Salta al contenuto principale

crapis.jpg

Lamezia Terme - "Penso che sul PSC, per non svilire anni di impegno e vanificare le attese collettive su uno strumento fondamentale per la vita dei cittadini, sia giunto il tempo delle responsabilità e delle scelte, quest’ultime da assumere in una democratica discussione in Consiglio Comunale, consesso sovrano che è libero in questo caso di determinarsi come vuole, ma che ha il dovere di farlo, anche paradossalmente stravolgendo la proposta della giunta dello scorso dicembre. 

Il vecchio Prg mostra i suoi limiti. Una base cartografica di scarsa definizione, l’individuazione delle zone territoriali omogenee (A,B,C ect...) senza alcuna considerazione degli assetti proprietari; la riproposizione delle indicazioni e delle scelte del vecchio Programma di fabbricazione; la vincolistica che prevede  possibilità di attuazione di progetti, tranne che per le zone B di completamento, solo attraverso piani attuativi; la mancanza di una precisa disciplina urbanistica di utilizzazione di aree particolari individuate (come quella di via del progresso); la incapacità di contrastare l’abusivismo edilizio; l’impossibilità di operare nel centro storico se non previo piano di recupero; la normativa tecnica farraginosa che ha dato adito a necessità di interpretazioni e emanazione di direttive non sempre corrette (anche il tentativo del Consiglio Comunale nella passata tornata amministrativa di semplificarla non ha sortito grandi effetti positivi). Sono tutti elementi di criticità che impongono una revisione del vecchio Prg, che dopo avere avuto l’indubbio merito anche solo di esserci, in una città per decenni priva, ora si presenta inadeguato. Perché la conseguenza di quanto osservato sopra è stata anche quella di un’incertezza e di una confusione che hanno contribuito ad un utilizzo ‘reale’ del territorio che ha smentito le previsioni urbanistiche del Piano stesso. Detto questo, non è che tutto quello che c’è nella proposta del professor Crocioni debba essere preso per definitivo e non necessiti di correzioni anche importanti. Molte (al di là di alcune critiche infondate) sono state segnalate in questi mesi e la commissione urbanistica le ha discusse e valutate, altre lo saranno in questi giorni. Ad ogni modo a me sembra utile sottolinearne ancora alcune che ritengo essenziali.

1) La necessità del risparmio di territorio in una città che ne ha consumato tanto con il conseguente controllo, indicando vincoli precisi, dei volumi di nuovo costruito che la ‘perequazione’ comporterebbe. In questo senso uno sforzo va fatto per limitare al massimo la nuova residenzialità nell’area urbanizzabile. 2) Il bisogno di salvaguardare, all’interno invece della area urbanizzata dei nuclei urbani stocici, gli spazi, verdi o non costruiti, rimasti fuori dalla crescita edilizia, in un’ottica di utilizzo generale (aree verdi, parcheggi) piuttosto che residenziale-privato. 3) L’opportunità di contenere l’altezza degli edifici, che non può superare a mio vedere alcuni limiti posti dalla storicità dei manufatti edilizi preesistenti, soprattutto laddove questo significherebbe un’alterazione della linea d’orizzonte e di paesaggio che, nonostante gli scempi, pur tuttavia esiste nella piana. 4) L’esigenza, già da me segnalata, di dare un senso direi ‘estetico’ oltre che viario all’arteria storica che unisce i due ex principali centri urbani, cioè a via Marconi.           

Dal mese di giugno la Commissione Urbanistica, riscattando un periodo di inerzia, ha avviato sul Psc un confronto proficuo. Al punto in cui siamo non si può più rinviare oltremisura la necessaria discussione e il necessario confronto all’interno del consiglio della città dove ognuno ( consigliere e forza politica) esporrà le sue valutazioni, porterà i propri contributi e le proprie critiche, suggerirà correttivi e aggiunte. Sarà un confronto libero dove la proposta iniziale sarà discussa e vagliata alla luce delle valutazioni emerse nella commissione urbanistica e nel dibattito pubblico. Poi si sceglierà. Ma il tempo di decidere è arrivato ed è il consiglio comunale che deve farlo, per come vorrà autodeterminarsi. Non decidere sarebbe un errore grave e una sconfitta di tutti, di chi è stato eletto con la maggioranza e di chi con l’opposizione. Rivolgiamo perciò un appello anche al presidente della commissione urbanistica Grandinetti affinchè la stessa possa portare in consiglio proposte di sintesi e condivise. E’ quello di cui adesso ci si deve fare carico insieme per avviare a conclusione un iter da tempo iniziato e che oramai è in scadenza, pena la perdita completa di credibilità, in tempi difficili, nei confronti dei cittadini e della comunità intera".  

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.