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Lamezia Terme - L'azzeramento del Cda della Sacal (la società che gestisce lo scalo lametino) richiesto dal Circolo Sel di Lamezia dopo le rivelazioni dell'Operazione Perseo ed il coinvolgimento del vice presidente della Sacal Bevilacqua hanno suscitato dapprima la reazione del consigliere comunale Francesco Grandinetti, membro del cda della Sacal, e poi la controreplica nuovamente del Circolo Sel Lamezia. Pubblichiamo qui di seguito, in ordine cronologico e in successione, le due dichiarazioni sulla questione "azzeramento cda Sacal".

Grandinetti: "Sel farebbe bene a guardare in casa propria"

"Come al solito SEL non riesce a tacere neanche quando dovrebbe. Chiede ancora una volta le dimissioni del cda della Sacal facendo affermazioni come se fossero magistrati inquirenti e giudicanti. Chiede addirittura che venga fatto un bando europeo per la ricerca dei rappresentanti pubblici  in seno alla Sacal. Quello che mi chiedo, perché non lo chiede anche per la Multiservizi? Non mi pare che Miletta sia risultato vincitore di un bando Europeo! La gestione finora portata avanti dalla Multiservizi dal proprio cda é da considerarsi perfetta? Purtroppo non riesco a stare zitto quando l'arroganza di alcuni saccenti cerca di intaccare la credibilità delle persone per solo "becera politica". Crapis fa una cosa giusta nell' aver evidenziato che non tutti hanno le stesse responsabilità nella gestione Sacal, ma non fa altrettanta cosa  giusta e corretta nel  poi chiedere lo stesso le dimissioni di tutti. Crapis scorda che per quanto riguarda il reclutamento del personale fui proprio io a denunciare ufficialmente  il modo arbitrario con il quale a mio parere venivano assunte molte persone (caso Adecco e nonsolo), Crapis dimentica che feci mettere a verbale nel cda che le assunzioni  venissero fatte attraverso il centro per l'impiego (trovi un solo dipendente assunto dietro mie pressioni!), Crapis dimentica che non votai per l'elezione a presidente di Speziali e del vicepresidente Bevilacqua, Crapis dimentica che non votai favorevolmente il bilancio della gestione Speziali. Insomma, io penso che solo la magistratura ha il diritto/dovere di indagare sulla gestione Sacal ed io la invito ad andare a fondo per eliminare ogni dubbio o andare oltre per il rispetto della legalità. Ma Sel farebbe bene a guardare in "casa propria" dove non mi pare, la Multiservizi, sia un campione di rendimento e trasparenza. Mi piacerebbe sapere con quali sistemi ha individuato i noleggi dei mezzi di lavoro o affidato i lavori di manutenzione che il Comune gli aveva a sua volta dato in concessione e con quali margini ha lavorato. Ma questa è un'altra storia oggetto di una mia interrogazione che presenterò nei prossimi giorni. Vorrei che Sel con la stessa solerzia si facesse domande sulle dimissioni di Tano Grasso e Rocco Mangiardi. Insomma non spariamo nel mucchio. L'attuale consiglio d'amministrazione della Sacal (dove vorrei ricordare  c'é anche il Dott. D'Ambrosio del Comune di Lamezia Terme) sta facendo di tutto in uno spirito di collaborazione con l'ottimo presidente Colosimo per mettere riparo ad una gestione, almeno molto dilettantistica, finora fatta e non é giusto buttare ombre su tutti senza un prima ed un dopo é senza distinzioni di persone". 

