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aeroporto

Lamezia Terme, 13 gennaio - I segretari dell'Ugl Giovanni Andricciola, Gianfranco Turino e Giuseppe Di Cello intervengono nuovamente sulla gestione della Società aeroportuale lametina chiedendo un deciso cambio di rotta a aprtire dall'assetto societario che vorrebbero aperto al pubblico o ai dipendenti dello scalo stesso. Ecco, di seguito, cosa dicono a riguardo.

"Ci rifacciamo ad un atto, divenuto di moda nel lessico pubblicistico, anche se  soluzioni valide non spuntano all’orizzonte. Parliamo  di quel nostro Aeroporto, meravigliosamente costruito, centralista e facilmente raggiungibile, non inquinante né con gli scarichi né con i rumori, che avrebbe dovuto mettere le ali all’economia calabra. Quelle ali che, al momento, qualcuno a tentato di spuntare, infischiandosene del ruolo della struttura per una civiltà e socialità che poteva e doveva ritrovare, nel turismo di massa via aerea, il salto di qualità e di rivalutazione. Al contrario, grazie alle ultime pessime conduzioni, la SACAL titolare della gestione ventennale  per i diversi servizi aeroportuali è arrivata sull’orlo del baratro. Il bel giocattolo, se così si può definire, al termine della sua corsa verso il vertice, si trova, improvvisamente, sull’orlo del baratro, con una concorrenza interna sempre più spietata a causa di quel pennacchio del superamento dei due milioni di passeggeri, per inciso non hanno portato nulla di pratico all’Hinterland lametino. Il “bel godi” continua, l’attuale dirigenza, non ancora azzerata, dopo le dimissioni del Presidente, prosegue la sua presenza di facciata, vivendo in un mondo diverso da quello spicciolo e comune, proponendo e concludendo convegni per presentare la stagione Ryanair, decantando le rotte, i legami e l’intenzione di quella società Irlandese di potenziare il turismo locale, uno specchietto per le allodole, scavando ci si accorge della fallacità dei costi su cui si basano le offerte, ma anche sul fatto che la venuta di questo vettore è pagato dalla Regione, con i nostri soldi come contribuenti. Nel nostro modo di vedere i fatti, da buoni calabresi, sosteniamo, da sempre che, a nessuno è consentito sfruttare le necessità della nostra regione, né, tanto meno, essere costretti a pagare per invitare altri a sceglierci senza programmi di reciproco scambio, ma soltanto come un  piacere che ci viene fatto a titolo  oneroso. "No, non ci siamo. Il nostro modo di vedere da cittadini e contribuenti, per bistrattato che possa essere, non accetta nuovi sfruttamenti del sociale. La Ryanair se vuole il territorio aereo calabro deve essere trattata come tutte le altre società e non foraggiata come accade oggi", risultato  negativo nel bilancio in perdita dell’ente handling. Che fa la politica? Si prolunga in infiniti sogni evitando di svegliarsi e dover prendere una decisione?. E’ il momento  della sveglia al Lametino, la proposta dell’amico Viola ha un suo valore pratico, l’azionariato popolare potrebbe rimettere in sesto la situazione e consegnare alla città il controllo vero del suo aeroporto. Come ha un suo termine pratico anche la possibilità di socializzare l’Ente permettendo la compartecipazione dei propri dipendenti in qualità di azionisti, che possono diventarlo per  il mancato rinnovo del Contratto Integrativo e il pagamento del premio di produzione, da poter inserire  in uno speciale azionariato di controllo. I tempi mutati e mutevoli non possono castrare una struttura che ha fatto passi da gigante verso il massimo delle sue valutazioni sociali, non possono premiare coloro che hanno tentato di minare le fondamenta di questa struttura per farla cadere in mano a cordate private, con il rischio di un numero sempre più alto, di lavoratori che si troverebbero, dalla sera alla mattina, senza occupazione, in mezzo ad una strada nella voragine di un lavoro esterno inesistente, andando ad alimentare il mondo del nulla al futuro. Le parole non bastano, ci vuole la forza, le denunzia pubbliche, il ricorso alla vera giustizia affinché metta alla berlina tutti i personaggi che hanno determinato la probabile rovina della Società e dello stesso aeroporto, oltre al dettagliato controllo di quelle aziende, venute fuori come funghi, la cui intenzione è quella di accaparrarsi i servizi dello scalo, il commento è il NO ad una gestione privata totale. Non è più il momento delle attese ma dell’azione se vogliamo salvare quello che rimane del settore aereo del Lamezia Terme".

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