
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 19 ottobre - " C’è un’idea spenta della nostra città che è frutto della vista corta della politica. A trent’anni dalla morte di Arturo Perugini, padre fondatore di Lamezia Terme, sarebbe un atto di maturità da parte di ciascuno riuscire a superare gli steccati. Se per ingabbiare un avversario politico si finisce per imprigionare il senso della realtà storica, c’è qualcosa che non va e riguarda il modo di concepire la politica come strumento di lotta. Invece che di costruzione di proposte utili per migliorare e garantire il progresso sociale ed economico della collettività- bene su cui è nata l’idea di città di Lamezia Terme. Sul vuoto non si costruisce. È impossibile costruire qualcosa di buono sul vuoto. Le disagiate consiliature che dagli anni post-Perugini si sono succedute non sono servite a dare compiutezza a un’idea oggi del tutto spenta di unità civica e progresso economico. Solo una politica d’accatto può prosperare sul vuoto della memoria. Non ci sono cattivi da una parte e buoni dall’altra. Dobbiamo ricominciare a usare la politica per quello che è ripartendo da un’idea di città che sia poggiata sulla realtà. È necessario ripartire da Lamezia per costruire Lamezia. E il ricorrere di trent’anni della morte di Arturo Perugini, il 6 aprile del 2013, potrebbe essere una data anzi una scadenza, tenendo conto che le celebrazioni spente sono una cura peggiore del male della dimenticanza. La necessità è quella storica per definizione: “ricostruire un filo e un legame con il passato, di tornare a pensare a ciò che siamo stati”. L’obiettivo non è quello di rispolverare le divisioni tra i comuni che uniti continuano ad esserlo solo sulla carta; ma acquisire una consapevolezza più matura della propria identità. In nome di un destino che è nelle nostre mani, e che abbiamo il dovere di elevare da un’idea sbagliata che la città possa essere quello che diviene per cialtroneria o per disinteresse della politica. Se vuole avere un futuro che non sia un andare alla deriva, Lamezia deve ritornare a credere in se stessa, e per fare ciò ha bisogno di quel ricordo di sé che ha smarrito. Le classi superiori della scuole lametine siano stimolate verso un progetto di ricerca e approfondimento della città. La politica ne potrebbe trarre un insegnamento non comune. Su questa riflessione, avviata nella commissione di competenza, l’amministrazione sarà chiamata a promuovere, a costo zero, un’azione positiva a favore degli studenti. E della cittadinanza. Mettendo a disposizione, riorganizzando prima, archivi e documenti storici. E perché sia la storia la protagonista, potremmo convergere a titolare al primo Sindaco di Lamezia Terme la Sala della nuova sede municipale, inaugurata dal presidente della Repubblica: come non averci pensato prima…".
Teresa Benincasa,
Consigliere comunale ( Gruppo misto)
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