
Lamezia Terme - Non si fa attendere la replica di Futuro Nazionale al sindaco Mario Murone: "da che pulpito viene la predica, professor Murone", risponde il deputato Domenico Furgiuele dopo la presa di distanze del primo cittadino allegando una foto scattata lo scorso 24 agosto. "Leggo che il sindaco Murone non accetta lezioni da chi “cambia casacca”. E allora la prima risposta viene spontanea, da che pulpito viene la predica?".
"Io ricordo molto bene il professor Murone -prosegue Furgiuele - prima delle elezioni, venire a casa mia, nel mio seminterrato, avvolto nel suo cappottone e accompagnato da due persone di Gizzeria, a ragionare tranquillamente sulla possibilità di candidarsi tanto con il centrodestra quanto con il centrosinistra. Non è un racconto ricostruito oggi, di quelle interlocuzioni esistono testimoni. Proprio lui oggi si richiama ai valori del centrodestra, quando alla vigilia della campagna elettorale valutava tranquillamente da quale parte candidarsi. Per questo, prima di distribuire patenti di coerenza agli altri, Murone dovrebbe ricordare la propria storia politica recente. Quanto a Futuro Nazionale, poi, la ricostruzione del sindaco è semplicemente insostenibile. Murone è stato informato passo dopo passo del nostro percorso politico. Non abbiamo mai nascosto nulla e, soprattutto, non abbiamo mai preteso di trasferire automaticamente sul Comune di Lamezia le nostre posizioni nazionali. E c’è di più. Fino allo scorso giovedì, il professor Murone era perfettamente edotto anche della nostra posizione politica sulle elezioni suppletive di Reggio Calabria. Ne abbiamo parlato apertamente e, quando nel corso della conversazione abbiamo persino ipotizzato possibili ritorsioni politiche da parte del presidente Occhiuto per la scelta compiuta da Futuro Nazionale, Murone prese, come al solito, il bicchiere in mano e fece un brindisi. Ci sono testimoni presenti che possono confermarlo e c’è anche una bella fotografia a immortalare quel momento. Ecco, questa è la misura della coerenza del professor Murone, giovedì brinda insieme a noi, perfettamente consapevole delle nostre scelte e delle possibili conseguenze politiche, pochi giorni dopo scopre pubblicamente che quelle stesse scelte sarebbero incompatibili con la sua amministrazione. Altro che “cambio di casacca”. Qui a cambiare, nel giro di pochi giorni, sembra essere stata soprattutto la versione dei fatti. Anzi. Il professor Murone mostrava tutt’altro atteggiamento verso Roberto Vannacci quando gli conveniva politicamente. Arrivò persino ad auspicare la presenza del Generale e, durante la campagna elettorale regionale, volle salire sul palco accanto a lui. Le fotografie esistono. Oggi scopre improvvisamente distanze politiche e valoriali che allora, evidentemente, non gli impedivano di farsi fotografare sullo stesso palco".
In merito al programma amministrativo di Murone, il deputato scrive: "Quel programma è stato costruito con un contributo determinante proprio del gruppo che oggi tenta di liquidare come traditore. Alla sua elaborazione lavorammo direttamente, individuando anche Giuseppe Serra come nostro riferimento per la cucitura programmatica, persona che oggi, significativamente, opera nella segreteria del sindaco. Quindi basta riscrivere la storia. Noi non abbiamo tradito il programma amministrativo. Murone ha rotto unilateralmente un patto politico e amministrativo, revocando un assessore al quale non è stata contestata l’incapacità di lavorare per la città, ma un’appartenenza politica nazionale della quale il sindaco era perfettamente a conoscenza. E mentre oggi qualcuno prova a raccontare che avremmo utilizzato incarichi e deleghe, la realtà è un’altra: i nostri consiglieri e il nostro assessore hanno lavorato sul territorio, spesso fino a tarda notte, verificando personalmente servizi e interventi, controllando che ciò che veniva disposto dagli uffici e dalla Multiservizi producesse risultati concreti per i cittadini. Mentre i nostri amministratori, anche di notte, erano per strada a verificare persino il lavoro delle spazzatrici della Multiservizi, qualcun altro poteva permettersi di stare comodamente altrove. Questa è la differenza tra chi le deleghe le utilizza per lavorare e chi oggi tenta di raccontarle come privilegi. Questa è la nostra idea di amministrazione: meno prediche e più strada. Infine c’è un dato politico che Murone può provare a cancellare dalle dichiarazioni, ma non dalla storia delle ultime elezioni: il nostro gruppo ha contribuito in maniera determinante alla sua vittoria, con un apporto di circa tremila voti. Quegli uomini e quelle donne erano abbastanza coerenti quando servivano per vincere le elezioni, abbastanza presentabili quando servivano per scrivere il programma e abbastanza competenti quando servivano per amministrare. Sono diventati improvvisamente incompatibili soltanto quando la politica ha ordinato di liberarsene".
Quindi, professor Murone, conclude: "sulle “casacche” andrei molto cauto. Noi una scelta politica l’abbiamo fatta alla luce del sole, mettendoci la faccia e senza rinnegare un solo impegno assunto con Lamezia. Lei, invece, spieghi ai lametini perché chi ha contribuito a farla eleggere, a costruire il suo programma e ad amministrare questa città è diventato improvvisamente indegno di stare nella maggioranza. E soprattutto spieghi come sia possibile che giovedì si brindasse insieme proprio parlando delle nostre scelte politiche e delle possibili conseguenze e, pochi giorni dopo, quelle stesse scelte siano diventate il pretesto per impartirci lezioni di coerenza. Perché la coerenza non si proclama nelle lettere aperte. Si dimostra con la propria storia. E la memoria, professore, qualche volta è molto più scomoda delle prediche".
© RIPRODUZIONE RISERVATA