
Lamezia Terme – “Prendiamo atto che il sindaco Murone abbia finalmente preso le distanze dalle posizioni estremiste e discriminatorie di Futuro Nazionale, revocando le deleghe all’assessora Amicarelli ed estromettendo dalla maggioranza i suoi rappresentanti. Una decisione tardiva, assunta soltanto dopo averli mantenuti per mesi comodamente in giunta e dopo essersi sentito direttamente minacciato nei propri equilibri di potere”. È quanto sostiene in una nota Francesco Carito, Vicesegretario PD di Lamezia Terme che, aggiunge: “Futuro Nazionale oggi è fuori, ma il prezzo di questa operazione è altissimo, I vannacciani passano improvvisamente dalla maggioranza all’opposizione e arrivano persino a criticare l’operato di un’amministrazione che, fino a poche ore prima, sostenevano e della quale facevano parte. Più che politica, è fantascienza. Questo teatrino dimostra inequivocabilmente che non esiste alcuna bussola politica a guidare questa amministrazione, ma solo una gestione cinica e disperata del potere”.
“L'unico caso in cui i vertici regionali e nazionali del centrodestra, a partire da Roberto Occhiuto e Wanda Ferro – prosegue Carito - si sono degnati di rivolgere lo sguardo verso Lamezia Terme - la quarta città della Calabria, governata da un sindaco di centrodestra - è stato quando hanno avvertito una minaccia concreta per le proprie poltrone e per quelle dei loro fedelissimi. È qui che si svela il vero volto di quella "filiera istituzionale" tanto cara a Murone: non un canale per risolvere i problemi dei cittadini, ma una catena di comando che si attiva solo per spartire i posti di governo. L'emblema di questa dinamica è la recente e apparentemente inutile conferenza stampa di Wanda Ferro che, dietro parole di circostanza, ha di fatto avanzato la richiesta di una poltrona in giunta per Fratelli d'Italia, destinata a concretizzarsi a breve proprio sul posto da assessore al verde appena liberatosi. In questo ennesimo mercanteggiamento di palazzo, un silenzio assordante e imbarazzante squarcia la città: quello di Pino Galati. Parliamo di un esponente politico che a Lamezia conta due assessori e quattro consiglieri comunali, ma che ad oggi, nonostante il nome della propria forza politica e la posizione netta assunta a livello nazionale dal suo leader Maurizio Lupi contro le derive di Vannacci, non ha proferito una sola parola. Un mutismo tattico per non disturbare gli equilibri di maggioranza in vista delle prossime scadenze elettorali, dimostrando che anche chi si definisce moderato preferisce voltarsi dall'altra parte pur di non perdere rendite di posizione”.
“A rendere ancora più avvilente questo teatrino – afferma il vicesegretario Pd cittadino - è l'epilogo andato in scena nelle ultime ore. Tornando al passaggio ufficiale di Futuro Nazionale all'opposizione, che è stato sancito da una conferenza stampa, il deputato Furgiuele ha accusato senza mezzi termini Murone di aver agito per mera "vendetta politica", arrivando ad affermare che il sindaco ha letteralmente "svenduto la città". Il livello dello scontro ha ormai superato ogni limite di decenza istituzionale, scadendo in attacchi personali inaccettabili che certificano quanto in basso sia caduta la politica lametina. Mentre la città affonda, i protagonisti di questa maggioranza preferiscono scambiarsi offese e litigi da cortile, facendo rimediare a Lamezia Terme una figuraccia colossale su scala regionale e oltre. Un'immagine indecorosa che i cittadini non meritano. Nel frattempo, mentre i partiti di maggioranza giocano con rimpasti, minacce e veti incrociati, Lamezia Terme sprofonda nell'abisso di un'amministrazione in caos totale sin dal giorno dell'insediamento. I numeri di questo fallimento sono impietosi: in solo un anno di mandato abbiamo assistito alla rimozione o alla fuga di ben quattro assessori (Bifano, De Sensi, D'Amico e Amicarelli), con due figure silurate sulla stessa delega nell'arco di dodici mesi. A questo si aggiunge la beffa di un assessore tenuto in giunta senza alcuna delega mentre il sindaco trattiene per sé una mole spropositata di competenze, dimostrandosi del tutto distante dai problemi quotidiani della comunità. La città soffre in ogni suo settore. Recentemente abbiamo assistito ai disagi scaricati quotidianamente sulle famiglie, come il ritardo nell'apertura degli asili comunali, slittata incomprensibilmente dal 1° al 15 settembre, o il gravissimo ritardo nella consegna dei lavori dello storico istituto scolastico Maggiore Perri: la scuola doveva tornare operativa a settembre e invece se ne parlerà, se tutto andrà bene, nel 2027, con conseguenze disastrose per gli alunni e i genitori. Senza dimenticare le difficoltà economiche affrontate quotidianamente dai lametini, aggravate dagli aumenti della TARI e dai tagli alle agevolazioni”.
