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Lamezia Terme – In consiglio comunale la tensione si taglia a fette. Dopo due ore dall’inizio previsto per i lavori, la maggioranza non ha ancora tutti i consiglieri per tenere il numero legale. Lo spettro scioglimento ha inevitabilmente rotto gli equilibri politici e l’aria è tesa. Il centro-sinistra aveva già annunciato che non avrebbe preso parte alla seduta, mentre i restanti consiglieri d’opposizione, dopo un tira e molla, abbandonano definitivamente i banchi chiedendo al Sindaco una valutazione politica. La speranza sul futuro della città  è appesa a un filo ma il dado non è stato ancora tratto e Mascaro non si arrende. Ha più volte ribadito, nelle sue ultime uscite pubbliche, la volontà di difendere con le unghie e con i denti il suo operato, certo che non vi sia alcun atto che possa comprovare “favori” fatti alla criminalità nei due anni d’attività che gli competono.

Oggi all’ordine del giorno ci sono pratiche importanti, come il piano di zonizzazione acustica legato al Psc, alcune variazioni al Dup e al bilancio di previsione, ma la presenza dei consiglieri non è sufficiente per iniziare, soprattutto all’interno della maggioranza stessa che invece avrebbe dovuto mostrarsi ancora più coesa in un periodo così delicato per la macchina comunale.

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Il sindaco Mascaro prova a smorzare i toni: “Ho ricevuto le giustificazioni di tutti gli assenti della maggioranza e i lavori hanno subito un ritardo anche perché prima abbiamo discusso alcuni aspetti importanti del Dup, oggi tra i punti in consiglio”. Poi una considerazione sulla scelta dei consiglieri di centro-sinistra: “L’avevano già annunciato, ma la loro linea non è da me condivisibile, soprattutto se si tratta di una presa di posizione su un esito che è ancora incerto”.

Il centro-sinistra diserta l’aula

La loro decisione era stata anticipata infatti proprio ieri in una nota da Nicola Mastroianni, Pino Zaffina, Rosario Piccioni, Aquila Villella e dalla vicepresidente dimissionaria Mariolina Tropea. “Non parteciperemo più ai lavori finchè il Governo non si pronuncerà sul futuro dell’Ente e chiediamo a tutti i colleghi di dimettersi per senso di responsabilità”.

Al “risicato” tavolo d’opposizione siedono solo Davide Mastroianni, Mimmo Gianturco e Vincenzo Cutrì che continuano ad invocare l’inizio dei lavori dopo ormai due ore d’attesa. In prima convocazione, la seduta salta per mancanza di numero legale. Fuori dalla sala Napolitano, la maggioranza prova a racimolare qualche altro consigliere per evitare che nulla si risolva anche al secondo appello, che invece ha esito positivo solo alle 11,30.

“Il Sindaco non ha più la maggioranza bulgara che aveva ad inizio consiliatura”

I tre esponenti dell’opposizione rimasti, abbandonano però definitivamente l’aula chiedendo di poter discutere della richiesta scioglimento ad inizio riunione e non al termine, come invece sarebbe previsto da regolamento. Mascaro chiarisce in merito: “Possiamo discuterne dopo, perchè oltre all’arrivo della commissione d’accesso e della richiesta di proroga giunta a settembre, non sappiamo altro. Con due corpose memorie ho già voluto dimostrare quanto è stato fatto per il ripristino delle buone regole d’amministrazione e di tante legalità violate. Andremo avanti sino all’ultimo giorno – ha proseguito – perché questo è il mandato che ci ha chiesto il popolo, e per restituire al mittente tutte le speculazioni politiche”.

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“Il suo tavolo oggi dimostra di non avere la maggioranza bulgara che aveva all’inizio – gli fa presente invece Gianturco - abbiamo atteso due ore e non possiamo che evidenziare assenze importanti come ad esempio quella di Forza Italia. Siamo dell’idea che l’agire amministrativo non si deve fermare fino ad esito del Ministro, ma il Sindaco faccia una riflessione dal punto di vista politico”.

Mascaro: “La città va avanti e si dota di un piano di zonizzazione acustica”

Andata via l’opposizione, la maggioranza prosegue spedita, senza controparte, verso l’approvazione di pratiche particolarmente importanti per lo sviluppo dell’Ente. Tra queste, le modifiche al Documento unico di programmazione, il nuovo regolamento comunale in ottica trasparenza per l’accesso ai dati, e soprattutto il via libera al piano di zonizzazione acustica, propedeutico al Psc ancora non approvato in aula. Sei le zone nelle quali è stato diviso il territorio per prevenire l’inquinamento acustico, e sul quale, anche la commissione preposta, ha presentato oggi in aula due emendamenti.

“Mentre l’opposizione va a farsi una passeggiata – rilancia Mascaro – la città va avanti e si dota di un piano di zonizzazione acustica, lo stesso che doveva essere approvato entro 18 mesi dal 2008. E’ il segno che la città corre spedita ed è anche il segno del gran lavoro svolto in commissione”.

Il consiglio comunale termina così senza altri “colpi di scena”, rimandando forse alle prossime ore ulteriori scintille politiche.  

Alessandra Renda

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