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Lamezia Terme, 12 luglio - Il comitato “Sussidiarietà e lavoro” ha praticamente tenuto banco nel corso della riunione del consiglio comunale, tenutasi nel salone del municipio di via Perugini a Lamezia. I componenti del comitato, in rappresentanza di un nutrito gruppo di commercianti e degli imprenditori della città della Piana, attraverso alcuni loro esponenti hanno illustrato al civico consesso le gravi difficoltà in cui versano le loro rispettive categorie. A prendere la parola per primo è stato Salvatore Cittadino che ha denunciato il fermo economico e produttivo che Lamezia sta vivendo. “In città ci sono 350 imprese in meno, quindi almeno mille disoccupati in più – ha evidenziato Cittadino - Il Piano strutturale comunale non risponde alla realtà e alle esigenze del nostro territorio: secondo noi bloccherà la città per altri vent’anni.  Abbiamo una città appiattita su se stessa, manca la mobilitazione, lo slancio della società civile”. Cittadino ha anche lamentato il fatto che “l’amministrazione comunale non sta coinvolgendo il mondo professionale locale nel processo di sviluppo della città e nella stessa redazione del Psc.  Si preferisce chiamare esperti che vengono da fuori – ha commentato amareggiato Cittadino -  ma noi cerchiamo comunque di andare avanti. Il comitato è nato proprio perchè cerchiamo di dare nuove prospettive alla comunità, per superare la crisi economica e morale della città. Cerchiamo di ritrovare quell’educazione civica che manca”. L’esponente del comitato ha ribadito: “Non siamo contro nessuno, siamo a favore della città. Per quanto riguarda l’edilizia chiediamo che sia sbloccata al più presto perché si possa dare una boccata d’ossigeno a questo comparto economico che è asfittico da troppi anni”.  La riflessione ha poi spaziato in altri ambiti come il polo fieristico e la stazione termale. Cittadino ha detto che “Lamezia sta a guardare mentre Catanzaro progetta il polo fieristico all’ingresso della città capoluogo. Non accusiamo sempre i catanzaresi di rubarci le idee, di scipparci quello che abbiamo – ha incalzato il rappresentante di “Sussidiarietà e lavoro” – in realtà siamo noi lametini che siamo incapaci di creare sviluppo e di sapere mantenere quello che abbiamo conquistato in passato”. Altra analisi negativa per le terme “di cui si parla da anni ma di nuovo sviluppo e di nuova programmazione economica, neanche l’ombra”. Pollice verso anche per l’attività della Multiservizi, insieme a tante perplessità per il “Centro commerciale naturale” che – secondo Cittadino – “è indicato dai cartelli segnalateci disseminati per le vie della città, ma in realtà ancora non si capisce bene cosa sia e dove operi il fantomatico consorzio che avrebbe dovuto essere il motore propulsore del centro commerciale naturale”.

Il comitato ha esortato l’amministrazione comunale a vigilare anche sul commercio abusivo che prolifera ogni giorno di più sulle strade lametine, a dispetto delle leggi e delle misure preventive sull’igiene. Al termine del suo lungo intervento durato più di un’ora, Cittadino ha chiesto all’ente comunale di favorire la creazione di un “fondo salva-imprese” grazie anche alla collaborazione di Fincalabra, dell’Abi regionale, di Bankitalia provinciale e dell’osservatorio sul credito attivato dalla prefettura. “Il fondo salva-impresa non è un’operazione impossibile – ha concluso Cittadino – un tentativo si può fare”. Dopo Cittadino altri esponenti del comitato hanno preso la parola, tra cui anche l’ex sindaco di Lamezia Pasquale Matarazzo. Gli interventi sono stati tutti molto duri nei confronti dell’amministrazione comunale e del suo operato. Alle aspre critiche del comitato hanno risposto diversi consiglieri e infine ha replicato il sindaco Gianni Speranza che ha dichiarato: “Il Comune non è certo responsabile per la situazione di crisi che la città sta attraversando. Si tratta di una congiuntura economica negativa che sta opprimendo tutto il Paese e, se per i prossimi mesi non ci sarà una svolta a livello europeo e nazionale  – ha commentato il primo cittadino lametino – la situazione peggiorerà ancora di più”. Speranza ha poi affermato: “Non mi sento di dire semplicemente che tutto si risolverà ma non è qui al Comune che le cose devono cambiare. Non voglio imporre silenzi e censure a nessuno, ma le discussioni portate in consiglio dal comitato mi sembrano vecchie e alcune anche pesantemente allusive ed offensive nei confronti dell’ente, in quanto viene messa in dubbio la trasparenza e la legalità dell’azione amministrativa. Tutto ciò – ha concluso Speranza – mi impone di trasmettere il verbale di questa riunione alla procura della Repubblica”. Nel corso della seduta del civico consesso il consigliere comunale Massimo Cristiano ha ufficializzato la sua fuoriuscita dal partito dell’Udc ed il suo ingresso nel gruppo misto.

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