
Lamezia Terme - “Verifico che l’accorato appello lanciato dal sottoscritto per salvare la facoltà di Agraria quale sede staccata della Università Mediterranea aperta qualche anno fa in città è stato accolto da alcuni dei massimi esponenti istituzionali cittadini e da alcuni partiti politici”. Commenta così l’avvocato Gianni Arena, segretario cittadino di Api gli interventi che si sono susseguiti in questi giorni sulla stampa dopo l’allarme lanciato per la temuta chiusura della facoltà di Agraria posta nel centro storico. “Mario Magno, che per primo ha accolto la sollecitazione, Tonino Scalzo e il sindaco Speranza hanno certamente sensibilità tali da comprendere che la paventata chiusura di un presidio di cultura elevata come può essere una facoltà universitaria – dice Arena - mal si concilia con la voglia di crescita e con gli sforzi che si stanno compiendo per collocare Lamezia nel punto di importanza strategica che merita nel panorama regionale”. “Rilancio l’appello – aggiunge - e sollecito però ad intervenire nella delicata vicenda anche la deputazione lametina che in questo momento è parte della stessa maggioranza delle larghe intese che governano il paese. Ognuno deve assumersi la propria responsabilità e fare il possibile per tutelare la città utilizzando la propria influenza nelle sedi istituzionali appropriate. Invito pertanto, continua l’esponente politico di Api, ad avviare l’apertura di un tavolo istituzionale impegnando anche il consiglio comunale ad assumere una posizione ferma contro tale decisione che impoverirebbe oltremodo la città”. L’avvocato Gianni Arena conclude la nota sostenendo come “dobbiamo custodire gelosamente ed implementare quel sogno chiamato università, che tutti avrebbero voluto portare a Lamezia ma che adesso rischiamo di farci soffiare da sotto il naso per via di scelte scellerate fatte da chi ha pensato di tagliare fondi nella ricerca e nell’università ossia quei servizi essenziali per l’istruzione dei giovani e delle future generazioni invece di colpire i veri settori pubblici che producono sprechi”.
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