Salta al contenuto principale

D-Ippolito-M5S.jpg

Lamezia Terme – “Sì, probabilmente un anno di organizzazione ci sarebbe voluto, ma da metà giugno 2015 ad oggi di anni ne sono passati oltre due e l’unica novità è … che non ci sono novità nella questione Scordovillo e nei loro fumi tossici”. Ad affermarlo è l’avvocato Giuseppe D’Ippolito, del Movimento Cinque Stelle di Lamezia che ribadisce le proposte presentate dai pentastellati per risolvere la questione sgombero campo rom. “Lo sgombero di Scordovillo e il connesso problema di alloggi alternativi è anche, e soprattutto, una questione di regolamentazione di edilizia residenziale, di urbanistica, il progetto della città, insomma, che manca. Archiviati i programmi di edilizia popolare, già finanziati, della precedente amministrazione che poi li ha abbandonati (con perdita del finanziamento), proponevamo tre cose da fare (e si possono fare ancora adesso): il censimento delle case sfitte (spesso abbandonate), specie nei centri storici di Nicastro e Sambiase (ricordate il “rivitalizziamo i centri storici”?); il censimento degli alloggi Aterp non occupati e lo sgombero di quelli occupati abusivamente”.

Ciò che hanno proposto e propongono i cinque Stelle lametini parte anche dall’integrazione. “Quando Mascaro sarà stato capace di risolvere i problemi abitativi di cui sopra, attraverso l’assorbimento in altre zone della città delle famiglie di rom, piccoli gruppi di 2/3 famiglie per sito. Il porto franco e la certezza di poter delinquere restando impuniti, lo dà il senso del clan, l’enclave chiusa e non accessibile dall’esterno. Bisogna combattere questa logica”. “E poi, nell’immediato, - continuano - nuovi strumenti di deterrenza che si coniughino anche con la salvaguardia delle nuove generazioni di rom, che poi rom non sono, ma cittadini di Lamezia a tutti gli effetti”. Ci era sembrato, e ci sembra, che la legge esistente offra uno strumento di tale genere ed esso consiste nella revoca della potestà genitoriale sui figli, per coloro che delinquono e che non indirizzano i propri figli verso comportamenti improntati alla civile convivenza (in primis rispettando l’obbligo della scolarizzazione).  Sarà doloroso per genitori e figli ma, allo stato, ci sembra il metodo più efficace per garantire il rispetto della legalità e per evitare che le pratiche più incivili si trasmettano ai più giovani, perpetuando anche nel futuro il problema rom a Lamezia (siano essi a Scordovillo o altrove).

Per questo abbiamo deciso di fare dei passi formali e, nei prossimi giorni, indirizzeremo un’istanza al Prefetto e ai Procuratori della Repubblica (presso il Tribunale ordinario e presso il Tribunale dei Minorenni) nonché ai Presidenti dei due Tribunali, chiedendo loro di valutare questa strategia operativa nelle loro rispettive attività d’ufficio”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.