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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la controreplica del consigliere comunale di Sel Giandomenico Crapis in risposta a quanto rivoltogli dal presidente di Confagricoltura Statti sulla vicenda Sacal.

"Mi dispiace che il presidente della Confagricoltura se la sia presa cosi tanto per la replica alla sua nota, che al confronto di quest’ultima, ha ragione, non era affatto concitata. Tralascio le espressioni convenzionali di offesa del tipo “ha perso un’occasione per tacere” che, mi auguro per lui, forse gli sono scappate di mano. Al di là dell’insolenza gratuita e del bolso attacco personale che qualificano chi li fa, rimangono i fatti da me segnalati: che da una certa ‘impresa’ non c’è stata nessuna presa di posizione per l’inchiesta Perseo e i fatti gravissimi che ha scoperchiato; che quello che è successo alla Sacal è cosi enorme che è necessario un ‘nuovo inizio’ anche simbolico, senza con questo mettere in discussione la dignità delle persone;  che una parte del mondo imprenditoriale usa le ‘sinergie’, come lui le chiama visto che al termine lobby è allergico, per contare molto di più di quanto gli garantirebbe un risicato pacchetto di azioni; che grazie alle ‘sinergie’, e in virtù dell’indigena subalternità al capoluogo ( questo il senso del “mamma chiama..”), c’è stata sempre la brutta e sgarbata abitudine di emarginare il socio di maggioranza della società, che poi è la comunità di Lamezia e chi l’ha rappresentata in questi 30 anni. Comprendiamo anche che egli sia stanco di sentire parlare di antimafia e legalità: anche a noi piacerebbe parlare d’altro, ma purtroppo a volte vi siamo costretti. Per il resto lo rassicuro, sono persona normale, con un lavoro libero professionale, che pensa bene del mercato, dell’impresa, degli imprenditori e alle ideologie non crede più da tempo, né al mito operaio ma nemmeno a quello di un’impresa benefattrice per il solo fatto di esistere. Se il sud boccheggia e la Calabria muore la responsabilità è non solo di una certa cattiva politica, ma anche di un’impresa non sempre all’altezza, per non dire altro, del compito che la Costituzione le riserva. Stia tranquillo, poi, il presidente Statti, non ci sentiamo moralmente superiori, ma a volte ci capita di prendere posizione e di indignarci: si convinca, è un’altra cosa. Piuttosto, visto il ruolo che occupa, impari a rispettare l’impegno e la passione politica di chi, in nome del bene comune, purtroppo non la pensa come lui, che pur senza tessera si preoccupò di partecipare, e questo è un altro fatto, ad una conferenza stampa per appoggiare il candidato del centrodestra alle scorse comunali. Ops… forse era solo un effimero divertimento".  

"PS: non si capisce perché si scaldi tanto Statti, visto che il presidente Colosimo ha avuto la cortesia di telefonarmi per ringraziare del fatto che nell’articolo non ho messo in discussione la sua persona. A conferma che nessuno ce l’ha con ‘l’impresa’.  Questioni di stile e se uno lo stile non ce l’ha, come il coraggio di Don Abbondio, non se lo può dare". 

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