
Decollatura - “Ci sono dei sentimenti che non si possono soffocare. Vengono fuori per forza”. Così come quello di Nicholas “Nik” Fuoco per la sua terra: la Calabria. Il Console onorario dello Stato dello Utah per l’Italia, tornato in Calabria e nella sua Pedivigliano – paese d’origine della sua famiglia – per qualche giorno, ha fatto visita, su invito dell’Amministrazione comunale e di alcuni amici, conosciuti lo scorso anno, a Decollatura. Nel giugno del 2025 in occasione della consegna, da parte dell’Amministrazione comunale di Pedivigliano, delle simboliche Chiavi della città Fuoco era stato in Calabria. Il legame con Nik è stato alimentato dal collezionista e appassionato di storia, di Decollatura, Michele Polisicchio che, in quella circostanza, donò a sua volta, due lettere di Frank Bonacci (zio del nonno Giulio ndr), uno dei primi sindacalisti a Chicago, emigrato da Decollatura. Un legame a doppio filo che ha spinto Nik Fuoco a volere fortemente il viaggio nel verdeggiante borgo ai piedi del Reventino.

Detto fatto. Una bellissima e calda giornata d’agosto, ha contribuito, grazie a una nutrita presenza di pubblico, nonostante il giorno feriale, ad accogliere festosamente ed entusiasticamente il Console, accompagnato dal Sindaco di Pedivigliano, Giuseppe Perri e al Consigliere Egidio Venneri, ha incontrato il Sindaco di Decollatura, Raffaella Perri e il Consigliere comunale Claudio Marasco, che ha ottimamente svolto il compito di Cicerone del gruppo, per poi partire subito per un breve tour conoscitivo di tutti i più significativi e suggestivi luoghi di Decollatura a cominciare dalle secolari Querce nella frazione Casenove, accolto dalla signora Antonella Messina custode della tenuta, per proseguire con la chiesa più antica dedicata a S. Bernardo di Chiaravalle, con la facciata riportata interamente all’intonaco originale, il caratteristico “rapillu”, agli storici Palazzi nobiliari Stocco e Cianflone, dove gli ospiti sono stati accolti da Gianni e Donna Pina, rispettivamente, eredi del Generale dell’esercito di Garibaldi, Francesco e di una delle famiglie più antiche di Decollatura, per terminare con la visita alla casa natia del poeta cosiddetto della nostalgia, Michele Pane accolti dalla scrittrice Lucia Bonacci e, infine, alla «Funtana d’U Cavune», una sorgente storica del 1600 riportata a nuova vita dopo anni di abbandono, dall’associazione SìAmo Adami.
Al ritorno presso la Casa comunale, si è svolta la cerimonia di accoglienza, cui hanno preso parte anche: il Consigliere regionale, Orlandino Greco, che ha una delega per gli emigrati calabresi nel mondo, il sindaco di Pedivigliano, Giuseppe Perri e il Consigliere comunale, Claudio Marasco.
Subito i saluti dei due sindaci. Raffaella Perri ha ringraziato gli ideatori della manifestazione e, in particolare, il Console Fuoco per “Aver accettato il nostro invito e per il grande lavoro ed entusiasmo che mette nel suo prestigioso incarico che lo porta a contatto con i tanti nostri concittadini che vivono dello Stato dello Utah. La nostra amministrazione è riuscita ad avere finanziamenti che ci hanno consentito di avviare alcuni progetti importanti sul Turismo delle radici e sul rafforzamento sempre costante dei rapporti con i nostri emigrati nei vari Paesi. E oggi ne abbiamo un esempio con la presenza di Luca Bonacci che ha realizzato un importante documentario sulla storia del nonno, Salvatore Lupo che, partito giovanissimo per l’Australia, ha fatto fortuna con un’azienda di tabacco e per lui riceverà il premio che, non a caso, si intitola «Custode delle Radici».

