
Lamezia Terme, 24 luglio - Josè Graziano Da Silva, direttore generale della Fao, da questo pomeriggio è cittadino onorario di Lamezia Terme e di Pianopoli, centro dell’hinterland lametino. Le due cerimonie per il conferimento della cittadinanza onoraria si sono succedute una dopo l’altra. A Pianopoli, il direttore della Fao è stato accolto dal sindaco Gianluca Cuda e dagli amministratori comunali che lo hanno accompagnato per una passeggiata nel centro della cittadina da dove, alla fine dell’Ottocento, partirono gli avi di Da Silva per emigrare nel lontano Brasile.

Poi è seguito l’incontro nel municipio pianopolitano per il conferimento della cittadinanza onoraria; accanto a Da Silva anche la moglie Paola e il figlio Emiliano che lo hanno seguito anche nella visita a Lamezia. Nella città della Piana, il rappresentante dell’organismo internazionale ha ricevuto il riconoscimento nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza di molte autorità. Nel salone municipale di via Perugini c’era il sindaco Gianni Speranza con la giunta al gran completo ed una nutrita rappresentanza di dirigenti e dipendenti comunali. Presenti anche il prefetto di Catanzaro, Antonio Reppucci, ed il questore della città capoluogo, Guido Marino; il vescovo diocesano, mons. Luigi Cantafora; i rappresentanti delle forze dell’ordine; il consigliere regionale Mario Magno. Ha presenziato all’incontro anche il deputato eletto nel collegio dell’America Latina, Fabio Porta. Speranza ha ringraziato Da Silva per la sua presenza Calabria, ed in particolare per la sua visita nel lametino che è la terra da cui sono partiti i suoi avi.

Il sindaco ha spiegato al direttore della Fao che Lamezia è una città nata nel 1968, con tanti problemi ma anche ricca di talenti, di giovani intelligenze che purtroppo stanno dando vita ad una nuova emigrazione per la mancanza di lavoro, per le troppe difficoltà esistenti sul territorio. “Lei, con la sua vita ed il suo lavoro – ha affermato Speranza rivolgendosi a Da Silva – rappresenta il riscatto dei calabresi. Noi la ringraziamo pubblicamente per il suo impegno a favore degli ultimi, per la sua opera improntata sul principio della giustizia sociale e l’emancipazione umana”. Il direttore della Fao che è l’organizzazione dell’Onu che si occupa dell’alimentazione e dell’agricoltura per combattere la fame nel mondo, ha ricordato che i suoi familiari partirono dalla Calabria 125 anni fa e che, quando arrivarono in Brasile mantennero gli stessi principi ed ideali maturati in terra calabrese. Da Silva ha poi dato un po’ di numeri per fare il quadro della situazione in merito agli sprechi alimentari dei Paesi industrializzati e al grande bisogno esistenti nelle nazioni più povere. Secondo i dati Fao, ogni anno si buttano più di 600 milioni di tonnellate di cibo; cioè circa un sesto della produzione annuale di alimenti. Tra quello che si perde nel processo produttivo e quello che si butta, si spreca la possibilità di usufruire di un miliardo di tonnellate di cibo ogni anno. Questo spreco include gli alimenti che i consumatori buttano, e quelli che i venditori scartano a causa della loro apparenza; ci sono, inoltre, gli alimenti che non sono più vendibili dopo il periodo di scadenza. La sola quantità di alimenti buttati dai consumatori dei Paesi industrializzati, circa 222 mila di tonnellate di prodotti alimentari, è equivalente a tutta la produzione dell’Africa sub-sahariana. In Europa e nel Nord America, ogni consumatore spreca, in media tra 95 e 105 chili di cibo. Nell’Africa sub-sahariana, invece, lo spreco è in media tra 9 e 11 chili, come nel sud e sud-est asiatico. “Se riusciremo a ridurre queste perdite e lo spreco del 25% - ha sottolineato Da Silva - allora avremo cibo per alimentare circa 500 milioni di persone senza dover produrre di più. C’è una lezione che il mondo deve imparare – ha incalzato il direttore della Fao – e cioè deve mangiare bene e non sprecare gli alimenti. In questo modo potrebbe finire la divisione del mondo tra la civiltà opulenta degli obesi e quella di chi non ha nulla e muore ogni giorno di fame”. A conclusione dell’incontro, Speranza ha consegnato la cittadinanza onoraria a Josè Graziano Da Silva, assegnata “in considerazione delle origini calabresi della famiglia di appartenenza che affondano le proprie radici in Calabria. In segno di alta considerazione per la sua attività sociale e culturale in difesa delle comunità più bisognose della terra”.
Maria Scaramuzzino
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