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Lamezia Terme - Il gruppo consiliare Futuro Nazionale, composto dai consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, interviene in merito alle notizie riguardanti la presunta esclusione dell’Ospedale di Lamezia Terme dalla nuova programmazione regionale della rete per le sindromi coronariche acute e, in particolare, sulla mancata previsione del servizio di Emodinamica.

"È una notizia - sostengono Cristiano e Villella - che, se confermata, merita tutta la nostra attenzione. Allo stesso tempo riteniamo necessario affrontare una materia così delicata con serietà, senza alimentare allarmismi e senza trasformare indiscrezioni o ricostruzioni giornalistiche in verità acquisite. Per questo chiediamo al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di fare chiarezza sulla vicenda e di spiegare quale sia realmente la programmazione prevista per l’ospedale di Lamezia Terme. Da quanto apprendiamo, negli anni scorsi sarebbe stata prospettata la realizzazione dell’Emodinamica presso il presidio ospedaliero lametino, mentre la nuova programmazione regionale non la contemplerebbe più. Vogliamo capire innanzitutto se questa ricostruzione corrisponda effettivamente al vero. È necessario sapere se in passato si sia trattato soltanto di una promessa o di un’ipotesi programmatica oppure se esistessero atti concreti che prevedevano l’attivazione dell’Emodinamica a Lamezia. E, nel caso in cui questa previsione sia effettivamente esistita, vogliamo conoscere le ragioni per le quali oggi sarebbe venuta meno. Allo stesso modo chiediamo di sapere se, nell’ambito della nuova organizzazione sanitaria regionale, per l’ospedale di Lamezia siano previsti altri investimenti, servizi o potenziamenti che possano modificare il quadro complessivo".

"Prima di assumere qualsiasi posizione definitiva - proseguono - vogliamo quindi conoscere gli atti e le scelte reali della Regione. Ma una cosa deve essere altrettanto chiara: qualora fosse confermato che l’Emodinamica era concretamente prevista per Lamezia e che oggi tale previsione sia stata cancellata senza che alla città sia stato destinato un potenziamento equivalente, la nostra posizione sarà netta. Lamezia Terme non può assistere passivamente a decisioni che rischiano di ridimensionare il proprio presidio ospedaliero e il ruolo sanitario che spetta alla città per popolazione, posizione geografica e centralità territoriale. In quel caso chiederemo immediatamente la convocazione di un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione della Regione Calabria, dei vertici della sanità e delle rappresentanze istituzionali e sociali del territorio. Sulla sanità non possono esserci arretramenti silenziosi. Lamezia deve rivendicare con forza ciò che le spetta e costruire attorno alla difesa e al potenziamento del proprio ospedale una battaglia unitaria, capace di andare oltre appartenenze e schieramenti politici. Se quanto riportato dovesse trovare conferma negli atti, saremo noi per primi a chiedere che Lamezia faccia sentire, unita, la propria voce. La difesa e il potenziamento del nostro ospedale non appartengono a un partito o a uno schieramento: sono una battaglia dell’intera città. Lamezia non può accettare arretramenti sul diritto alla salute e sul ruolo che le spetta nel sistema sanitario regionale. Se sarà necessario, porteremo questa battaglia dentro il Consiglio comunale e in ogni sede istituzionale competente. Su questo non faremo passi indietro".

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