
Lamezia Terme, 13 luglio - Le donne del Sud Italia e quelle calabresi, in particolare, hanno un alto tasso di scolarizzazione, vantano un’importante formazione professionale, ma sono le prime ad essere letteralmente ‘tagliate fuori’ dal mondo del lavoro. Sempre in Calabria, l’80% delle donne lavoratrici ha un contratto di tipo ‘Co.Co.Co’, quindi una situazione di grave precariato nonostante il 20% delle donne calabresi siano laureate; mentre la percentuale degli uomini calabresi che hanno conseguito una laurea si ferma al 15%. Sono solo alcuni dati rilevati da un’indagine dell’istituto Svimez, evidenziati nel corso di un convegno dal tema “Donne, lavoro e legalità” organizzato dal coordinamento calabrese delle donne di Italia dei valori. L’incontro, tenutosi in un hotel di Sant’Eufemia Lamezia, è stato introdotto da Maria Antonietta De Fazio, coordinatrice regionale delle donne di Idv; i dati dell’indagine sono stati illustrati dal vicedirettore dello Svimez, Luca Bianchi, che ha sottolineato: “Le donne del Mezzogiorno e della Calabria costituiscono una risorsa importante proprio per il tasso di scolarizzazione e formazione che è notevolmente cresciuto in questi ultimi anni; donne e giovani del Sud sono un capitale di sviluppo enorme di cui, però, le istituzioni hanno scarsa considerazione. Il loro inserimento nel mondo del lavoro – ha rimarcato Bianchi – sicuramente darebbe una svolta alla crisi e alla storia del territorio meridionale”.
All’incontro è intervenuta Katia Stancato, portavoce regionale del Forum del Terzo Settore, la quale ha fatto notare che sono sempre di più le donne demotivate, che si rinchiudono in casa pur avendo titoli e anni di formazione alle spalle. “Il nostro è un ambiente ancora condizionato dal maschilismo – ha commentato Stancato – le donne sono discriminate anche sul piano remunerativo: lavorano più degli uomini ma sono pagate molto meno”. Con questa situazione assolutamente non paritaria “bisogna recuperare una nuova struttura del lavoro che possa favorire il protagonismo delle donne del Sud. Nel mondo produttivo e in quello politico bisogna investire di più sulle donne, perché più Welfare – ha concluso Stancato – significa più cittadinanza”. Rosy Perrone, segretario regionale Anolf-Cisl, ha auspicato che si utilizzino in maniera coesa i fondi europei per il 2014/20 “in modo da creare lavoro per le donne e dare una svolta al mondo economico calabrese che è profondamente asfittico, e per offrire un nuovo slancio anche al contesto sociale”. La sindacalista ha ribadito che bisogna continuare ad investire molto sulla formazione “perché le donne devono poter scegliere il lavoro che preferiscono e perché il nuovo Welfare, per uscire dalla crisi, dovrà essere una coniugazione tra pubblico e privato. Attualmente siamo immersi in una vera e propria guerra economica – ha affermato Perrone – ma le donne sono le prime a rimanere tagliate fuori dal mercato del lavoro. Allora bisogna invertire la tendenza e ritornare a scelte etiche”. A portare una luce di speranza e di ottimismo al convegno è stata Tina Macrì, vicepresidente del Consorzio Goel nato qualche anno fa nella Locride. Attualmente il consorzio che comprende realtà produttive di diversa tipologia, ha più di cento dipendenti, per la maggior parte donne, e collaboratori in tutta Italia. La nota altrettanto positiva è che anche il consiglio d’amministrazione ha una forte componente femminile che si attesta al 70%. In pratica una realtà che è felicemente in controtendenza rispetto alla situazione discriminatoria esistente su tutto il territorio regionale. A concludere il convegno è stata Alessandra Tibaldi, responsabile nazionale del dipartimento economia di Idv, che ha sentenziato: “La mancanza di legalità e di lavoro non sono situazioni a cui dobbiamo rassegnarci. Siamo ancora in tempo per fare qualcosa con i fondi europei se si riesce a riconnettere l’offerta formativa con le azioni delle imprese e la giusta considerazione delle risorse umane”. Tibaldi ha esortato l’amministrazione regionale a formare dei tavoli per il confronto tra le parti sociali, per la gestione dei fondi “perché il premier Monti sbaglia a non volere la concertazione. Per questo voteremo contro la spending review – ha rimarcato l’esperta economica di Idv – con questi tagli lineari, il governo nazionale farà saltare la coesione sociale del Paese”. All’incontro hanno partecipato numerose rappresentanti territoriali del partito, una delegazione femminile di Italia dei valori della Puglia, la parlamentare Doris Lo Moro, i consiglieri regionali Giordano e Talarico, amministratrici locali di diverse cittadine calabresi.
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