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Lamezia Terme, 25 settembre - “I sindaci italiani per il Mezzogiorno”, questo il titolo dato alla riunione del Consiglio nazionale dell’Anci, tenutasi questa mattina nel salone municipale di Lamezia Terme. In rappresentanza dell’Anci hanno partecipato il presidente del Consiglio nazionale Graziano Delrio, affiancato dal vicepresidente Alvaro Ancisi. Presenti anche Salvatore Perugini, presidente dell’Anci Calabria, e Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato Anci alle politiche per il Mezzogiorno. Ad introdurre la riunione il messaggio di saluto del sindaco di Lamezia, Gianni Speranza. Tra i tanti ospiti molti sindaci calabresi e del Sud Italia, molte autorità come il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci e i rappresentanti delle forze dell’ordine.

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"Oggi da Lamezia - è stato rimarcato nel corso della riunione - vogliamo lanciare un messaggio a tutto il Paese: si riparte dal Sud, guardando seriamente a tutto il territorio del Meridione d’Italia”. Durante il dibattito è stato ribadito che “ non ci può essere coesione territoriale nel Paese se non c’è sviluppo nei territori. Abbiamo dimostrato di avere la capacità di amministrare – hanno rimarcato gli esponenti dell’Anci – pur contenendo la spesa e nonostante l’economia italiana sia al collasso. Bisogna che il governo nazionale valorizzi le capacità degli amministratori locali per dare risposte concrete ai territori”. E’ stata poi sottolineata l’importanza del ruolo che il Meridione ricopre come “soluzione al problema del Paese in quanto porta del Mediterraneo. La nostra idea di Sud – si è detto nel consiglio nazionale dell’Anci – è quella di fare connessione, di mettere in rete le tante eccellenze presenti nelle nostre regioni. Lo Stato deve investire nei territori e nei Comuni – è stato chiesto con forza e decisione – Il fallimento del federalismo ha rappresentato una delle tante cause dell’arretramento del Paese; il Pil del Meridione è diminuito del 10%”.

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I rappresentanti dell’Anci hanno aggiunto: “Sentiamo dire che nel 2013 ci sarà la ripresa ma, in realtà, qui al Sud ci vorranno anni per riprenderci da questa grave recessione economica. Abbiamo bisogno di strade, ferrovie, strutture sociali per la famiglia; il turismo necessita di un forte slancio. Il governo centrale avrebbe dovuto darci tutto questo ma, finora, è stato un fallimento”. Gli esponenti dell’Associazione nazionale dei comuni italiani sono stati fortemente critici nei confronti della politica attuata dal governo centrale nei confronti degli enti locali: “Tagliare la spesa corrente già bassa e far salire la pressione fiscale – hanno ribadito gli esponenti dell’Anci – significa compromettere la coesione sociale. In questo modo i Comuni non ce la fanno, serve uno slancio complessivo del Paese con politiche forti. Nel Meridione, dopo vent’anni, abbiamo un calo d’iscrizioni nelle nostre università. Allora dobbiamo far in modo di mettere i nostri giovani alla pari dei coetanei europei, rilanciando la nostra immagine e favorendo la competitività con una nuova strategia promozionale”.  Il Consiglio nazionale dell’Anci ha invitato tutto il Paese a guardare al Sud “non come ad un peso del sistema produttivo italiano ma come ad un’opportunità per il rilancio dell’intera economia della nazione”. E’ stata anche sollecitata la valorizzazione delle interrelazioni produttive, funzionali e commerciali fra le diverse aree del Paese “in modo che gli investimenti realizzati in una determinata area territoriale, si trasformino in reddito per le altre aree del sistema e in una maggiore domanda di beni e servizi”.

Maria Scaramuzzino

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