Crapis (Sel): Grandinetti è in errore ed è in preda a frenesia comunicativa

"I gravissimi riscontri giudiziari e investigativi sull’influenza che le cosche mafiose lametine avrebbero sulla SaCal invece di suscitare l’immediato moto di orgoglio di quanti all’interno della società stessa  rivestono ruoli apicali nella direzione di fugare ogni dubbio ed ipotesi di influenze illegittime, sta producendo una sorta di cortina fumogena fatta di dichiarazioni fuori luogo. Tra queste dobbiamo purtroppo annoverare le ultime uscite del consigliere comunale Grandinetti, nonché componente in quota soci privati del CdA SaCal che, nelle ultime settimane, dimostra un attivismo poco comprensibile, con note stampa in cui si adombrano sospetti anche su episodi e fatti politici distinti e distanti tra loro. Un’ impostazione che di fatto rischia di sottacere le sconvolgenti rivelazioni emerse a seguito dell’operazione “Perseo”.  Il consigliere Grandinetti, a nostro avviso, attaccando SEL e il suo coordinatore è in errore per due ordini di motivi. Intanto perché sa bene che la SaCal è una società a prevalente capitale pubblico e che nell’attuale situazione coloro che hanno a cuore davvero gli interessi pubblici sono tenuti a prestare la massima collaborazione agli organi inquirenti favorendo l’individuazione delle responsabilità personali; in secondo luogo, poi, in quanto è anche interesse dei soci privati (che lui stesso rappresenta) fugare ogni possibile elemento di inquinamento mafioso. Insieme al resto del centrosinistra abbiamo prodotto più documenti in cui denunciavamo politicamente, per esempio, la mancanza di trasparenza e le evidenti criticità nella gestione del personale e nell’espletamento di alcuni servizi, critiche che lo stesso consigliere ha sollevato in passato.

Un intervento politico, quello del centrosinistra tutto, di alcuni mesi fa che oggi, alla luce dei recenti fatti,  ha acquisito attraverso il lavoro della DDA un concreto riscontro giudiziario che nessuno può contestare. Lo stesso consigliere Grandinetti non può disconoscere che stanno emergendo fatti gravissimi, un contesto e un quadro di “relazioni pericolose” che è lontanissimo dalle polemiche spicciole in cui ci si vorrebbe far ripiombare. Alla luce di tutto ciò non possiamo non sottolineare la frenesia comunicativa di Grandinetti che si sta dimostrando direttamente proporzionale all’avvicinarsi delle nuove elezioni amministrative per le quali ha già dichiarato i suoi chiari intendimenti. Da parte nostra diciamo solo che i riferimenti alla Multiservizi ( la quale risponderà nel merito e che non spetta certo a noi difendere) sono fuori luogo perché stiamo parlando di un’azienda che in questi anni ha tenuto pratiche trasparenti, che per assumere ha fatto concorsi di cui non si è lamentato nessuno e il cui nome non è stato minimamente attenzionato, né per i dipendenti né per i vertici, da indagini giudiziarie su alcunchè, come invece per la Sacal. Senza contare che per il suo amministratore delegato (la presidenza, si sa, ha solo poteri di rappresentanza) si è scelta la strada della professionalità e della qualità, come è stato riconosciuto in maniera bipartizan, cercando anche al di fuori della regione come è accaduto con la dott.ssa ingegner Mastrantonio. Le recenti critiche avanzate, dunque, appaiono strumentali e oltremodo tardive visto che il Consiglio comunale nel mese di luglio ha approvato un odg con il quale si è provveduto a differire la nomina del nuovo CdA subordinandolo all’approvazione da parte degli attuali amministratori del nuovo piano industriale dell’azienda.  Stia sereno Grandinetti, la richiesta di azzeramento del CdA Sacal, quindi, che rinnoviamo anche in questa occasione, non deve essere vista come una condanna preventiva sull’operato dei singoli ma, piuttosto, come un primo segnale della volontà di non lasciare alcuna zona d’ombra all’interno della società.  Riteniamo, infatti, che solo un alto e profondo senso di responsabilità in capo ai vertici aziendali attraverso le immediate dimissioni possa testimoniare la concreta volontà di fare completa pulizia all’interno della società per farla diventare una casa di vetro, trasparente, aperta e pienamente legittimata nel suo operato".

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