
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 20 luglio - “Nessun riferimento a società private, nè nel mio comunicato nè dagli articoli onestamente redatti dai giornalisti. Se l'amministrazione vuole dare una risposta al problema della posta in arrivo al Comune di Lamezia Terme, sia seria e non si avvalga di espedienti. Per una volta almeno dimostri di saper rinunciare all'arte della disinformazione. E replicando con l’onestà intellettuale del mittente ci dia buone notizie avvalendosi dei dispositivi normativi esistenti per modificare l’evidente stato di disservizio che appesantisce l’Ente, la vita degli stessi dipendenti oltre a quella dei cittadini e delle imprese. Riconosca il dirigente a punti di avere dei limiti e al più presto il Sindaco faccia il Sindaco per porre rimedi efficaci a queste manie di espianto della attività collegate all’azione amministrativa. Nessun Comune d’Italia, dall’Unità in poi, ha pensato e penserebbe di fare svolgere altrove i servizi comunali, costringendo il personale in dotazione a incrociare le braccia. L’evidenza è una e sta con la ragione di annullare il contratto esistente con il CMP di Napoli. Nessun Ente Locale è obbligato da alcuna legge a sottomettersi alle attività industriale di Poste Italiane, tanto meno quando sono evidenti le criticità e i costi del disservizio. Inoltre se è vero quanto scrive lo stesso dirigente del sindaco dicendosi “certo che un utilizzo di questi servizi anche da parte di altri Enti del lametino e della provincia favorirebbero una decisione di Poste Italiane di utilizzo anche a questi fini del CMP (Centro di meccanizzazione postale) di Lamezia” mi domando perché il Sindaco in questo ambito non ha lanciato neppure un appello ai comuni del lametino: è così indifferente che a sviluppare opportunità di lavoro sia il territorio di Lamezia rispetto a quello di Napoli? O forse conosce la risposta degli amministratori più attenti a salvaguardare il lavoro del personale interno e bilanciare le azioni esterofile ai costi che la comunità è costretta a sopportare in termini di inefficienza e antieconomicità. E’ del tutto evidente che la rispettabile Società Poste Italiane punta con buoni risultati a portare avanti la mission aziendale ma il Comune, cioè l’Ente Pubblico, ha compiti e prerogative ben diverse che un amministratore degno e consapevole non può disconoscere né disattendere applicando le norme con una mano lunga e una corta. Sbagliare è umano, e affidare i servizi posta in arrivo al CMP di Napoli è un errore. Ma il senso della denuncia è volto a non perseverare nella direzione sbagliata. Accade solo ai presuntuosi non saper ascoltare".
Teresa Benincasa, Consigliere Comunale Gruppo Misto
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