
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 18 ottobre - "L’altro giorno nella Utic di Lamezia si è consumato un piccolo scempio ai (residui) diritti del malato: i pazienti ricoverati, si badi che si tratta di una unità di cura intensiva per acuti, si sono ritrovati di colpo privi dei paraventi mobili che, del tutto insufficienti, erano pur stati messi lì a garantire un po’ di privacy in uno stanzone dove alloggiano otto pazienti e relativi infermieri. La sconcia rimozione, si pensi alla sensazione che avrà provato ciascuno dei malati trovandosi ‘scoperto’ agli occhi di altri da un momento all’altro, è stata fatta per dotare la inauguranda Astanteria dei suddetti paraventi. Sembrerebbe una vicenda da ridere se non ci fossero di mezzo i malati perché sembra impossibile che una mente razionale possa concepire di privare un reparto (come l’Utic) di una struttura essenziale per collocarla altrove. Magari per poi ricomprarla. Un atteggiamento simile - del resto - c'era stato all'epoca della "inaugurazione" della UTIC quando si tentò di asportare dalla vecchia unità coronarica quattro monitor allo scopo di decorare la nuova UTIC vuota, in occasione della visita di Scopelliti. L’inaugurazione preme e la propaganda vuole le sue vittime: ma non si poteva aspettare ad inaugurare un reparto se i paraventi si devono sottrarre ad altri? E forse non tutti sanno che in una lettera indirizzata al tribunale del malato una degente si lamentava proprio per gli spazi eccessivamente angusti della Unità Coronarica, stanzone promiscuo coi posti letto separati appunto da paraventi che – addossati per la scarsità di spazio – generavano una sensazione di sofferenza claustrofobica; la paziente inoltre si lamentava della estrema scomodità dei materassi, sottilissimi e inconsistenti e privi di capacità ammortizzante. Nonostante questi precedenti i paraventi della Utic sono stati di fatto cannibalizzati per l’uso dell’Astanteria di prossima apertura secondo uno schema consolidato e che ricorda la vecchia storia delle ‘vacche di Fanfani’ all’epoca della sua venuta in Calabria (spostate di volta in volta nei luoghi della sua visita). Ad oggi, per inciso, poi nessuna azione ha fatto seguito alle altre lagnanze della signora, come ad esempio l’acquisto o il procacciamento di migliori materassi. Per sovrappiù invecel’Unità ora è diventata uno stanzone dove uomini e donne sono esposti senza difesa al reciproco sguardo, e a quello di chi entra per qualunque ragione (visite familiari, forniture, riparazioni, pulizie e quant’altro). Abbiamo visto la sanità di Loiero e l’abbiamo giudicata negativamente, ma questa di Scopelliti sta dimostrando di essere peggio".
Giandomenico Crapis, Sel Lamezia
© RIPRODUZIONE RISERVATA