
Lamezia Terme – La Presidente della Camera Laura Boldrini è arrivata questa mattina a Lamezia, ultima tappa del tour calabrese, per partecipare alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria per i figli dei cittadini immigrati nati in città. Il Parco Peppino Impastato è stata la location scelta per la cerimonia, alla quale hanno partecipato, oltre al Sindaco Gianni Speranza, anche una delegazione di sindaci del comprensorio, la presidente della Provincia Wanda Ferro, il prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, e alcuni esponenti delle forze dell’ordine oltre a qualche consigliere regionale.

L’incontro è stato aperto dal discorso di benvenuto del primo cittadino di Lamezia, che ha ringraziato la Presidente della Camera per la sua presenza in città e ha ricordato l’importanza di questa iniziativa, “ nella settimana della visita storia di Papa Francesco a Lampedusa. Un gesto epocale il suo – ha ricordato Speranza - , perché ha scelto di sbarcare nel porto degli ultimi, dei disperati”. “Con il nostro gesto, - ha continuato – in qualità di Amministrazione comunale, stiamo mettendo un piccolo mattoncino, affinché si possa al più presto arrivare alla definizione di una legge che conceda a tutti gli effetti la cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia”. “Lei – ha aggiunto il Sindaco rivolgendosi alla Presidente - rappresenta lo stato come dovrebbe essere, gentile e dolce con i deboli, e fermo e dignitoso con i forti. Purtroppo spesso è il contrario. Spero – ha concluso - che la sua visione della politica, come passione e come servizio e la sua visione delle istituzioni, come luogo di diritti degli ultimi, possa affermarsi ed essere a tutti di esempio”.

Dopo l’intervento del Sindaco di Lamezia, i saluti del Vescovo Monsignor Luigi Cantafora, e di alcuni ragazzi che hanno voluto salutare a modo loro la Presidente della Camera: hanno raccontato la loro storia, come quella di Soukaina Maktoum, una ragazza di 16 anni, immigrata di seconda generazione, nata a Lamezia da genitori emigrati da quasi 40 anni: “Non sono qui per portare lo scontato ringraziamento da parte dei figli degli immigrati. È un ringraziamento dovuto, ma soprattutto sentito, perché attraverso questo piccolo gesto, si percepisce concretamente la vicinanza e la solidarietà del comune di Lamezia Terme, città nella quale abbiamo vissuto noi tutti. Questo gesto – ha aggiunto - ha una fortissima valenza politica, ed è in contrapposizione con lo Stato che non si adatta e non percepisce le necessità di una società nella quale gli immigrati sono ormai parte integrante”. Dopo due giorni “intensi” come li ha definiti, la Presidente della Camera, Laura Boldrini ha preso la parola, ringraziando per l’accoglienza ricevuta “ e non scontata”. “La parola straniero evoca distanza, diffidenza, e a volte anche paura. Lamezia invece – afferma - dimostra di essere un comune moderno, capace di fare una cosa normale, cioè accogliere le sfide della globalizzazione. Il migrante è l’elemento umano della globalizzazione, che non è altro che movimento, è l’avanguardia del futuro. La politica purtroppo – continua - rimane indietro, anche se la buona politica dovrebbe arrivare prima della società, la buona politica dovrebbe aprire le strade e non chiuderle. Per questo vorrei che il dibattito sullo Ius soli, entri in un binario giusto ed esca dalla logica delle contrapposizioni.”

“Non si può ignorare la realtà e cioè – ha aggiunto - che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. In Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti figli di questi immigrati sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani”. Ha poi fatto una precisazione sul fatto che “Alla camera sono state già presentate diciassette proposte di legge che puntano a modificare le regole attuali sull’acquisizione della cittadinanza. Sono tutti provvedimenti all’esame della Commissione Affari Costituzionali, e il fatto che siano così tante, è la testimonianza di quanto questo tema sia importante e non più rimandabile. C’è un intergruppo che sta lavorando su questo tema, e ci sono diverse iniziative che fanno capire che le cose stanno cambiando. Tempo fa fu lo stesso capo dello Stato a dire che negare la cittadinanza è un’autentica follia, un’assurdità”.

La Presidente ha poi fatto un elogio alla nostra regione, terra che conosce megio il distacco dalla propria terra, ma che grazie a questo, “ha maturato un vero e proprio culto dell’accoglienza, che è un costume antico, ma anche contemporaneo. Io penso – ha aggiunto - che dall’estremo sud Italia stiano arrivando tantissimi messaggi di civiltà, l’importante è riuscire a leggerli e dargli visibilità”. Ha conlcuso poi il suo intervento con un appello affinché questa primavera calabrese sia sostenuta.

Dopo la cerimonia di consegna degli attestati di cittadinanza onoraria ai bambini, presenti al Parco, la Presidente si è spostata nella sala Napolitano in via Perugini, per presenziare a due incontri: uno con i giovani volontari di Trame3 e con i ragazzi del Treno della Memoria; e un altro, privato, con gli imprenditori dell’associazione Antiracket. Ai giovani che hanno partecipato al primo incontro, la Presidente ha voluto ricordare loro di credere sempre nei grandi ideali, e “di continuare con questa energia perché nutre questa terra. Ricordatevi di essere sempre cittadini consapevoli e di non voltare la testa dall’altra parte. Da parte mia – ha concluso – lascerò questa regione con grande ottimismo, perché ho visto una grande energia che potrà essere il motore che la porterà lontano”. L’incontro si è poi spostato in un’ala della sede comunale, dove è stato scoperto il murale dell’artista Luigi Di Sarro, donato dalla famiglia. Il Murale, che prima si trovava al Museo Archeologico, è stato spostato nella sede di via Perugini, dopo essere stato portato a nuova vita dopo un restauro. A seguire, in privato, l’incontro con gli imprenditori iscritti all’antiracket di Lamezia.
C.S.



© RIPRODUZIONE RISERVATA