
Lamezia Terme, 22 febbraio - A conclusione della campagna elettorale proponiamo nostra intervista al parlamentare GIuseppe Galati, candidato alla Camera dei Deputati per il Pdl
Quali sono i primi progetti di legge a favore della nostra regione che intende presentare una volta eletto?
Il mio impegno sarà rivolto sia a consolidare realtà esistenti che a creare prospettive nuove per la nostra Regione. Penso sia opportuno agire, puntando sia all’innovazione che alla valorizzazione delle nostre tradizioni, per favorire le nostre vocazioni territoriali e le nostre eccellenze quali turismo e agricoltura che possono creare nuove opportunità di lavoro per i giovani. La nostra sfida è proprio questa: fare in modo che le nostre menti e risorse umane siano messe al servizio di questo territorio e non siano costrette a cercare fortuna altrove. Ecco che allora mi farò subito promotore di iniziative parlamentari che siano funzionali a quanto detto. Come anche mi impegnerò nell’immediato affinchè l’aeroporto di Lamezia Terme venga inserito tra gli scali strategici a livello europeo, rimediando alla grave svista del Governo Monti sullo scalo calabrese, in quanto lo merita per numero di passeggeri, collocazione territoriale e prospettive di crescita futura. Bisogna pensare ad un Mezzogiorno d’Italia con gli scali di Napoli, Lamezia e Palermo che siano porte di ingresso fondamentali per generare circuiti virtuosi in ogni settore. Un intervento deciso dovrà essere effettuato sul sistema infrastrutturale esistente, sulla ristrutturazione delle scuole e degli ospedali ma anche sulla viabilità, monitorando i lavori della Salerno – Reggio Calabria, migliorando la viabilità interna e la 106 Jonica, investendo sul Porto di Gioia Tauro, creando, insomma, tutte quelle condizioni necessarie per favorire investimenti necessari allo sviluppo.
La soddisfa la sua posizione in lista?
In questo momento in cui si guarda al futuro del Paese e della nostra Regione faccio fatica a pensare alla mia posizione in lista in quanto mio interesse esclusivo è quello di guardare al futuro di questa meravigliosa terra. In ogni caso ho sempre pensato che la legge elettorale andava cambiata per dare modo ai cittadini, con il sistema delle preferenze, di scegliere i loro candidati. Il rapporto con il territorio è sempre stato una mia priorità in quanto radicarsi in esso ed essere riconosciuto come suo rappresentante penso sia cosa fondamentale.
Il Governatore della Calabria al pari di quello dell’Abruzzo e della Campania ha firmato l’accordo affinchè il 75% delle tasse rimangano nelle proprie Regioni, quindi anche e soprattutto al Nord. Come conciliare tale presa di posizione con la sua figura di parlamentare Pdl calabrese?
All’interno di una coalizione è chiaro si facciano delle proposte, l’importante è che queste non siano figlie di divisioni incolmabili e di modi di pensare divergenti su alcuni temi valoriali o di altro genere che attengono allo sviluppo, come accade nella coalizione di centrosinistra. Lei si riferisce ad una proposta della Lega Nord, ma anche i parlamentari del Sud stiamo concretamente puntando la nostra attenzione sullo sviluppo del Mezzogiorno che riteniamo il nodo cruciale dello sviluppo dell’intero Paese. Bisogna capire che dalla realizzazione di questo percorso ne beneficerà tutta la Nazione, in quanto la crescita del Meridione avrà ricadute positive su tutta l’economia del Paese. Questo nostro intendimento è stato perfettamente condiviso dal Presidente Berlusconi e dal Segretario Alfano come esigenza di primaria importanza e, quindi, non inconciliabile o subordinata rispetto alla richiesta della Lega Nord.
Lamezia, nonostante sia presente come comune in diverse società partecipate regionali non riesce ad esprimere rappresentanti e figure dirigenziali espressioni del territorio. Ultimo caso, senza nulla togliere alla professionalità del neo presidente, quello relativo alla nomina ai vertici della Sacal. Riuscirà la politica a far valere l’importanza strategica di Lamezia e del suo comprensorio?
Fermo restando il fatto che l’obiettivo principale è quello di garantire professionalità ed efficienza, requisiti che si riconoscono al neo presidente della Sacal Massimo Colosimo, ritengo che la città di Lamezia abbia tante figure adeguate a ricoprire prestigiosi incarichi nelle partecipate. Il nostro obiettivo è proprio quello: una maggiore rappresentanza del Comune che ospita lo scalo più importante della Calabria all’interno della Sacal ma anche nelle altre partecipate anche se in alcune di queste ricoprono ruoli di Presidenza autorevoli professionisti lametini. Ma è anche importante che lo stesso comune di Lamezia Terme si renda partecipe di questo processo non lasciando vacante, tanto per citare un esempio, la sua delega all’interno del Cda della Sacal, come accaduto negli ultimi tempi, lacuna poi colmata con la nomina di Biagio D’Ambrosio. Ma a parte questo ritengo utile una sinergia istituzionale per far valere le ragioni della terza città della Calabria nei confronti degli altri Enti e della Regione stessa.
