
Riceviamo e Pubblichiamo
Lamezia Terme, 21 novembre - "Dopo il dibattito nel Consiglio Comunale del 19 novembre abbiamo appreso dagli organi di stampa come a beneficio del Presidente Scopelliti il Direttore Generale dell’Asp di Catanzaro Dr. Mancuso tenta di giustificare quello che lui stesso definisce il “pastrocchio” della proposta di razionalizzazione degli ambiti territoriali delle aziende sanitarie del servizio sanitario regionale.A beneficio del Governatore il DG inventa inesistenti motivazioni pseudo-tecniche che non hanno alcun riscontro obiettivo nella realtà, perché nessun beneficio può derivarne dall’approvazione di quella proposta di legge che vede una gestione autonoma per l’Ospedale di Vibo e per quello di Crotone e non per quello di Lamezia e che viene accorpato a Catanzaro. E’ chiaro che si vorrebbero mettere in campo motivazioni contro le tante argomentazioni espresse nel Consiglio Comunale da parte di tutti i gruppi politici, compreso quello del Presidente Scopelliti, ma la difesa d’ufficio lascia il tempo che trova e non tiene conto della posizione espressa dai rappresentanti del suo partito di riferimento, l’UDC, che nel Consiglio Comunale sono stati i più determinati contro la proposta. Oltre all’evidente discriminazione e penalizzazione dell’area lametina il dibattito in Consiglio Comunale è servito a mettere in evidenza l’indignazione di tutti i presenti per una proposta di legge concepita, elaborata ed approvata all’ultima ora. Il Dr Mancuso ora ci vuol convincere della bontà della proposta e lo fa rivolgendosi ai Lametini ed a Lamezia con il solito comunicato stampa senza prendersi la briga di partecipare al Consiglio Comunale, ove non doveva essere invitato, perché doveva essere presente per il ruolo che ricopre. Ai Consiglieri Comunali di Lamezia avrebbe potuto dare non solo le motivazioni della proposta di legge portata avanti dal Presidente Scopelliti, ma anche gli esiti dell’attività ospedaliera e sanitaria che i Consiglieri si aspettavano. Assistiamo invece ad una sorta di demagogia sanitaria con la quale il DG Mancuso afferma che “non siamo soddisfatti” e si lancia in annunci ad effetto del tipo “i reparti che da Catanzaro vengono allo spoke di Lamezia”, “4.000 persone che verranno per in Centro Protesi Inail”. Lamezia non è per nulla soddisfatta di assorbire comunicati, slogan ed atteggiamenti ingiustificabili, come quello di presentare il bilancio del 2012 agli organi di stampa. Ribadiamo che un bilancio va presentato soprattutto ai Sindaci, alle forze politiche e sindacali, e al Consiglio Comunale di Lamezia Terme, non in una conferenza stampa dove si può parlare per slogan e senza riscontri. Siamo sicuri che dietro frasi del tipo “nell'ultimo anno si è dovuto procedere a diverse operazioni, necessarie per cancellare il debito accumulato dalle precedenti gestioni" si nasconde il definitivo colpo di grazia per la sanità lametina ed il suo territorio. Ribadiamo al Sig. Sindaco di Lamezia la richiesta effettuata in Consiglio Comunale dal gruppo del Partito Democratico di acquisire la disponibilità della documentazione di attività e di contabilità dell’attività sanitaria dell’ASP di Catanzaro per effettuare una valutazione politica sulla destinazione delle risorse assegnate in ambito provinciale di oltre 480 milioni di euro/anno. La richiesta è necessaria per far comprendere alla Città debba come vengono spese le risorse che vengono assegnate per assicurare la sanità a tutto il territorio dell’ASP e quindi come vengono distribuite le risorse sul territorio, considerando che quello lametino rappresenta il 38% dell’intera provincia catanzarese".
Tonino Barberio, segretario cittadino del Partito Democratico
La replica del Dg Mancuso (AspCz): "Su ospedale dati inconfutabili"
“Le Istituzioni hanno dei comportamenti che sono sempre formali; io mi presento solo se invitato, non do per scontato niente. Non mi pare che quanto ho detto nel comunicato stampa dell’altro giorno sia difforme da quanto è stato detto dagli esponenti di maggioranza dell’Udc. Mi pare di aver espresso molto chiaramente – ha spiegato Mancuso – il concetto che la riorganizzazione delle Aziende è corretta se avviene su base provinciale, cosi come è stata fatta a Cosenza e a Reggio, cioè due Aziende, una territoriale e una ospedaliera. La Provincia di Catanzaro che, come è noto è in fase di rimodulazione, avverrà con lo stesso principio, che è assolutamente condivisibile, questo fatto intermedio è una proposta che è lì ferma in Consiglio regionale, proposta che, da dati di mia conoscenza, non verrà portata avanti. Pertanto la posizione è univoca, non è demagogico dire che l’ospedale di Lamezia Terme è un ospedale che acquisirà competenze, basta pensare al Centro Protesi INAIL, alle attività di riferimento regionale e a quello che accade oggi, che evidentemente non è conosciuto da molti. Intanto vi è un aumento del 4,5% delle prestazioni rispetto al periodo precedente al 2010, in secondo luogo il 70% dei cittadini dell’area lametina afferisce all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, solo il 12,5% afferisce all’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e il 15% afferisce all’Azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio, su specialità che sono quelle di neurochirurgia, cardiochirurgia, cardiologia interventistica e medicina nucleare”. “I cittadini – ha evidenziato Mancuso – identificano l'ospedale di Lamezia come un ospedale di riferimento, ma evidentemente non la politica. Questa storia del campanile ci porta sempre lontano, dobbiamo sempre vedere negativamente le cose, io credo che sia opportuno fare una valutazione in positivo, cercando anche là dove le proposte non sono del tutto accettabili, produrre delle proposte alternative e comunque impegnarsi nel dialogo. L’ospedale di Lamezia Terme è stato interessato in questo biennio da una serie di investimenti che sono sotto gli occhi di tutti, poi il cieco può anche non vederli, ma la realtà è questa. In un’intervista fatta per due giorni consecutivi agli utenti che hanno frequentato il nosocomio proprio nelle scorse settimane, è emerso che l’84% ritiene che il servizio e le strutture siano molto migliorate e solo il 16% ritiene che le cose sono inalterate o peggiorate. Perciò la stravagante maggioranza dei cittadini apprezza molto quello che si è fatto”. “Credo comunque – ha proseguito Mancuso – che dobbiamo rasserenare gli animi per poter produrre il meglio possibile in un momento particolarmente difficile; siamo sottoposti al Piano di rientro, oltre ad essere in una fase di commissariamento delle attività economiche. La congettura economica negativa obbliga il nostro Paese a una serie di tagli e iniziative che stanno impoverendo la società e stanno anche mettendo in difficoltà il tessuto sociale e questo è il dramma che viene fuori da una gestione dello Stato che non è stata proprio del tutto in linea con quanto succedeva nel mondo; noi arriviamo in ritardo e scontiamo una serie di errori fatti in passato. Oggi non solo non abbiamo il potere decisionale, ma abbiamo l’obbligo di fare delle cose che vengono imposte dal Tavolo Massici e dai Tavoli ministeriali. Il punto è cercare di fare correzioni in meglio, non certo mettere ulteriore carne al fuoco che non serve a nessuno.”
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