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Lamezia Terme - "Rimaniamo sbigottiti dalle dichiarazioni del sindaco Murone. Quando parliamo di tradimento, sia chiaro, parliamo di tradimento politico: della rottura unilaterale di un percorso e di un rapporto politico costruito insieme e sostenuto fino a pochi giorni prima". Così Massimo Cristiano, Capogruppo consiliare Futuro Nazionale e Carmine Villella, consigliere comunale Futuro Nazionale che, in una nota aggiungono: "Alcuni segnali li avevamo colti. Avevamo visto insofferenze, tentativi di divisione e dinamiche che, anche in passato, in qualche caso avevano attecchito. Ma, come recita un vecchio detto, il tradito è sempre l’ultimo a sapere. E quando determinate vicende finiscono per andare oltre il normale confronto politico, purtroppo possiamo farci ben poco: possiamo soltanto prenderne atto".

Nonostante tutto, proseguono Cristiano e Villella: "siamo andati avanti per amore di Lamezia e per mantenere fede all’impegno assunto con i cittadini. La scelta di interrompere quel percorso non è stata nostra: è stata assunta autonomamente dal Sindaco, che si è quindi assunto la responsabilità politica di far venire meno un pezzo della propria maggioranza. Sorprende che il Sindaco della terza città della Calabria riduca il confronto a “selfie” e “passerelle social”. Una banalità disarmante. Nel 2026 comunicare il lavoro di un amministratore significa trasparenza e rendere conto ai cittadini. La domanda allora è semplice: dava fastidio la comunicazione o dava fastidio il lavoro che veniva fatto per la città? Perché chi lavora, è presente sul territorio e cerca di dare risposte ai cittadini non può essere osteggiato proprio perché lavora. Se questo diventa motivo di insofferenza, non è buona amministrazione. Il gruppo consiliare, attraverso il lavoro di Massimo Cristiano e Carmine Villella e con la propria espressione in Giunta Donatella Micarelli, ha cercato per un anno di dare risposte concrete alla città. Evidentemente la nostra operatività e il rapporto diretto costruito con i cittadini davano fastidio. Ma il passaggio di gravità inaudita è un altro. Avevamo denunciato pubblicamente pressioni politiche esterne sul Sindaco. Murone avrebbe potuto smentirci. Invece oggi richiama l’appartenenza alla coalizione che governa Regione e Paese collegandola ai «programmi di finanziamento», alle «opere pubbliche» e ai «tavoli regionali e nazionali», aggiungendo che stare «dentro quel sistema, con lealtà» è il modo per portare risorse alla città. Sono parole sue e confermano politicamente ciò che avevamo denunciato. Le risorse pubbliche appartengono ai cittadini, non ai partiti e neppure al presidente Roberto Occhiuto. Se gli equilibri politici interni vengono collegati alle risorse destinate a Lamezia, siamo davanti a una questione istituzionale enorme. E facendo venir meno pezzi della propria maggioranza, Murone rende politicamente ancora più fragile la sua Amministrazione e ancora più vulnerabile a quei condizionamenti esterni che, a nostro giudizio, le sue stesse parole oggi confermano".

Lamezia Terme, secondo i consiglieri di FN: "non può essere politicamente ricattabile. Le dichiarazioni di oggi aprono inoltre un’altra questione pesantissima. La motivazione utilizzata nel decreto di revoca dell’assessore viene clamorosamente smentita dai fatti e dalle successive parole dello stesso Sindaco. Quanto formalizzato nell’atto non corrisponde alle reali ragioni della revoca, che oggi emergono dalle dichiarazioni di Murone e confermano esattamente ciò che avevamo denunciato fin dal primo momento. Si apre quindi una questione sulla veridicità della motivazione contenuta in un atto pubblico, sulla quale faremo le opportune verifiche. Quanto al presunto “cambio di casacca”, basta riavvolgere il nastro. Cristiano e Villella si sono candidati da indipendenti. Il percorso verso Futuro Nazionale era stato preventivamente discusso con Murone, da lui conosciuto e successivamente confermato anche pubblicamente e in televisione. Il Consiglio comunale ha poi preso formalmente atto della costituzione del gruppo alla prima seduta utile. Quindi quale casacca avremmo cambiato? Ci siamo fidati del curriculum e dell’autorevolezza della figura di Murone che ci era stata proposta, mettendo a disposizione il nostro radicamento, il nostro lavoro e il nostro consenso. Siamo stati determinanti per la sua elezione, soprattutto al ballottaggio. Le divergenze, però, erano ormai evidenti: sul piano di riequilibrio, perché contestiamo la prospettiva di avviare Lamezia verso un percorso di predissesto e austerità quando, a nostro giudizio, non esistono oggi condizioni oggettive che lo rendano inevitabile; sulla questione Rom, sulla quale chiediamo legalità, trasparenza e tutela della comunità; e sull’impostazione strutturale della macchina amministrativa".

Su quest’ultimo punto, affermano: "siamo stati chiari con il Sindaco fin dal primo giorno del nostro insediamento: non vogliamo una Giunta ridotta alla mera ratifica di decisioni costruite altrove. Vogliamo valorizzare dirigenti e funzionari, liberarli da incombenze che li sovraccaricano e restituire alla politica il dovere di scegliere e alla struttura tecnica quello di garantire competenza, legittimità ed efficienza. In questo anno abbiamo cercato concretamente di invertire un’impostazione strutturale che, a nostro giudizio, non funziona, perché concentra sulla struttura burocratica un carico eccessivo di incombenze e responsabilità, rallentando l’attività amministrativa e le risposte ai cittadini. Evidentemente anche il nostro tentativo di cambiare questa impostazione e rendere più operativa l’Amministrazione dava fastidio. Su questo apriremo un confronto serio in Consiglio comunale".

"Non ci interessa - concludono - alcuna guerra con il Sindaco, figuriamoci. Questa crisi non l’abbiamo aperta noi: l’ha aperta lui, con una scelta assunta autonomamente, e sarà lui ad assumersene la responsabilità politica insieme a quanti lo hanno sostenuto e spinto verso questa decisione. Alla luce delle sue stesse dichiarazioni si rafforza in noi una convinzione: questa decisione era probabilmente già maturata da tempo. Si aspettava soltanto l’occasione politica per consumarla. Futuro Nazionale è diventato la giustificazione utile, mentre le parole del Sindaco fanno emergere insofferenze che evidentemente avevano ben altre origini. Noi siamo sereni. Continueremo a lavorare nell’interesse esclusivo della città e a comunicare con ancora maggiore determinazione ciò che accade nel Palazzo comunale. Il Comune deve essere una casa di vetro: i cittadini devono sapere cosa accade, chi decide e perché. Continueremo a denunciare qualsiasi eventuale operazione di ostracismo o penalizzazione nei confronti della nostra comunità. Per noi viene prima Lamezia Terme. Forse voi non vi siete ancora resi conto di dove vi siete infilati".

 

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