
di Alessandra Renda.
Lamezia Terme – Sono ore concitate in via Perugini ma il sindaco Mascaro prova a riportare la calma. Nessuna ombra di dubbio, a suo dire, sugli atti amministrativi del Comune che possano far pensare ad eventuali forme di infiltrazione o condizionamenti mafiosi. Abbiamo raccolto i suoi primi commenti a caldo, essendo di poche ore fa la comunicazione ufficiale dell’insediamento della Commissione d’accesso nelle stanze del palazzo di Città. Su quanto accadrà a Lamezia, che vive questa esperienza già per la terza volta, sembra essere sicuro: “Sarà un evento che ci segna e che ci segnerà. Si concluderà di certo con una assoluzione dell’operato amministrativo del Sindaco e della sua Giunta ma che deve servire alla città come lezione perché non accada mai più alla prossima campagna elettorale quanto accaduto nell’ultima”.
Insediata la Commissione d’accesso si sente tranquillo ?
“Sono tranquillissimo su ogni atto e sono certo che sarà un’ottima certificazione da parte della Commissione d’accesso, per un’amministrazione totalmente impermeabile alla criminalità e che ha voluto rispettare la legalità in ogni suo atto o comportamento. Mi sento di dire alla città che sono stato io a sollecitare un loro arrivo proprio per fugare ogni dubbio che si stava insinuando e che lasciava presagire chissà cosa possa nascondersi all’interno della macchina comunale. Dico però con certezza, poiché mi assumo ogni responsabilità morale, giuridica e politica di ogni delibera di Giunta, che la criminalità non ha mai osato avvicinarsi a queste stanze. Dimostrerò questo con documenti certificati, dimostrerò come invece dal mio arrivo ho ripristinato la legalità: nella lotta alle occupazioni abusive, nella confisca di beni alla criminalità organizzata, in atti illegittimi revocati e bloccati, in nessuna variante concessa a strumenti urbanistici”.
L’ombra gettata sul Comune è legata tutta all’operazione Crisalide o sono state significative anche le precedenti inchieste?
“Tutte le inchieste giudiziarie rilevanti che vi sono state finora hanno riguardato solo la campagna elettorale. Ci tengo che la Commissione vada a controllare anche questo, perché, ad esempio, alzai un muro contro l’inserimento di un candidato nelle liste a mio sostegno che aveva riportato una condanna in primo grado per corruzione elettorale. Quando poi si diceva già allora che nelle mie liste c’era il rischio si infiltrasse la criminalità, presentai un esposto in Procura, esattamente il 22 aprile 2015, per far presente di quanto avevo letto.
A differenza di quello che incautamente si sta dicendo in questi giorni, mandai tutte le mie liste all’antimafia e non ho guardato in faccia nessuno. Provvedimenti duri sono stati presi anche nei riguardi di soggetti che mi hanno dimostrato apertamente appoggio elettorale. Quando la commissione d’accesso andrà a verificare, certificherà che questa amministrazione non ha badato a colori politici e non si è lasciata influenzare da nulla”
Ciò che è certo è che dopo l’operazione vi sono state più dimissioni, anche se per motivi differenti, tra Consiglio comunale e Giunta. Ve ne saranno delle altre ?
“Dopo l’Operazione sono stato il primo a dire che con la mafia non si va a braccetto e non si prendono caffè. Ho anche detto che chi, tra i consiglieri comunali eletti avesse avuto rapporti con soggetti coinvolti da operazione relative alla mafia, avrebbe dovuto fare un passo indietro.
In questo momento ho invece una Giunta monca per la quale dovrò procedere a breve con un sostituzioni e rimpasti. Al di là dei due assessori che sono andati via, potrebbero esserci altre modifiche. Questo non perché la Giunta sia mai stata condizionata da alcun atto o comportamento, ma perché è una città che ha bisogno di serenità ed è giusto evitare ulteriori attacchi o speculazioni”.
E sulla posizione della Raso ?
“Sulla Raso, fidanzata di Alessandro Gualtieri, tra i fermati nell’operazione Crisalide, sono stato il primo ad aver chiesto un passo indietro. Quando poi la Prefettura ha voluto spiegazioni sulla sua autosospensione, abbiamo comunicato che non è cosa prevista dal nostro statuto, che invece indica come dopo quattro assenze ingiustificate si passa al procedimento della decadenza. Ho inoltre subito rappresentato al movimento del quale fa parte, fermo restando il garantismo che va a connaturare la mia professione di avvocato, che qualora non dovessero arrivarmi le sue dimissioni è fuori dalla mia maggioranza e dal gruppo consiliare del quale fa parte, altrimenti è quel gruppo consiliare stesso che deve ritenersi fuori. Non conosco mezze misure”.
Si sente di escludere ogni ipotesi di scioglimento del consiglio comunale ?
“Non può esserci alcun scioglimento. Questo si potrebbe verificare solo quando, come accaduto in passato, episodi verificatisi in campagna elettorale abbiano ripercussioni concrete sugli atti amministrativi. Su questo scommetto che non troveranno un atto dove si possa dire vi sia stata infiltrazione della criminalità ma anche dove possa essere in dubbio la sua solo legittimità. In due anni abbiamo ad esempio amministrato con rigore e consentito di diminuire il debito pubblico della città di otto milioni, abbiamo stretto e ridotto tutte le uscite e sappiamo bene che la criminalità organizzata non è innamorata né del sole, né del mare di una città, ma solo dei suoi soldi. I cordoni della spesa in questo comune sono chiusi e sigillati, perché ogni spesa deve passare al mio vaglio”.
Ha qualcosa da rimproverarsi ?
“Di sicuro quando mi ricandiderò tra tre anni cercherò di limitare il numero delle liste a mio sostegno. Ho capito poi che la città di Lamezia, per le vicende che l’hanno segnata in passato, ha una soglia di tollerabilità inferiore rispetto a quella delle altre città su eventuali pendenze giudiziarie che coinvolgono il congiunto di un soggetto che ricopre cariche pubbliche. Se la mia idea poteva essere che il garantismo è un concetto da rispettare, soprattutto su persone che non sono direttamente coinvolte nelle indagini, ho la sensazione che la tollerabilità di questa citta sia diversa e che anche su questo possano esserci state delle valutazioni sbagliate da parte del Sindaco e del Consiglio”.
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