
Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota politica di Francesco Grandinetti sulla chiusura della sede distaccata della facoltà di Agraria che ha sede nel centro storico nel rione Belvedere a Palazzo Blasco.
"Dire che non vogliamo la soppressione della facoltà di Agraria mi sembra scontato e banale. Comunque lo dico lo stesso per evitare equivoci. Ma il problema é sempre i solito. La nostra politica "che conta" si ricorda e si schiera a favore di Lamezia solo dopo averne subito lo scippo. Ma dove si trovavano i nostri politici quando é stata approvata la norma in cui le facoltà sotto una "soglia" di vivibilità devono essere soppresse? Chi ha stabilito la soglia? E dov'erano quando avevano stabilito la solita soglia che chiudeva il nostro tribunale? E ancora, dov'erano quando in una notte del 2007 hanno soppresso la nostra Asl e con essa impoverendo di fatto il nostro Ospedale? Chi ha stabilito che il nostro ospedale sia uno "Spoke" e non un' "Hub"? Allora, vi dico bravi per correre ai ripari insieme, ma forse sarebbe meglio pensarci prima. Quanto alla facoltà di Agraria mi permetto di essere chiaro Quanti di noi si sono accorti che in Lamezia c'è una facoltà universitaria? Su migliaia di commercianti (pub, bar, ristoranti, migliaia di proprietari di appartamenti, su migliaia di disoccupati in cerca di lavoro, quanti si sono accorti che in Città c'è un corso universitario? Insomma perché non si è integrata con il resto? La verità è che i nostri cittadini si sono abituati al ragionamento che dice : "megliu di nenti"?! Invece noi avremmo bisogno di non raccogliere le briciole lasciate dall città più blasonate, ma di programmare uno sviluppo totale fatto da veri piani strategici che non rimangano sulla carta. Se avessimo avuto veramente un'università e non un suo "assaggio" lo avremmo sentito sulla nostra pelle. Mentre noi parliamo pubblicamente di metropolitana leggera, poi nel piano strutturale approvato in giunta non ce n'è l'ombra, nel senso che il "nuovo piano regolatore" non é stato pensato e sviluppato in funzione della stessa? E nel frattempo per Catanzaro finanziano correttamente la tratta di CZ lido, Germaneto, Centro città. Se non troviamo soluzioni di "espansione", per chi stiamo approvando il piano strutturale con le nuove zone urbanizzabili? Sol per chi vuole riciclare il denaro e a cui mm interessa a chi venderà le case.
Credo che non ci sia più tempo di attendere oltre. La cittá mi sembra allo sbando. Ha bisogno di essere resuscitata. Certo alcuni passi significativi sono stati fatti, ma ora ha bisogno di altre cose. Ha bisogno di trovare i soldi da altre fonti visto che quelli pubblici sono finiti. È per trovarli dobbiamo stringere rapporti con l'imprenditoria sana della cittá e di quella sana di fuori cittá, italiana ed estera. Ma per fare ciò dobbiamo offrire cose che altri non possono offrire, tipo il progetto "terme diffuse" del mio programma elettorale con la collaborazione delle Terme Caronte spa, tipo il progetto del Medipark, dell'autodromo, e, più in piccolo, favorendo l'apertura di esercizi commerciali nel centro della cittá azzerando il pagamento della tosap in cambio di arredi esterni eleganti, e/o attivando un fondo di garanzia per le piccole pmi per facilitarne il credito, ecc.ecc.ecc. Insomma non più solo levate di scudi quando gli scippi sono già avvenuti”.
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