinatesi nello svolgimento del voto nell'ultima tornata amministrativa. E'un successo del Pd e di Salvatore Scalzo che subito avevano denunciato le gravi anomalie poi riscontrate. Ora è necessario ripristinare le condizioni affinché si possa tornare al voto in un contesto di legalità e massima garanzia per i cittadini". Lo dicono gli esponenti del Pd Davide Zoggia e Nico Stumpo in una dichiarazione congiunta.
Sel: "Ripristinare regole democrazia"
"Il Tar, con la sua sentenza, ha ripristinato le regole della democrazia. Siamo soddisfatti dell'esito dei ricorsi presentati dal centrosinistra e che si basavano su una serie di incongruenze, illegittimità e manipolazioni che hanno trovato piena accoglienza da parte dei giudici amministrativi". Lo sostiene, in una nota, il coordinatore provinciale di Catanzaro, Fernando Miletta. "La città capoluogo - aggiunge - non meritava e non merita un Consiglio comunale gravato da ombre e sospetti. Ha bisogno, più che mai, di trasparenza, correttezza e legittimità. Per queste ragioni esprimiamo soddisfazione per la sentenza odierna. Ci si risparmi, adesso, le presumibili dichiarazioni degli esponenti della maggioranza 'abusiva' del Comune che ci accuseranno di aver danneggiato la città. Si tranquillizzino e chiedano scusa ai catanzaresi per quello che hanno provocato, per la bramosia di potere e per il disprezzo dimostrato per le regole della democrazia". "Questi personaggi, i loro compari e garanti politici - conclude Miletta - hanno gettato discredito su Catanzaro, facendo scempio del diritto fondamentale dei cittadini ad avere rappresentanti degni e un'amministrazione pienamente legittimata a governare la comunità.
Napoli (Fli):"Ora basta corrotti e collusi"
"Il commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di regione, congiunto con l'annullamento del voto in ben 8 sezioni elettorali, suggella quanto insieme al coordinamento regionale Fli Calabria denunciammo prima, durante e dopo le operazioni di voto, circa le indebite pressioni ed i sotterfugi che ancora oggi vengono esercitati da alcuni partiti politici e che, quindi, non rendono libera e democratica la scelta degli elettori". Lo afferma, in una nota, Angela Napoli, deputato di Fli. "Commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di regione; scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio comunale di Reggio Calabria, prima città capoluogo a subire tale provvedimento; Comune di Rende sottoposto a Commissione d'Accesso; Comune di Taurianova, primo in Italia sciolto per mafia ancora oggi sottoposto per la terza volta alla Commissione d'Accesso; tre consiglieri regionali arrestati, uno dei quali già condannato in primo grado per associazione mafiosa; i settori regionali della sanità e dell'ambiente commissariati per la situazione emergenziale nella quale sono stati calati. Cosa ancora deve accadere per richiamare i cittadini della Calabria a riacquistare l'orgoglio di appartenenza, dicendo 'basta ai corrotti e collusi in politica?".
D'Attorre (Pd): "Tar ha confermato irregolarità voto"
"Il pronunciamento del Tar della Calabria conferma le denunce che avevamo avanzato circa la non regolarità del voto amministrativo a Catanzaro". Lo sostiene, in una dichiarazione, il commissario del Pd della Calabria, Alfredo D'Attorre. "Bisogna lavorare adesso - aggiunge - per assicurare che gli elettori delle sezioni coinvolte dall'inchiesta possano tornare in un contesto di trasparenza e rispetto delle regole. Per parte nostra ci impegniamo ad assicurare ai candidati del centrosinistra e al nostro candidato a sindaco, Salvatore Scalzo, un sostegno ancora più forte e determinato, nella convinzione che a Catanzaro possa davvero partire quella svolta politica che l'intera regione aspetta".
Laratta (Pd): "Sia fatta pulizia senza guardare in faccia a nessuno"
"Il Tar di Catanzaro non poteva non annullare il voto amministrativo della città. Troppe violazioni di leggi, abusi, inquinamenti del voto. Ora si torni alle urne nel massimo rispetto delle regole. Da parte di tutti. Ma quello che fa male è che dopo Reggio Calabria, Corigliano Calabro e altri comuni minori, venga sciolto il Consiglio Comunale della città capoluogo di Regione. Un colpo al cuore alla democrazia di questa regione, che pare sempre più destinata ad essere una “regione senza regole né legge”! Siamo praticamente commissariati in tutto. La corruzione è penetrata in ogni dove. Le azioni criminali, poste in essere da banditi e da una certa politica, sono diventate il segno distintivo di un'intera regione. Ormai ci conoscono così, quasi come criminali incalliti, in tutta Italia. E non si salva nemmeno la stessa Regione, che non è affatto esente da inquinamento e corruzione. Anzi, anche qui si teme il precipitare della situazione! In Calabria c'è un urgente bisogno di una rivoluzione degli onesti! Va fatta pulizia senza guardare in faccia nessuno. Oppure la Calabria non si salva più!".
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