E’ opinione comune che la Calabria dovrebbe puntare al turismo e valorizzazione delle sue bellezze naturali. Come può conciliarsi tale linea di principio con la possibilità paventata da Berlusconi per un condono, anche edilizio, del territorio?
Come ha sottolineato anche il Presidente Berlusconi il condono porta nelle casse dell’erario molti miliardi. La cosa importante è che questi soldi, nell’ipotesi di tale eventualità e strutturando il condono non in maniera indiscriminata come reputo sia nelle intenzioni del Presidente, vengano ben utilizzati dallo Stato al servizio della collettività e nello specifico del territorio calabrese. Questo aspetto è mancato con l’ultimo Governo tecnico dove i soldi pagati con l’Imu e con i vari tributi non sono serviti a nulla se non a far sprofondare il Paese in una fase recessiva, senza aver rimesso in circolazione la liquidità e senza aver favorito la ripresa. Anche in questa circostanza per noi vale il principio che sono i cittadini a dover controllare i conti dello Stato e non essere controllati come succede con il redditometro voluto dal Governo Monti. Detto questo è importante che il territorio calabrese capitalizzi al meglio la risorsa turismo con nuovi percorsi innovativi e risorse adeguate che, utilizzando al meglio i nostri ottocento Km di costa, i monti e tutto il patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico, facciano fare al territorio quel salto di qualità sulla strada dello sviluppo e dell’occupazione.
Dopo lo scampato pericolo di soppressione di tribunale e procura è ora al vaglio, non ancora approvata in via definitiva, la revisione delle case circondariali. Stando a questo progetto, Lamezia vedrebbe chiuso il suo carcere. Cosa pensa si possa e debba ancora fare per scongiurare tale eventualità?
Dopo aver condotto insieme la battaglia per la salvaguardia del tribunale cittadino, facendo valere le ragioni di una città che non poteva essere mortificata e privata dell’importante presidio di legalità e di sicurezza, ritengo necessario essere perseveranti e tenaci, anche in questa nuova circostanza, nel tutelare i nostri diritti. E’ proprio da questo stretto contatto tra istituzioni e cittadini che si possono perseguire risultati importanti come spero possa accadere per la casa circondariale di Lamezia Terme. Come sempre, lavorando in silenzio, cercherò di far valere le ragioni di questo territorio anche in questo caso.
La Calabria rimane ai vertici per disoccupazione giovanile. Quali iniziative pensa si debbano intraprendere per invertire tale trend negativo?
La Calabria deve puntare molto sui giovani e sulla necessità, come ho detto prima, di mettere le loro competenze ed energie disposizione di questo territorio. Penso sia necessario per migliorare considerevolmente l’occupazione in Calabria, che è la questione principale da affrontare, fare leva sulla proposta del Popolo della Libertà di consentire alle imprese di assumere giovani a tempo indeterminato non sostenendone i costi per i primi cinque anni e, nello stesso tempo, favorire l’accesso al credito per chi vuole iniziare una nuova attività. Inoltre penso sia necessario sfruttare le specificità del nostro territorio, un’Alta Scuola di specializzazione nel turismo e nell’agricoltura penso possa aprire nuovi percorsi in tema di occupazione e miglioramento nei servizi. L’obiettivo è chiaro: aumentare l’occupazione giovanile e creare una Regione sempre più appetibile dall’esterno, il secondo aspetto è funzionale al primo.
Lamezia, da questa tornata elettorale, potrebbe avere un numero maggiore di parlamentari. In cosa potrebbe trarre giovamento la città e l’intero territorio?
Non è dal numero dei parlamentari che si giudica la forza di un territorio ma dalle azioni utili a favorire processi di sviluppo e soprattutto da quella necessaria sinergia, nel rispetto della diversità nelle appartenenze, che a volte è necessaria per la crescita della Calabria. Anzi devo dire che, pur rispettando tutti i candidati presenti alla competizione elettorale, l’elevato numero degli stessi può generare molta dispersione e non favorire il voto utile alla causa della città. Ma non sono abituato a guardare in casa di altri e sono sicuro che il Popolo della Libertà avrà come sempre a Lamezia un largo consenso.
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