
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 25 giugno - "Oggi, 25/06/2012, in consiglio comunale, abbiamo assistito ad una delle pagine più scure che la politica lametina abbia potuto sciorinare. Il tentativo maldestro di delegittimare un capogruppo consiliare da parte dei soliti mercanti della politica, i soliti Chirillo, De Biase, Ruberto che, con un vero e proprio atto di cospirazione, hanno tentato di eleggere un nuovo capogruppo consiliare UDC in seno al consiglio comunale. A distanza di un anno esatto dal tentativo squallido di sfiduciare un altro capogruppo, Mazzei del Pdl, i tre “moschettieri” senza nessun motivo personale, o politico che sia, e senza che il sottoscritto ne sapesse nulla (una vera pugnalata alle spalle) sono tornati alla carica in consiglio comunale per parlare di argomenti che nulla hanno a che fare con la politica, ma veri e propri atti di cospirazione. Bene aveva fatto il Pdl a cacciarli. Ora, come un fulmine a ciel sereno, la storia si ripete. Gli attori sono identici, cambia il capogruppo (hanno una ossessione per il capogruppo). Persone elette nel Pdl attaccano, senza motivo, il primo eletto nell'Udc, cose da matti direi! Chissà cosa ne penserebbe Beppe Grillo! Il regolamento di funzionamento del consiglio comunale non prevede nulla in merito alla sfiducia o rielezione di un capogruppo in seno ad un gruppo consiliare già costituito. Una regola molto chiara. Il Presidente del consiglio comunale, in barba al regolamento del consiglio stesso, per il momento sembra abbia ritenuto di accogliere tale istanza, forzando il regolamento stesso che è consultabile in qualsiasi momento sul sito internet del Comune. Abusando della sua autorità il presidente oggi mi ha espulso dall’ aula, senza un giustificato motivo. Questo ha fatto sì che, Francesco Muraca, non ha così permesso la discussione in aula di alcune mie importanti interrogazioni e mozioni, come il contratto di quartiere Capizzaglie-Scinà. I cittadini lo ringrazieranno di certo. Ritengo oggi di essere rimasto ostaggio e vittima di un gioco politico oscuro perpetrato da esponenti della sinistra e da alcuni esponenti del Udc lametino, che vogliono tappare la bocca ad una delle poche voci libere in consiglio comunale a favore del popolo lametino. Vogliono tappare la bocca in vista del bilancio di previsione all’opposizione, quella vera. Invierò una serie di documentazioni all’ Ufficio di Presidenza in cui chiederò di applicare la legge e rispettare le regole. In un Comune che si fregia ovunque di legalità è troppo chiedere il rispetto delle regole? In caso contrario, mio malgrado, informerò il Prefetto e intraprenderò tutte le vie legali per difendere l’onore della mia persona. Una guerra che non ho iniziato io. Oggi la gente si allontana dalla politica e vedendo queste “schifezze” ha ragione. Vergogna: interessi collettivi barattati con interessi personali. Oggi comprendo (e lo dirò meglio successivamente) il motivo per cui il centro destra lametino, sistematicamente, da 20 anni perde le elezioni. Invito i cospiratori a tornare sui loro passi e a formare un nuovo gruppo consiliare, per come recita il regolamento. O pensano magari di cacciarmi dal quel seggio espressione degli elettori dello scudo crociato? Questo perchè ormai Chirillo vive in una propria dimensione politica e sociale, fatta di regole tutte sue. Forse ho pagato la mia “scesa in campo” a difesa del tribunale lametino. O forse ho pagato aver chiesto lumi sulla posizione dell’ assessore Ferrise. Qualcuno pensa di avermi scoraggiato, ma rassicuro tutti che lotterò ogni giorno per la difesa della mia città. Rimango al mio posto, oggi più di prima, e li “ringrazio” perché in “ottica futura” ho capito chi vuole il bene della città e chi meno. Cari amici, siamo solo all’ inizio".
