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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la nota politica del coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà Giandomenico Crapis in merito alle ultime vicende che, con l’operazione Perseo, hanno investito anche la Sacal, la società pubblico/privata che gestisce l’aeroporto di Lamezia.

“E’ evidente a tutti che la Sacal in questo periodo non gode di una buona immagine, coinvolta ma con il rischio di essere travolta, dal ciclone scatenatosi dopo l’operazione ‘Perseo’. A voler essere caustici nemmeno l’avere intitolato al Santo di Paola lo scalo da parte del consiglio regionale pare sia servito a salvaguardare l’aeroporto  e l’azienda che ruota intorno ad esso, dalla ricaduta pesante delle indagini su politica, malaffare e mafia culminate con gli arresti di questi giorni. Anzi pare che S.Francesco si stia già adoperando, lassù in alto, per svincolare il suo Santo Nome da un terminale aereo così chiacchierato.

L’azzeramento chiesto in questi giorni da alcuni parlamentari, da singoli esponenti politici e da alcuni partiti e associazioni, a mio parere è condizione necessaria ma non sufficiente, da sola, a ridare alla Sacal quella immagine specchiata e trasparente indispensabile al suo rilancio.

Non bisogna dimenticare che da tempo l’ente è sotto i riflettori non solo per le criticità economiche  ma anche per le procedure e i sistemi di reclutamento che, alla luce di quanto emerso oggi, hanno creato le condizioni per le infiltrazioni del malaffare. Pratiche, come abbiamo avuto modo di denunciare in passato, altamente discrezionali e a volte del tutto clientelari, attuate per l’assunzione di dipendenti, che non hanno applicato le procedure previste o consigliate dalla legge  che normano le chiamate  nelle pubbliche amministrazioni o nelle partecipate (e che come si sa dovrebbero interessare per i lavoratori con bassa qualifica il ‘Centro per l’impiego’). I criteri appunto completamente discrezionali in più di un caso, insieme alle collusioni con il malaffare, hanno prodotto, ben prima degli ultimi gravissimi fatti, guasti che rischiano di compromettere definitivamente il volto della Sacal nel paese. Tutto questo ha aggravato la già precedente sensazione che la Sacal fosse diventata negli anni un crocevia di scambi, favori e interessi non sempre trasparenti tra una certa imprenditoria e la politica.

Proprio per queste ragioni ritengo che sia necessario e urgente un taglio radicale con il passato. Certo, se è vero che non tutti hanno le stesse responsabilità, giudico opportuno che ciò nonostante però sia altrettanto reale la necessità di una discontinuità netta rispetto al passato. L’azzeramento è il primo doveroso passo, ma un altro passo s’impone con urgenza, almeno da parte degli enti ‘politici’, cioè i comuni, le provincie e la regione che gestiscono quote azionarie maggioritarie e di conseguenza buona parte delle nomina cda. Occorre allora che gli Enti Pubblici individuino per il nuovo consiglio figure al di fuori di logiche di appartenenza o di logiche politiche, sulla base di obiettivi criteri di qualità, di trasparenza, di moralità, di credibilità. E’ forse doloroso per le abitudini di chi è solito insediare in quel consesso figure di appartenenza (politica o affaristica), ma è quello che bisogna fare per uscire dall’impasse. Si sciolga il cda e insedino gli enti, come loro rappresentanti, persone che non hanno a che fare con la politica o con gli affari. Si sforzino i privati di individuare persone di grande qualità e competenza, svincolate da reti di relazioni personalistiche o di scambio. Si rompa finalmente il reticolo di collusioni e connessioni non sempre trasparenti tra un certo tipo di impresa e la gestione dello scalo. Si reclutino le figure apicali con bandi europei. Solo un CdA composto da inedite e riconosciute indiscutibili professionalità e un management dalle caratteristiche internazionali potrà dare garanzie che la mole di risorse che arriverà sullo scalo, e che già ha suscitato fior di appetiti, potrà essere sottratta alla 'ndrangheta, alle pratiche clientelari, e, sviluppando al meglio le potenzialità dell’aeroporto, restituita ai cittadini di Lamezia e della regione".

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