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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota di Floro De Nardo, Coordinatore NPSI Lamezia Terme e membro del consiglio nazionale NPSI, per quanto riguarda le future elezioni amministrative che dovrebbero, probabilmente, svolgersi nel 2014.

"Da qualche settimana si assiste sui media ad un pullulare di candidature a sindaco per le future competizioni amministrative. Numerosi sono i personaggi che intendono proporsi e/o che vengono proposti da partiti, movimenti, associazioni. Il dato che fa più riflettere è che tutti parlano di nomi tranne che di programmi. Immagino il cittadino comune di Lamezia quanto sia appassionato ed attratto da tutto ciò! Il Nuovo Partito Socialista Italiano (Nuovo PSI), evidentemente, a questo modo di fare non ci sta e si pone in una posizione alquanto distaccata da questo modus operandi e da tutti gli schieramenti, sia di centro-destra che di centro-sinistra. Il Nuovo PSI crede che dopo anni di profondo torpore amministrativo e di governo, la città debba inesorabilmente cambiare rotta, debba raddrizzare la schiena. Intanto, un problema di fondo da affrontare riteniamo che sia la questione morale. Nella città che ha visto pensare ed estendere la legge “Lazzati”, la prima cosa che va tenuta in debita considerazione è la bonifica della politica da eventuali inquinamenti mafiosi. Ma attenzione, quando si parla di questione morale non si allude solo ed esclusivamente alle possibili infiltrazioni malavitosi all’interno delle istituzioni, ma anche all’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti. E’ forte l’esigenza che la politica ed i partiti ritornino ad esercitare quel ruolo di cerniera tra la società e le istituzioni, tutelandone i legittimi interessi; il comune deve recuperare le funzioni che l’etimologia del termine gli attribuisce. Ed ecco quindi che nasce l’esigenza di parlare di programmi e a chiedersi qual è il progetto per il rilancio della terza città della Calabria. Gli indicatori socio-economici sono evidentemente negativi e ci consegnano una città piegata su stessa, dovuta sicuramente ad una congiuntura economica planetaria, che si riflette giocoforza anche nel tessuto economico lametino, ma che è ancor più acutizzata da uno stallo politico-amministrativo che si protrae da anni. Eppure Lamezia presenta dei punti di forza inespressi o parzialmente espressi, spesso sottoutilizzati, che potrebbero creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani . Si pensi ad esempio all’area industriale, che con i suoi oltre mille ettari è tra le più grandi del mezzogiorno, servita da una imponente rete di trasporti stradali, ferroviari, portuali ed aeroportuali. Va sicuramente rilanciata di concerto con le altre istituzioni, creando condizioni di vantaggio per eventuali investimenti e delocalizzazioni di attività economico-industriale. Potrebbe essere altresì utilizzata per attività fieristiche sfruttando la favorevole posizione geografica e la prossimità con i Paesi magrebini e asiatici. Perché tutte le più importanti fiere nazionali si devono svolgere al nord? La convegnistica, un’altra attività a cui si potrebbe puntare sfruttando i locali della Fondazione Mediterranea Terina e le numerose strutture ricettive che in questi ultimi anni sono sorti a Lamezia e nel Lametino. Le terme di Caronte, anch’esse poco valorizzate, e che rappresenterebbero un grande appeal per la città, da sfruttare insieme alle attrattive culturali e con una progettazione di grandi eventi culturali, musicali e di alta moda, mettendo in campo le validissime, quanto spesso dimenticate energie endogene. Tempo fa si era parlato di un centro di produzione cinematografica e televisiva, una sorta di “Città della fiction” da realizzarsi nell’area industriale, ma poi l’idea naufragò. Un capitolo a se merita la crisi del commercio cittadino. E’ una vera tragedia assistere alla continua chiusura di negozi nel centro. Urgono delle iniziative di attrazione, di riqualificazione e miglioramento dei centri storici di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia al fine di vivacizzarli acciocché siano attratte sempre di più persone e recuperare la vita culturale e salottiera. Il Nuovo PSI sta pertanto preparando un programma politico da sottoporre agli elettori che spazia dalla sanità pubblica e privata, all’agricoltura, ai servizi, al piano strutturale comunale (PSC) ed a quanto già summenzionato, al fine di inaugurare una stagione di rilancio della città. Nel settore agricolo ad esempio, vi sono fondi FAS e FEOGA 2000-2006 (77 milioni di euro in totale), che se il governo regionale ne sbloccherebbe l’utilizzo potrebbero dare una grande boccata d’ossigeno al settore. In quanto alla figura del sindaco, ad oggi non siamo stati coinvolti da nessuno e, ne tantomeno faremo lo stesso errore che commettemmo nelle ultime competizioni regionali, allorquando appoggiammo il raggruppamento del centro-destra con la lista Insieme per la Calabria in cui eravamo presenti con l’UDEUR e il Partito Repubblicano Italiano e, lo stesso governatore, non tenne alcun conto del nostro apporto elettorale. Il Nuovo PSI si apre a tutta la società lametina e sta pensando di candidare un proprio rappresentante a sindaco che possa supportare il programma in corso di elaborazione".

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