
Lamezia Terme – “La baruffa estiva tra il sindaco Murone e l’ex Mascaro ha davvero i tratti di un nuovo tipo di commedia, la commedia surreale”. Giandomenico Crapis, ex consigliere comunale interviene a seguito delle dichiarazioni rese dal primo cittadino e alle repliche dell’ex sindaco Mascaro in merito ai conti del comune. Crapis, in merito, afferma: “Il secondo rimprovera al primo di scaricare le colpe dello stallo amministrativo su chi lo ha preceduto, cioè lui, e lo fa dopo avere passato anni e anni a fare la stessa cosa con Speranza. Tutto succede perché dopo che Mascaro ha ripetuto che le finanze del Comune erano risanate (grazie a lui), la Corte dei Conti ha detto che ciò è falso, che ci vuole un nuovo piano di riequilibrio. Il fatto è che purtroppo da oltre dieci anni Lamezia è mal governata dalla destra e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Un disastro che forse non ha uguali nella storia cittadina non solo di Lamezia ma dei tre ex comuni, iniziato con Mascaro e che prosegue con Murone, un disastro che si tenta di mascherare con la miseranda abitudine di postare video mentre si presenzia ai lavori di copertura di qualche buca: vale qui quel che Manzoni scriveva per il coraggio di don Abbondio, anche per la dignità, se uno non ce l’ha non se la può dare”.
Secondo Crapis “Il problema per Lamezia è che se Mascaro è stato il peggior sindaco degli ultimi 30 anni, Murone non mostra nessuna discontinuità, rischiando di fare peggio. Anche le chiacchiere sui conti, i numeri, i balletti delle cifre hanno ormai stancato. Insomma, la destra a Lamezia ha compiuto un’impresa che ha dello straordinario: fare quasi nulla in oltre dieci anni, spendere ancora meno (ad eccezione delle provvidenze del PNRR ma vedremo), blaterare di finanze risanate (diamine, se non fai nulla!) per poi farsi dire dalla Corte dei Conti a marzo di quest’anno che ci vuole un piano di riequilibrio. Un record, una mission impossible che nemmeno Tom Cruise! Al di là dei battibecchi Mascaro e Murone dimostrano la stessa inconcludenza, la stessa modalità scaricabarile, condividono gli stessi consiglieri ed assessori, l’identica matrice politica (salvo Mascaro essere scaricato dal suo partito, Forza Italia, che difende convinta Murone). Il secondo forse non ha la protervia logorroica e presenzialista del primo, ma dopo un anno ha dato ampi segnali, politici ed amministrativi, di poca dimestichezza con il ruolo che occupa. Insomma da troppo tempo nelle mani di una destra a ‘zero tituli’, come direbbe Mourinho, Lamezia vive forse la sua stagione peggiore. A fronte di questa sciagura, percepibile a vista dalle condizioni delle strade, del verde, dell’ambiente, del lungomare, dei rifiuti, del decoro pubblico, l’ex Mascaro non perde occasione per l’autopanegirico, virtù nella quale eccelle: eppure il degrado in cui versa Lamezia è in buona parte retaggio del suo calamitoso mandato, la cui inconcludenza fu pari solo alla retorica autocelebrativa. Se poi lo stesso Murone, che è della sua stessa parte politica e quanto a inconcludenza non scherza, gli rinfaccia il fardello di “inerzie e deficienze che si sono protratte per anni”, non si capisce se ridere o piangere”.
“Nella sua narrazione autoreferenziale Mascaro – sostiene l’ex consigliere comunale - ancora oggi non perde occasione per rivendicare decine e decine di milioni di finanziamenti ottenuti con il Pnrr. Per essere chiari: fino al Pnrr il bilancio delle amministrazioni Mascaro era meno di zero, tranne forse solo il rifacimento dei muretti della vecchia villa di Nicastro! Grazie al Pnrr si è mosso qualcosa ma anche qui la verità mostra dati impietosi. Basta andare sulla pagina ufficiale creata per monitorare la spesa (https://openpnrr.it/territorio/079160/lamezia-terme#progetti) per verificare come siano sfumati quasi tutti i finanziamenti: dai 22 milioni di euro per le piste ciclabili, ai 17,5 milioni per la riqualificazione di San Teodoro; dai 10,4 milioni per il centro storico di Sambiase, ai 6 milioni per il collegamento dei due lungomari. L’elenco potrebbe proseguire con le altre opere finanziate e non eseguite fino ad arrivare a circa 80 milioni di euro sprecati. Per non parlare dei 32 milioni di euro per il progetto SA.RA. (Savutano Rigenerazione ed animazione) fermi ormai dal 2015, forse persi o forse no, un fallimento amministrativo che grida vendetta, un’opera che avrebbe potuto, e potrebbe ancora, cambiare il volto della città in una zona importante della città. E senza contare gli spazi sportivi chiusi per anni, i bandi mancati, i finanziamenti persi, a partire dai 3 milioni stanziati per il parco dell’acqua all’Impastato e poi perduti. Imbarazzante è poi, in questa baruffa tra comari, la linea di difesa scelta dall’ex sindaco tutta centrata sull’elenco di una serie di finanziamenti per opere pur utili ma che non cambiano il volto alla città e tra l’altro ancora lontane dalla conclusione. Nulla di paragonabile a quanto accaduto in passato prima di lui, ad esempio con la creazione di molti parchi urbani, in primis il Parco Impastato, i 2 lungomari poi lasciati nel più completo abbandono, la restituzione di un cinema teatro a Sambiase e il Museo della Memoria, il nuovo mercato sempre a Sambiase in piazza Botticelli, le nuove aree mercatali con lo spostamento del mercato del mercoledì che bloccava mezza Nicastro, le riqualificazioni dei centri storici degli ex comuni (per tutti: il parco della Piedichiusa nella vecchia Nicastro), i 50 km di fogne e una decina di illuminazione pubblica, la messa in sicurezza di via del Progresso, i marciapiedi, le rotatorie e le piazze, l’acquisizione al patrimonio comunale del teatro Grandinetti, quello del Bastione di Malta con un finanziamento di mezzo milione di euro per ristrutturarlo, anche questo andato perso, il nuovo Palazzetto poi lasciato in stand by per un decennio, la rinascita del complesso San Domenico e di palazzo Nicotera con la nuova Biblioteca, le estati di cinema e teatro al Castello, al Chiostro o all’Abbazia, l’avvio prima delle altre importanti città calabresi della raccolta differenziata”.
Insomma, conclude Giandomenico Crapis: “se chiedessero ad un passante di ricordare anche una sola opera importante per la città fatta tra il 2015-2026 questi non saprebbe cosa rispondere. Anche questa la ragione dei clamorosi ‘buuh’ e dei fischi che accolsero Mascaro prima del concerto de ‘I Ricchi e i Poveri’, a giugno del 2023. Fischi che forse ancora gli risuonano nelle orecchie e che le deficienze dell’attuale amministrazione non fanno certo dimenticare”.
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