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Lamezia Terme - "Amedeo Mormile continua a parlare e, più parla, più rende evidenti le ragioni per le quali abbiamo deciso di lasciare una Lega ridotta da lui e dai suoi sodali a strumento di conservazione di piccoli sistemi di potere". E' quanto afferma Domenico Furgiuele in risposta alla nota del Presidente della Provincia

"Partiamo da un dato, Mormile è un presidente di Provincia eletto con un’elezione di secondo livello, cioè attraverso il voto di sindaci e consiglieri comunali. Prima di impartire lezioni sul consenso popolare a chi si è misurato ripetutamente con gli elettori, abbia almeno la prudenza di ricordare come è arrivato sulla poltrona dalla quale oggi pontifica. Quanto al lavoro, accetto volentieri il confronto. Io un mestiere l’ho sempre avuto e ho sempre lavorato anche fuori dalla politica. Mormile, invece di occuparsi della mia palestra o di cosa mangio la domenica, potrebbe spiegare ai calabresi il proprio percorso professionale e gli incarichi ricoperti nelle strutture della politica regionale. Poi ciascuno potrà giudicare chi abbia avuto bisogno della politica per vivere e chi, invece, una professione ce l’avesse già".

Mi chiede poi cosa abbia portato al territorio in questi anni da parlamentare. È una domanda che dimostra quanto poco conosca persino il territorio che pretende di rappresentare. Lo chieda al Tribunale di Lamezia Terme - prosegue Furgiuele - destinatario di importanti finanziamenti per interventi sull’edificio giudiziario. Lo chieda alle Stazioni dei Carabinieri di Sambiase e Lamezia Terme Scalo, per le quali sono state destinate risorse per ristrutturazione, efficientamento energetico e manutenzione.

Lo chieda a chi ha beneficiato degli interventi destinati al patrimonio ecclesiastico e monumentale della città. E soprattutto lo chieda al sindaco Mario Murone, scelto per Lamezia proprio dal sistema politico catanzarese tanto caro a Mormile: sul PINQuA è stato lo stesso sindaco a riconoscere pubblicamente il mio interessamento presso il Ministero delle Infrastrutture per salvaguardare finanziamenti fondamentali per la città. Questi non sono slogan. Sono atti, cifre e finanziamenti verificabili.

Mormile vuole parlare anche di voti? Facciamolo. Quando altri si guardavano bene dal mettere il proprio simbolo alla prova delle urne, io ho costruito liste, raccolto consenso e formato classe dirigente. A Lamezia la lista della Lega ha raccolto circa 3.000 voti, eleggendo tre consiglieri comunali ed esprimendo un assessore. Ho contribuito per due volte all’elezione di rappresentanti in Consiglio provinciale e ho costruito sul territorio quel partito che Mormile ha trovato già apparecchiato e che oggi pretende di raccontare come una propria conquista. La differenza tra noi è tutta qui, io la Lega in Calabria ho contribuito a costruirla quando era difficile farlo; lui è arrivato quando c’erano già posti da occupare e potere da amministrare.

E adesso tenta persino di spiegarmi che Futuro Nazionale sarebbe alleato del campo largo. È la solita, disperata operazione di chi non riesce più a distinguere il centrodestra da un sistema di potere. Noi non siamo passati a sinistra. Siamo andati più a destra. Abbiamo lasciato una Lega che Mormile, i suoi sodali catanzaresi, Durigon e Salvini hanno progressivamente trasformato rispetto al partito militante nel quale avevamo creduto e per il quale avevamo combattuto.

Abbiamo lasciato soprattutto un metodo: quello delle decisioni calate dall’alto, delle spartizioni territoriali e di una Calabria nella quale qualcuno pretende che Catanzaro decida anche ciò che deve accadere a Lamezia. Persino la vicenda Murone è emblematica, una scelta imposta politicamente da fuori e subita da una parte della comunità politica lametina. Noi abbiamo provato lealmente a far funzionare quell’esperienza amministrativa, mettendoci uomini, voti, programma e responsabilità. Poi abbiamo capito che quel metodo non ci apparteneva più.

Mormile continui pure su questa strada. Anzi, mi auguro che lui e i suoi sodali continuino a governare la Lega calabrese esattamente così. Ogni loro arroganza porta persone a Futuro Nazionale. Ogni loro operazione di palazzo rende più evidente la necessità di un’alternativa. Ogni loro attacco ci fa crescere.

Noi abbiamo scelto di combattere contro questo centrodestra del potere per il potere per costruire un centrodestra diverso, identitario, popolare e libero dalle rendite di posizione. E presto saranno i calabresi, con elezioni vere e con una scheda in mano, a stabilire chi rappresenta qualcosa e chi rappresenta soltanto un sistema.

Al presidente di secondo livello consiglio quindi meno lezioni sui voti e un po’ più di prudenza: prima o poi arrivano anche le elezioni di primo livello. E lì non votano i palazzi. Votano i cittadini" conclude Furgiuele"

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