
Lamezia Terme, 19 novembre - ‘No’ alla proposta di legge varata dalla terza commissione del consiglio regionale che vorrebbe riordinare la sanità calabrese e quindi accorpare l’ospedale di Lamezia al Pugliese – Ciaccio di Catanzaro. Il coro dei ‘no’ si è levato nel corso della riunione del consiglio comunale lametino, convocato appositamente per discutere della riorganizzazione sanitaria progettata dall’organismo regionale presieduto da Nazzareno Salerno. All’assemblea cittadina hanno partecipato i consiglieri regionali Antonio Scalzo (Partito democratico) e Vincenzo Ciconte (Progetto democratico), unitamente ad esponenti sindacali ed ai rappresentanti del Comitato “Salviamo la sanità lametina”.
Il presidente del civico consesso, Francesco Muraca, ha introdotto i lavori dell’assemblea ribadendo il fatto che questa proposta penalizza il territorio lametino. “Abbiamo voluto questo dibattito – ha dichiarato Muraca - per raggiungere una soluzione concertata e partecipata, al di là dei localismi. Mi rivolgo in particolare ai consiglieri regionali qui presenti per bloccare una proposta di legge che noi non possiamo accettare. Se passa questo principio, nel nostro ospedale avremo al massimo una cinquantina di posti letto, gli altri saranno soppressi. Quindi la struttura sarà un grande ambulatorio”.
Muraca ha letto un messaggio di Francesco Talarico, presidente del consiglio regionale, assente alla riunione per improrogabili impegni istituzionali.
“L’assemblea cittadina – ha scritto Talarico – è un’occasione unica per aprire un tavolo di confronto. Lamezia esprime una realtà territoriale importante, al centro della Calabria. L’auspicio è quello di individuare un percorso comune, di scelte unitarie volte a rispettare la dignità della persona, ad assicurare un livello dignitoso di assistenza per i cittadini”. Scalzo, che in commissione al momento del voto della proposta di legge ha abbandonato l’aula, ha affermato: “Su questo tema ci giochiamo il futuro, prima di tutto come dignità di cittadini. Il riordino voluto dalla giunta Scopelliti è un vero e proprio piano sanitario, presentato senza il confronto con i sindacati, con le parti sociali. Non sono possibili i colpi di mano, i blitz”. Il consigliere regionale ha sottolineato: “Con questa proposta di legge si sta profilando una concentrazione in grandi aree e una desertificazione delle periferie. Siamo disponibili ad aprire un tavolo con i tecnici della regione. Siamo disponibili a ragionare, ad approvare, ad emendare il riordino, ma purchè sia un percorso condiviso. Non è più tempo di giocare e di fare tatticismi. Certo bisogna risparmiare, ma ci vuole condivisione e uniformità”. Scalzo ha incalzato: “L’ospedale di Lamezia deve essere hub con un importante centro traumatologico di riferimento”.
Per Enzo Ciconte, consigliere regionale di Progetto Democratico, il commissariamento della sanità regionale ha portato “al blocco del turn over perché, in base alle direttive del Tavolo Massicci, non si può assumere nuovo personale”. Il consigliere regionale ha fatto notare che, con il piano di rientro, la migrazione sanitaria è fortemente aumentata. “La sanità è programmazione da perseguire nel tempo – ha detto Ciconte -. Oggi le aziende ospedaliere vanno messe in rete. La sanità va riorganizzata insieme, non contro qualcuno o contro i territori. La gente è stanca di vedere un mondo politico che fa tattica. Poi bisogna chiedersi: in un momento in cui la sanità è commissariata, la terza commissione sanità può promulgare una legge? In realtà non si può fare perché siamo commissariati, almeno fino al 31 dicembre, poi sicuramente ci sarà la proroga del commissariamento”.
Rosa Andricciola, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha ribadito che “la riforma sanitaria targata Scopelliti non ha prodotto alcun effetto sul territorio. E’ fallito l’obiettivo di una ospedalizzazione efficiente. La non attuazione del trauma center a Lamezia ha privato la regione di un centro specialistico importante, realtà utile per lo sviluppo. In questi due anni – ha commentato Andricciola - la situazione dell’ospedale è peggiorata: non ci sono primari; si lavora in condizioni di emergenza. In questi anni vi è stato un depauperamento continuo del sistema sanitario locale. L’area catanzarese si è invece rafforzata. In questo territorio provinciale vengono riversati 700 milioni di euro che approdano solo nel capoluogo. Serve chiarezza per ottenere il riequilibrio del sistema locale per non disperdere risorse”.
Francesco Chirillo ( capogruppo Udc) ha sentenziato: “Stanno violentando il nostro territorio. Da questo progetto di riordino non esce bene nemmeno Catanzaro. Dobbiamo chiedere al consiglio regionale di non recepire questa proposta così scellerata che non deve essere sottoposta al dibattito di Palazzo Campanella. La cosa grave – ha concluso Chirillo - è che Lamezia non avrebbe più la sua autonomia”.
Filippo Larussa, delegato per 15 sigle sindacali, ha evidenziato che il consiglio regionale è stato esautorato dal suo potere di legiferare, in quanto nessuna delle attuali aziende esistenti sul territorio ha i requisiti per gli accorpamenti previsti dal progetto di riordino. Larussa ha spiegato che in regione siamo già ampiamente al di sotto dei parametri indicati dal decreto Balduzzi. “Abbiamo mille posti-letto in meno – ha dichiarato Larussa - che si diminuirebbero notevolmente con l’applicazione del progetto di riordino”.
Molto forte l’intervento di Francesco Grandinetti, ( Fli) che ha commentato:
“Parliamo di sanità non per programmare qualcosa di nuovo ma solo quando ci accorpano o ci declassano. Abbiamo la maledizione di avere politici che non si fanno rispettare, che non hanno saputo difendere il territorio. Abbiamo perso l’asl e noi già all’epoca con le battaglie del nostro movimento civico dicevamo che stavamo perdendo anche l’ospedale”. Grandinetti ha poi urlato a tutti i presenti in aula: “Facciamo ridere con questi consigli comunali ne abbiamo già fatti altri contro la soppressione dell’asl 6, per la realizzazione del trauma center e per altro ancora, ma non abbiamo concluso nulla. Abbiamo presentato la proposta di legge per un’unica azienda sanitaria regionale e ci è stato detto che non potevamo fare leggi nuove perché siamo in piano di rientro. Allora – si è chiesto il capogruppo di Fli - perché noi non possiamo fare leggi e la terza commissione consiliare regionale può legiferare? La gente ci schifa perché non diamo niente a questa città, io mi sento un consigliere inutile. Anche lei sindaco è inutile – ha affermato Grandinetti rivolgendosi al sindaco Gianni Speranza - Questa riunione consiliare costerà almeno 2 mila euro ma non servirà a niente. Dobbiamo chiedere al presidente del consiglio regionale Talarico, di non portare in aula questa proposta di legge. I consigli comunali di parata non servono”.
Maria Scaramuzzino
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