
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 30 giugno - "Il Comitato Civico Sussidiarietà & Lavoro nato a Lamezia Terme il 22 maggio 2012 composto da imprenditori, professionisti e liberi cittadini, con l’obiettivo di portare a soluzioni possibili le problematiche legate all’occupazione ed allo sviluppo.Il mondo della produzione nella città di Lamezia Terme ha detto basta ad una politica amministrativa incapace di guidare i processi di sviluppo in un periodo così difficile per il Paese, quando solo la competenza e l’ingegno potrebbero sconfiggere le avversità congiunturali. C’è un momento in cui si delega alla politica la guida di una comunità, ma c’è un momento in cui la comunità chiede conto alla Politica della fiducia delegata, metodo che è alla base di una democrazia partecipata. Il Comitato Civico Sussidiarietà & Lavoro, vuole dialogare e chiedere conto alla Pubblica amministrazione del disaggio economico in cui l’economia cittadina versa da diversi anni, senza che ci sia un barlume di speranza, ma ancor di più, senza che si rilevi nessuna azione amministrativa di contrasto e neppure elementi di preoccupazione per il disaggio. Il Comitato Civico si è dato gli organismi statutari ed ha eletto suo rappresentante Salvatore Cittadino, noto imprenditore, da sempre impegnato nel sociale e nella lotta al racket , per dialogare con la P.A., alla quale nella figura del Sindaco ha chiesto la convocazione di un Consiglio comunale aperto alle forze sociali, nel quale formulare una serie di iniziative atte a rallentare le recessione in corso, non ha registrato nessun cenno di risposta né di considerazione.
Pertanto tramite i Consiglieri comunali ai sensi dell’art. 25 del regolamento consiliare, e come già fatto per altre problematiche certamente di interesse inferiore, il Comitato ha chiesto al Presidente Muraca ciò che il Sindaco aveva già negato, ovvero un Consiglio comunale aperto. Il Presidente Muraca ha scelto una strada peggiore del suo Sindaco, ha inserito quanto richiesto dai consiglieri comunali al 34° posto all’ordine del giorno del Consiglio del 2 p.v., una seduta non aperta alle forze sociali, tentando maldestramente di sminuire una richiesta della società civile organizzata, e manipolando il testo della richiesta. E’ del tutto evidente che il Sindaco Speranza e i suoi, impegnati unicamente in lungo e in largo sul territorio nazionale a combattere le mafie (quale mafia!), non solo hanno perso il rapporto con i cittadini, ma hanno dimenticato le regole basilari della democrazia, venendo meno anche agli slogan della sua campagna elettorale “Comune Amico ecc. eccc. La lotta alla 'ndrangheta passa attraverso la fede, il lavoro ed una Comunità bene Amministrata, capace di offrire percorsi di sviluppo per fare arretrare ogni sorta di deviazione sociale , e recuperare l’Uomo , che cede il passo al bagliore dei Vizi e della vita facile .
Loro dimenticano che l’occupazione in città è garantita da quegli imprenditori che nonostante le avversioni, di vario genere, continuano a spendersi per le loro aziende costituite innanzitutto da uomini. Un mondo d’Impresa presente nel territorio lametino, di primo ordine, che per settori merceologici riveste un ruolo guida nell’economia regionale, attualmente in difficoltà, che se tale situazione di crisi perdura, dovranno chiudere e di converso licenziare. Ecco le ragioni della richiesta di un Consiglio Comunale aperto, per approfondire e far scaturire idee e percorsi possibili per mantenere l’attuale livello occupazionale, altrimenti l’area PIP di C.da Rotoli, o l’area Industriale di Lamezia Terme che ruolo dovrà svolgere in futuro (???) se le imprese chiudono? Bisogna prendere atto che il potere fa perdere la testa, e chi lo gestisce si convince di essere onnipotente, tanto da ritenere che un Comitato Civico è più un fastidio che non una risorsa da ascoltare per meglio soddisfare quelle istanze di agibilità democratica alla vita amministrativa della città.
Un Sindaco ed un Presidente del consiglio che ignorano, o meglio rispondono con un silenzio offensivo e persistente, ad una richiesta di incontro pubblico nel quale contribuire con le loro proposte a dare risposte al bisogno di occupazione e quindi all’economia cittadina, è un fatto così grave che merita l’intervento del signor Prefetto, che deve ripristinare le regole democratiche in città. L’indignazione del Comitato Civico nasce anche dal fatto che un problema così importante come il quello posto dagli imprenditori, venga messo al 34° all’O.del G. dopo molti argomenti importanti si, ma meno di quello che propone il Comitato. Ci chiediamo a questo punto a cosa serve la Politica, a cosa serve la tanto richiesta di collaborazione tra cittadini ed istituzioni, forse il cittadino dovrebbe esporsi diradando le nebbie della zona grigia della società e magari continuare a svolgere il ruolo del tranquillo idiota.
Bisogna prendere atto che gli interessi personali, politici, di partito, di casta, vengono prima degli interessi della città, delle classi meno abbienti, e dei tanti idioti che puntualmente si recano a votare. Il Comitato Civico forse un primo risultato importante lo ha conseguito, quello di dimostrare alla città, qualora c’è ne fosse ancora bisogno, l’inadeguatezza di una classe dirigente, che sta facendo arretrare la città nella scala dello sviluppo socio economico, che non ha precedenti. Dovrebbe riflettere bene chi contribuisce, anche col suo silenzio, al permanere di questo stato di cose. Noi vogliamo lavorare per portare nelle nostre case il pane quotidiano è dare seguito alla regola di San Paolo che egli ha dato ai cristiani di Tessalonica: Chi non vuole lavorare, neppure mangi".
Salvatore Cittadino, presidente Comitato Civico Sussidiarietà Lavoro
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