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Lamezia Terme - Nessuna decisione fruttuosa sul Piano strutturale comunale di Lamezia nella riunione del civico consesso tenutasi quest’oggi, nella sede del municipio di corso Numistrano. Nell’antica sala consiliare si sono susseguite schermaglie e scontri verbali, anche molto accesi, tra i consiglieri che hanno impiegato diverse ore per decidere se dibattere o meno dell’unico argomento all’ordine del giorno, ovvero la discussione sullo strumento urbanistico deliberato dalla giunta nel dicembre scorso. Dopo solo qualche minuto dall’inizio dei lavori, la seduta è stata sospesa per oltre un’ora. Una pausa di riflessione chiesta dal centrodestra e dai consiglieri dissidenti, ex componenti della maggioranza, per stilare un ordine del giorno congiunto. Nel documento, presentato poi in aula, è stato chiesto il rinvio della discussione sul Psc all’interno di una commissione competente a cui avrebbero dovuto partecipare anche i capigruppo. Ciò in considerazione dell’insufficienza dei documenti allegati allo strumento urbanistico ed anche con l’intento di chiedere alla Regione Calabria una proroga per la presentazione del piano strutturale, evitando così la nomina di un commissario ad acta. I firmatari del documento hanno ribadito che il loro intento è quello di “dotare la città di un Psc idoneo e condiviso e rispondente ai principi di trasparenza e legalità”. Dal canto loro anche gli esponenti del Pd, con il consigliere Pino Cosentino, hanno presentato un ordine del giorno in cui è stata chiesta l’istituzione di un’apposita commissione consiliare che, insieme al progettista e ai tecnici che hanno elaborato il piano, rivisiti e rimoduli gli elaborati del piano strutturale per renderlo conforme al Quadro territoriale regionale paesaggistico ( Qtrp). Contrariamente alla prima proposta, quella del Pd era favorevole al dibattito in aula senza perdere altro tempo con ulteriori rinvii.

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Le due proposte hanno determinato un dibattito molto vivace e senza esclusioni di colpi tra i consiglieri; in aula anche il progettista del Psc, Giovanni Crocioni, e i tecnici del comune di Lamezia che hanno collaborato con l’urbanista per realizzare il piano. Il sindaco Gianni Speranza ha provato a convincere l’assemblea a non lasciarsi sfuggire l’occasione di ascoltare il professor Crocioni, venuto apposta da Bologna, per presenziare alla seduta consiliare e per illustrare il lavoro fatto. Il primo cittadino ha puntato il dito contro la evidente volontà di non voler affrontare la discussione su uno strumento molto importante per la città. “In realtà – ha commentato Speranza – si vuole solo fare polemica – Lo studio preliminare sul Psc è stato votato in consiglio senza nessun voto contrario. La discussione sul piano non è stata portata prima in consiglio perché molti consiglieri, sia di destra che di sinistra, mi hanno chiesto di spostare il dibattito a dopo le elezioni”. Speranza ha ribadito: “Nessuno ha impedito ad alcuno di discuterne prima, e ora che abbiamo l’occasione di farlo si vuol solo degradare il consiglio comunale”. A chiedere di ascoltare il professor Crocioni anche la consigliera del Gruppo misto Teresa Benincasa, tra i firmatari dell’ordine del giorno del centrodestra e degli ex componenti della maggioranza. La proposta di Benincasa non è stata accolta dall’assemblea e, al momento del voto dell’ordine del giorno proposto da opposizione e dissidenti, la consigliera del Gruppo misto si è astenuta invece di dare il suo consenso. La sua astensione ha determinato il pareggio dei voti, 14 favorevoli e 14 contrari; la votazione è stata ripetuta per due volte e in entrambi i casi l’esito è stato di parità. Non essendo passata la proposta, i lavori del consiglio sono continuati e i consiglieri del centrodestra e i dissidenti della maggioranza hanno abbandonato l’aula. Con una conferenza stampa improvvisata, i firmatari dell’Odg sul rinvio hanno espresso tutto il loro malcontento per il comportamento della consigliera Benincasa che “avrebbe dovuto sostenere l’ordine del giorno sul rinvio della discussione sul Psc, invece di astenersi. Lo scopo della consigliera Benincasa è chiaro – hanno sostenuto i consiglieri del centrodestra e gli ex della maggioranza – Il suo obiettivo è diventare presidente della quarta commissione consiliare sulla cultura e quindi, con la sua astensione, ha voluto assicurarsi il sostegno del centrosinistra”.

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In un’aula quasi vuota è poi intervenuto il professor Crocioni che ha ribadito la trasparenza adottata per redarre il Psc, “uno strumento che risulta essere coerente e conforme alle scelte effettuate in sede di pianificazione regionale, scelte che ricalcano i contenuti della legge urbanistica regionale 19/2002”. L’esperto ha puntualizzato che l’adozione del Piano da parte del civico consesso non comporta l’iter e la stesura dello stesso, in quanto l’approvazione del consiglio prevede altri passaggi relativi alla legge urbanistica regionale e un ulteriore esame da parte della Provincia e della Regione. Ma prima dell’approvazione del Psc dovrà tenersi la discussione che, a quanto pare, il consiglio comunale non vuole affrontare  per machiavelliche ragioni di tatticismo politico.

M.S.

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