Anche sul fronte delle infrastrutture e dei fondi pubblici, secondo Carito “si naviga a vista. È ormai proverbiale il sistematico ritardo nell'apertura della curva nord dello stadio D'Ippolito, da dove sono passati tutti i consiglieri e gli assessori di centrodestra – non da ultimo Pirelli – per un selfie o un post social finalizzato ad annunciarne l'imminente inaugurazione, salvo ritrovarsi dopo anni con un nulla di fatto. Anche sul fronte delle infrastrutture e dei fondi pubblici si naviga a vista. È ormai proverbiale il sistematico ritardo nell'apertura della curva nord dello stadio D'Ippolito, da dove sono passati tutti i consiglieri e gli assessori di centrodestra – non da ultimo Pirelli – per un selfie o un post social finalizzato ad annunciarne l'imminente inaugurazione, salvo ritrovarsi dopo anni con un nulla di fatto. Nel frattempo, assistiamo inerti alla perdita di preziosi finanziamenti del PNRR e al pantano del progetto S.A.R.A., clamorosamente fermo dal 2014. A completare il quadro c'è la totale irrilevanza istituzionale a cui questa amministrazione ha condannato la città: sulla delicata gestione dei rom e della baraccopoli di Scordovillo, Prefettura e Regione marginalizzano di fatto il nostro Comune. Abbiamo un sindaco tenuto costantemente all'oscuro delle iniziative come dimostrato dallo stesso in una recente intervista assieme a Don Giacomo Panizza e al sindaco di San Pietro a Maida Domenico Giampà, e assessori totalmente ignari dei progetti, un dato di fatto mascherato malamente dalle imbarazzanti passerelle in video durante le recenti demolizioni. Tutto questo si inserisce in un quadro di mortificazione continua del territorio: l'aeroporto viene depotenziato giorno dopo giorno dalle politiche regionali nel silenzio complice dei consiglieri regionali lametini, mentre l'ospedale è in ginocchio da anni senza che il sindaco muova un solo dito per tutelare la salute pubblica. È la triste conferma della traiettoria discendente che la nostra città segue da ormai undici anni di governo di centrodestra. I soliti deus ex machina che tutti conosciamo — da Galati a Cannizzaro, fino a Wanda Ferro e allo stesso Occhiuto — continuano a far finta di nulla, raccontando una realtà ideale che non esiste e imponendo all'amministrazione di soffocare ogni dissenso interno e nascondere la polvere sotto il tappeto, pur di non compromettere la spregiudicata corsa alle poltrone in vista delle elezioni del prossimo anno. A questo desolante quadro si aggiunge lo sgradevole rimpallo di responsabilità tra il sindaco Murone e il suo predecessore che certifica una sola cosa: due esperienze di governo di centrodestra non hanno evidentemente saputo affrontare e risolvere i problemi finanziari del Comune con la stridente contraddizione di diversi consiglieri, eletti con entrambi i sindaci, che hanno votato sempre “si”, nonostante le linee diametralmente opposte dei due, pur di mantenere incarichi e senza neanche avvertire la necessità di motivare scelte apparentemente inconciliabili fra loro. Si tratta di una campagna elettorale permanente consumata sulla pelle dei lametini, ignari di un gioco di potere che dura da decenni e che ha letteralmente depredato la città. Come Partito Democratico non staremo a guardare e continueremo a denunciare questa agonia, lavorando con fermezza per offrire a Lamezia Terme un'alternativa seria, coesa e credibile, senza strizzare l’occhio a nessuno”.
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