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Lamezia Terme - "Lo avevamo detto subito e lo abbiamo ribadito più volte: Futuro Nazionale non poteva continuare a stare dentro la maggioranza che governa Lamezia", lo affermano, in una nota, i consigliere di opposizione Bernadette Serratore, Annita Vitale, Lidia Vescio, Fabrizio Muraca e Gennarino Masi. "Il sindaco Murone revoca l’incarico all’assessora Donatella Amicarelli e arriva finalmente a quella chiarezza politica che avevamo chiesto per primi, nel momento stesso in cui alcuni esponenti della maggioranza avevano scelto di aderire a un progetto politico diverso da quello con cui si erano presentati agli elettori" aggiungono.

"Per settimane ci è stato spiegato che nulla fosse cambiato, che quella scelta non producesse conseguenze e che gli equilibri della coalizione potessero restare esattamente gli stessi. I fatti dicono il contrario. Quella che veniva rappresentata come una questione marginale era, ed è, una questione politica", dicono Vitale, Serratore, Vescio, Muraca e Masi. "C’è poi un punto che per noi resta fermo: la proposta politica rappresentata da Vannacci si colloca su posizioni estreme. Certamente per il centrosinistra, che su questo si è espresso in modo forte e univoco, ma anche per il centrodestra, se vuole continuare a riconoscersi in una cultura autenticamente democratica e istituzionale. Gli estremismi non si inseguono e non si normalizzano: si isolano politicamente, perché la qualità di ogni consesso democratico si misura anche dalla capacità di tracciare confini chiari. La revoca va nella direzione della chiarezza e sotto questo profilo non possiamo che valutarla positivamente. Non possiamo non rilevare, però, che sarebbe stato opportuno arrivare a questa decisione prima, come autonoma valutazione politica della maggioranza lametina, senza attendere che il mutato quadro politico rendesse quella scelta sempre più difficilmente rinviabile", aggiungono.

"La revoca chiude una fase, ma ne apre immediatamente un’altra", affermano. "Adesso c’è un assessorato importante che deve tornare rapidamente nella piena operatività. Ci auguriamo, quindi, che il sindaco proceda in tempi brevi e non, come troppo spesso è suo uso, in ritardo e in emergenza, quando le scelte finiscono per essere dettate più dalle circostanze che da una vera programmazione politica. Ma proprio qui si apre una questione tutt’altro che secondaria: chi entrerà in Giunta e quale pezzo di maggioranza sarà chiamato a rafforzare?. Perché non si tratta semplicemente di sostituire un assessore con un altro. Ogni nuovo ingresso modifica pesi, rapporti e rappresentanze. E ciò avverrà dentro una maggioranza che arriva a questo passaggio già segnata da divisioni, distinguo e da equilibri che, evidentemente, tanto solidi non erano", osservano i consiglieri di opposizione.

"È questo il punto politico che si apre oggi. Murone dovrà scegliere un nome, certamente. Ma soprattutto dovrà scegliere quale maggioranza vuole costruire dopo questa revoca e con quali nuovi equilibri intende governare la città. E questa volta la scelta dirà molto più di qualsiasi dichiarazione", concludono.

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