Massimo Cristiano
Consigliere comunale
Di seguito pubblichiamo la nota inviata da Massimo Cristiano al presidente del Consiglio comunale Francesco Murara il 20/06/2012
"Il sottoscritto consigliere Massimo Cristiano, nella sua qualità di capogruppo dell' UDC in consiglio comunale, a seguito della comunicazione di cui al prot. n. 40652 del 19./06/12, intende esplicitare quanto segue. I consiglieri Chirillo Francesco Antonio, De Biase Francesco e Ruberto Francesco, con la predetta comunicazione portavano a Sua conoscenza la nomina di un nuovo capogruppo dell'Udc in consiglio comunale nella persona dell’ingegnere Chirillo. E' mia premura manifestare il più profondo sgoment,o nonché il mio fermo dissenso, nei confronti di un simile quanto immotivato provvedimento. A conseguenza di ciò, ritengo doveroso muovere alcune considerazioni sia in termini regolamentari quanto in termini squisitamente etici. In particolare, l’art. 6 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, che disciplina i gruppi consiliari, non prevede nulla in merito alla revoca del capogruppo e, ancor meno, alla designazione di uno nuovo. Sempre il punto 6 del medesimo articolo stabilisce che nei cinque giorni successivi alla prima seduta del Consiglio comunale, si proceda all’elezione del Capogruppo. Probabilmente, tanto la logica mi suggerisce, i consiglieri Chirillo, De Biase e Ruberto, hanno inteso rifarsi all’ultima parte del già citato punto 6, dove questo testualmente recita:”in caso di mancato accordo sull’elezione del capogruppo, svolge le funzioni di capogruppo, ad ogni fine del presente regolamento, il consigliere più anziano di età". In questo caso, l’ingegnere Chirillo. In tale prospettiva, è lapalissiano quanto inconfutabile, che tale disposizione regolamentare si riferisca all’ipotesi in cui via sia disaccordo, in ordine all’elezione del capogruppo, al momento della costituzione del gruppo stesso. Nel caso specifico, invece, il gruppo consiliare era già stato costituito nei modi e nei tempi previsti dal regolamento in quanto era formato da chi scrive, che ne era capogruppo, e dal consigliere Mastroianni. I consiglieri Chirillo, De Biase e Ruberto sono entrati a far parte solo successivamente a seguito del loro passaggio dal PDL all’UDC. Per essere più precisi, i consiglieri Chirillo e De Biase sono passati dal gruppo Pdl al gruppo misto e poi al gruppo Udc. In data 3 giugno 2011, proprio chi Le scrive “accettava”, come da regolamento, in seno al proprio gruppo consiliare, i signori Chirillo e De Biase e, successivamente, il consigliere Ruberto Francesco. Dopo alcuni mesi, i nuovi componenti il gruppo consiliare dell'Udc, nei confronti del quale non ho mai lesinato energia alcuna con abnegazione e impegno, hanno posto in essere iniziative di carattere squisitamente “sovversivo” finalizzate a stravolgere gli equilibri all’interno di un gruppo consiliare di cui ero, e sono a tutt’oggi ed a tutti gli effetti, a capo. Tali sterili, quanto immotivate manovre, sono sfociate, quindi, in un’illegittima designazione di un nuovo capogruppo all’interno del gruppo consiliare UDC, nei confronti della quale mi oppongo fermamente. Anche, laddove, una simile decisione sia avvenuta all’interno delle mura del partito, dinanzi a codesto Consiglio Comunale, ciò non ha valore per il semplice motivo che il Capogruppo viene eletto, giammai all’interno della segreteria di partito, bensì all’interno del gruppo consiliare in consiglio. Per tali motivi, il sottoscritto, già eletto nei tempi e nei modi previsti dal regolamento, insiste fermamente nel ritenere che la designazione di un nuovo capogruppo non esista e non possa esistere proprio in virtù del regolamento che nulla prevede in merito a tale surreale, quanto blasfema, iniziativa. In ultimo, mi preme sottolineare per etica e per logica prima ancora del regolamento che, nella fattispecie in esame, l’atto perpetrato dai consiglieri Chirillo, De Biase e Ruberto è fuori luogo, in quanto gli stessi provengono da altro movimento politico e, quindi, sono espressioni di altri seggi. Sono stati “accettati” all’interno di un gruppo consiliare che aveva già un capogruppo – espressione dei seggi elettorali attribuiti al partito UDC a seguito delle amministrative del 2010 - e hanno cercato di delegittimarlo, con l’intento di spogliare del proprio ruolo colui il quale quel gruppo consiliare aveva costituito. Ad avviso di chi scrive, un atto simile di certo non evoca quel concetto di democrazia di cui tanto si fregia il consigliere Chirillo. Scusandomi di essermi dilungato e per aver divagato anche in considerazioni di carattere squisitamente personale, chiedo che la Signoria Vostra, nel novero dei poteri conferiti dallo Statuto e dal Regolamento stesso, Voglia dichiarare illegittima la comunicazione di cui al protocollo n. 40652, con cui veniva designato altro capogruppo all’interno del gruppo consiliare Udc che è già rappresentato da chi Le scrive e perchè contrario al regolamento. Chiedo, inoltre, per il suo tramite, che i consiglieri Chirillo, De Biase e Ruberto, avanzino formale dichiarazione di non voler più appartenere al Gruppo Consiliare de quo, ai sensi del punto 3 dell’art. 6 del regolamento di funzionamento. Con riserva di intraprendere ogni ulteriore iniziativa concessami dalla legge".
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