Salta al contenuto principale

carolina-caruso-2017_OK.jpg

Lamezia Terme –  Ha proposto una interrogazione parlamentare sui fumi di Scordovillo, la consigliera Comunale Carolina Caruso, prendendo spunto da quanto ha affermato oggi il sindaco Paolo Mascaro dopo l’ennesimo rogo appiccato oggi al campo rom. La consigliera di Forza Italia spiega di aver sentito il coordinatore cittadino del partito e “considerato in primis  il profondo disagio avvertito dai cittadini, che sono diventati ormai intolleranti al reiterarsi delle colonne di fumo tossico che, quotidianamente, si innalzano sulla città, ho chiesto ai parlamentari di Forza Italia, sempre vicini ai problemi dell'intera regione, di farsi portavoce, del grande problema dei roghi, avvertito indistintamente da un'intera comunità, quale quella lametina, che si sente in questo momento sola e indifesa”. “I parlamentari Jole Santelli e Roberto Occhiuto, - spiega la Caruso – intendono, a tal proposito, discutere l'interrogazione da me sollecitata alla Camera dei Deputati e al cospetto dei Ministri. Ringrazio – aggiunge - la Coordinatrice Regionale Jole Santelli, per la sensibilità dimostrata ed il tempismo adottato, in un momento di panico generale in cui la città versa”. Questa l’interrogazione proposta dalla consigliera: “Al Presidente del Consiglio; al Ministro dell'interno; al Ministro della salute e dell'ambiente, la situazione di allarmismo causata dai rom del campo Scordovillo sito in Lamezia Terme è diventata ormai insostenibile e intollerabile. Il campo in questione è diventato pericoloso per l'ambiente e per la salute e non sono servite a nulla le denunce e le segnalazioni di anni di roghi, che hanno esposto i cittadini della Piana Lametina per i danni palesati dalla diossina e da altre sostanze cancerogene. I cittadini sono stanchi dell'aria irrespirabile, delle nubi di fumo che, ogni giorno, sovrastano la città con grande disagio di bambini ed anziani. Lamezia colpita nel cuore, il campo rom è, infatti, situato al centro della città, vicino al palazzo municipale, vicino a quella che sarà la nuova Concattedrale, vicino a nuove opere progettate per l'edilizia sociale, confinante col commissariato di Polizia e confinante con l'Ospedale Civile Giovanni Paolo II. Non è accettabile che i degenti del nosocomio siano costretti a stare con i serramenti chiusi in periodo di forte calura in cui è indispensabile il riciclo continuo dell'aria e considerato il precario stato di salute in cui già versano. Si chiede al Governo: quali iniziative intende assumere per contrastare tale fenomeno, ormai diventato insostenibile, valutando, inoltre, lo stato di impatto ambientale, il pericolo per la salute pubblica ed il profondo disagio che gli ammalati sono costretti a subire in un momento di grande vulnerabilità e fragilità emotiva”.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.