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Lamezia Terme – "Gli ultimi sviluppi legati alla vicenda dell'incendio nella discarica di Pianopoli riaccendono prepotentemente i riflettori sulla sicurezza ambientale del nostro territorio e si legano a doppio filo con una ferita ancora aperta. A più di tre mesi dal gravissimo incendio che lo scorso 28 giugno ha distrutto il deposito di pneumatici e materiali gommosi della società Gatim S.r.l. nell'area industriale ex SIR di Lamezia Terme, un forte e legittimo interrogativo deve riguardare le istituzioni locali, ad iniziare dalle assemblee elettive oltre che i cittadini: dove sono i dati ufficiali sulle diossine, sui furani e sui PCB?" è quanto si legge in una nota di Rifondazione comunista Lamezia.

"Nelle settimane successive all'incendio, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (Arpacal) - precisano - ha diffuso bollettini, evidenziando i picchi iniziali di inquinanti atmosferici rapidi come le polveri sottili e gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Da allora, tuttavia, è calato il silenzio sulla componente più pericolosa e persistente per la catena alimentare e la salute: gli inquinanti accumulati nei terreni e nell'area di ricaduta fumi. Il monitoraggio d’emergenza di un incendio di tali proporzioni non può fermarsi alle rassicurazioni verbali o alle sole analisi dell'aria a breve termine. La cittadinanza ha il diritto fondamentale di conoscere l'esito dei campionamenti effettuati sulle matrici del suolo. Determinare l'esatta concentrazione di diossine (PCDD/PCDF) non è un'opzione discrezionale, ma un preciso obbligo di legge previsto dalle normative ambientali nazionali ed europee".

"Se le analisi richiedono tempi tecnici complessi in laboratorio, tre mesi ci paiono un periodo ampiamente sufficiente per validare e consolidare i campioni. Se invece la mancata pubblicazione è dovuta a vincoli di segreto istruttorio legati alle indagini della Procura della Repubblica, le istituzioni hanno il dovere di comunicarlo chiaramente per vie ufficiali, evitando che l'assenza di dati alimenti un clima generalizzato di insicurezza e allarmismo. Con questo comunicato - informano - intendiamo interpellare pubblicamente i vertici di Arpacal, il Comune di Lamezia Terme e l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) affinché rispondano formalmente a due quesiti precisi: Quali sono i motivi oggettivi per cui i dati numerici e i Rapporti di Prova integrali relativi a diossine, furani e PCB non sono ancora stati resi pubblici sul portale dell'agenzia? Qual è la data esatta in cui questi dati verranno messi a disposizione della comunità, degli operatori agricoli e degli allevatori della zona? Quali strumenti si intendono mettere in campo per monitorare, come abbiamo più volte richiesto, le situazione a rischio di impianti e depositi, ricadenti sul nostro territorio, con una attenta valutazione sul rispetto delle norme di sicurezza. Gli incidenti che si sono verificati nel corso degli anni non sono frutto del fato ma di responsabilità precise di aziende, gestori e di chi è deputato al loro controllo". 

"Sembra che nel nostro territorio il principio “chi inquina paga” sia rimasto solo sulla carta. Come del resto avviene anche per i responsabili delle morti sul lavoro. L'area ex Sir di lamezia, detiene tristi primati e rimane come abbiamo più volte denunciato una vera e propria area franca. Oggi a tutto questo si aggiunge il recente incendio della discarica di Pianopoli alla quale ci siamo sempre opposti e della quale chiediamo il sequestro e la sua chiusura. Anche per quel brutto incendio chiediamo che vengano rispettate le norme che obbligano, alla pubblicazione dei dati sugli inquinanti monitorati. La tutela dell'ambiente, della salute pubblica e dell'economia agricola locale passa inevitabilmente dalla trasparenza scientifica. Non si può pianificare il monitoraggio del territorio lasciando i cittadini all'oscuro dei dati. E non è più accettabile l'impunità di chi ha responsabilità in questi veri e propri attentati alla salute e di chi non rispetta il compito di controllare le norme di sicurezza dettate dalle leggi".

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