Sulla stessa linea il sindaco di Pedivigliano Giuseppe Perri. “Ringrazio Nik – ha detto – per il grande lavoro che svolge e sono orgoglioso che sia un nostro concittadino. Il ponte tra i nostri territori, attraverso le iniziative che riguardano gli emigrati, è una delle vie principali per lo sviluppo e la crescita, non solo sociale, ma anche economica degli stessi”.
La parola, quindi, è passata a Greco che ha lodato l’iniziativa parlando ”Dell’amore che Fuoco ha per la Calabria che ho potuto verificare di persona quando nel 2019, lo conobbi nella sua città Salt Lake City dove c’era una festa per lui che aveva appena riacquisito la cittadinanza italiana ed era la persona più felice del mondo. Emozionarsi per sentirsi italiano, calabrese ha un valore impagabile checché ne dica Tajani e non contano le generazioni. Queste iniziative sono importanti poiché promuovono il legame tra i nostri territori, ma soprattutto con i territori dove vivono i nostri corregionali, come lo Utah, con il quale stiamo facendo e faremo delle iniziative importanti. I calabresi emigrati riscattano la nostra terra, sempre bistrattata e con stigmi ingiusti. Il Ministero – ha concluso Greco – ha messo in campo un’interessante iniziativa con il reddito di ritorno che aiuta quelle persone emigrate in zone più depresse economicamente come Uruguay o Argentina che non sono certamente come USA o Canada e può essere un buon incentivo per favorire queste nuove frontiere”.
“Sono qui non solo come Console onorario – ha esordito Nik Fuoco – ma come una persona che appartiene a questo territorio e si sente a casa qui ed è onorato di partecipare a questo eccezionale evento. Oltre 50mila persone rivendicano nello Utah la propria origine e tantissimi sono calabresi. Essi hanno contribuito in modo decisivo a costruire tutta la rete ferroviaria che unisce l’Est all’Ovest, altri hanno lavorato duramente nelle miniere di carbone, non risparmiandosi mai. Tra essi c’era anche Frank Bonacci arrivato da Decollatura e primo calabrese ad essere eletto alla Camera di rappresentanza dello Utah, una vita spesa per difendere i diritti dei lavoratori e dei minatori, in particolare, categoria di cui faceva parte. Una persona che conosce e ha tramandato le storie di queste famiglie che hanno portato i valori di questa terra nel mondo, ricreando delle comunità di emigranti, è Filippo Notarianni, primo Direttore dell’archivio di Stato nello Utah. Il turismo delle radici – ha concluso il Console – non è solo un fenomeno da studiare, ma un ponte tra questo territorio e lo Utah”.

La serie degli interventi è stata chiusa dal consigliere Marasco. “Il legame tra questi territori non si può spezzare. Il turismo delle radici è importante perché è stanziale, non è mordi e fuggi e fa muovere ogni anno milioni di persone che si spostano per conoscere, scoprire e saperne di più sulle proprie origini, visitando luoghi, vicoli, case antiche che presuppongono legami con i loro avi, i loro antenati. Nel 2024 il Ministero ha promosso l’anno delle radici italiane e noi abbiamo partecipato ad alcuni bandi di promozione e riscoperta dei luoghi di origine. Abbiamo proposto diverse iniziative culturali e di riscoperta delle tradizioni popolari, una priorità nostra è di stringere legami con le comunità decollaturesi all’estero. Da rilevare anche – ha concluso Marasco – la partecipazione da parte della nostra Amministrazione, al bando regionale per gli archivi storici al fine di far diventare l’archivio storico di Decollatura un centro di ricerca genealogica per l’intera Calabria centrale”.
Nik Fuoco ha ricevuto in dono dallo storico locale, Prof. Mario Gallo, alcuni documenti risalenti al 1700 che ricostruiscono l’origine della sua famiglia che, come ha spiegato l’ex Preside, avrebbe una discendenza dalla vicina Scigliano, dove, geograficamente, si sarebbe insediata la genìa dei Fuoco. La giornata si è conclusa con la visione del video intitolato «Salvatore» e la consegna del premio a Luca Bonacci per il nonno, Salvatore Lupo, con il giovane italo-australiano, visibilmente emozionato, che ha raccontato – parlando in italiano – come è nata l’idea del video e quanto ci tenesse a essere presente alla manifestazione nella “sua” Decollatura.

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