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Lamezia Terme - Presentata la piattaforma di rivendicazione, da parte del Coordinamento 19 marzo, Ospedale Giovanni Paolo II, alla presenza del sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, di altri sindaci del comprensorio e di alcune associazioni sensibili agli argomenti trattati.  "Il coordinamento - spiega Oscar Branca, responsabile dello stesso - è nato sotto il decreto Scura, con l'esigenza di incontri, riunioni, obiettivi e battaglie comuni intorno al diritto alla salute". Le proposte, che andranno presentate in regione, tutte in linea con il riordino delle reti assistenziali, rappresentano ciò che la città di Lamezia Terme ed il suo hinterland richiedono, affinché la struttura ospedaliera che li serve possa essere più funzionale per l'intera Calabria. Un coordinamento che, nato da un'onda emotiva molto forte, prosegue a sciogliere il filo di una matassa complicata quale si presenta attualmente la sanità calabrese, e si pone l'obiettivo di creare dei punti comuni realizzabili nel breve-medio periodo. Il coordinamento non ha colori politici e chiede che la regione fornisca risposte adeguate. "In questo percorso sentiamo la vicinanza del direttore generale dell'ASP Giuseppe Perri - commenta ancora Branca - Il coordinamento era partito dal trauma center ma si propone adesso tutta una serie di cose".

Fra le associazioni, presente anche CittadinanzAttiva, il Tribunale diritti del malato, Associazione malati cronici, ma anche alcune addette ai lavori che nel corso della conferenza hanno rafforzato alcuni punti. Il documento sarà infatti ancora consultabile per i cittadini. "Il 19 marzo eravamo insieme a 21 comuni - aggiunge Paolo Mascaro - adesso non sono tutti presenti ma crediamo sia solo una assenza dovuta ad impegni, nel tempo abbiamo riflettuto sulla linea migliore, sappiamo ch'è una battaglia esistente da lungo periodo e che persiste in un momento di forte debolezza politica".  Lamezia è in dovere, adesso, di vincere la battaglia verso l'istituzionalizzazione del trauma center. Necessario, secondo il sindaco, mantenere un'idea viva di Lamezia quale sede della miglior sanità della Calabria. "Una piattaforma che possa permettere a tutti di parlare la stessa lingua, redatta dal coordinamento il 19 giugno e trasmessa a tutti i sindaci dei distretti socio sanitari".

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"Tra i punti della piattaforma - elenca Armando Cavaliere - figura la nomina per primari mancanti delle unità operative complesse dell'Ospedale, l'affidamento di posizioni organizzative del comparto sanitario e amministrativo e coordinamenti infermieristici e tecnici, l'assunzione di nuovo personale sia della dirigenza medica che del comparto soprattutto al fine di diminuire l'età media dell'intero presidio pari a 56 anni". Ancora, l'istituzione di un centro ortopedico traumatologico capace di affrontare la traumatologia dell'area h. 24 con istituzione di guarda attiva ed equipe di chirurgia ortopedica per 365 giorni all'anno, l'aumento orario del centro trasfusionale ad almeno h. 12; ripristino dell'autonomia, almeno come struttura semplice dipartimentale, di malattie infettive (ex eccellenza a livello regionale), essendoci i presupposti, in quanto negli ospedali spoke di Vibo Valentia e Crotone è stata classificata come tale; attivazione della struttura complessa di neurologia con l'immediata autorizzazione all'assunzione di n. 4 neurologi, 1 primario e 12 infermieri, dato lo stato avanzato di strutturazione della sede INAIL, destinata ad essere Centro di impianto protesi e connessa riabilitazione intensiva, si chiede di accelerare l'iter delle procedure di autorizzazione e accreditamento, affinché la procedura non abbia tempi morti; realizzazione nuovo centro di salute mentale con annesso centro diurno presso la struttura del vecchio ospedale, realizzazione di un Centro Unico di vaccinazioni da realizzare anch'esso sull'ex ospedale di colle S. Antonio; pronta assegnazione dei 20 milioni di euro previsti dal Patto per la Calabria per l'ospedale di Lamezia Terme per adeguamento, rifunzionalizzazione e potenziamento; risoluzione problematiche legate a liste d'attesa, con sblocco del reclutamento di specialisti ambulatoriali; autorizzazione all'attivazione di una sala di emodinamica e cardiologia interventistica, ristrutturazione blocco operatorio  con sale parto più endoscopia, almeno ulteriori 2 ambulanze 118 in quanto una sola già presente ed altre private; realizzazione Hospice, previsto nel piano di riordino territoriale sancito dal DCA 76 del 2016, affinché anche i familiari dei pazienti terminali possano, nel periodo di degenza del parente, stare più vicino allo stesso: servono solo 700 mila euro per riprendere i lavori e terminarli su un manufatto strutturale già presente nel perimetro ospedaliero nel quale è già presente il reparto di Oncologia Medica.  

V.D.

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