
Lamezia Terme, 20 febbraio - In occasione della competizione elettorale, proponiamo di seguito la nostra intervista al presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, candidato alla Camera dei Deputati tra le fila dell'Udc.
Quali sono i primi progetti di legge a favore della nostra regione che intende presentare una volta eletto?
“Bisogna uscire dalla rappresentazione storica di una regione che aspetta che qualcuno gli dia qualcosa.Noi calabresi siamo italiani ed europei a pienissimo titolo e la Costituzione non contempla regioni svantaggiate, o sottosviluppate, o aree che si possono saccheggiare, come pure è accaduto nel recente passato. Per prima cosa chi va in Parlamento deve difendere la Calabria dagli ‘scippi’ e dalle discriminazioni. Detto questo bisogna pensare a provvedimenti legislativi per la difesa e il risanamento dell’ambiente, per l’incremento dell’occupazione, lo sviluppo delle piccole e medie imprese, la lotta alla mafia e la sicurezza”.
La soddisfa la sua posizione in lista?
“Sono un uomo di partito e vedo le cose dall’angolo visuale della disponibilità e del servizio. Sono stato chiamato ed ho risposto, senza fare calcoli. La mia è la prima posizione utile dopo il deputato uscente Roberto Occhiuto. Ritengo che il riconoscimento e l’attenzione dell’Udc, verso la mia persona, siano state ampiamente testimoniate con l’indicazione per l’incarico di presidente del Consiglio regionale della Calabria, che è la massima carica istituzionale della regione. E’ stato valutato che una mia candidatura alla Camera poteva rafforzare il progetto di cambiamento e di rinnovamento nell’Udc. Quindi, per rispondere alla sua domanda, la posizione che mi è stata assegnata mi soddisfa”.
Se, a conclusione della tornata elettorale, il dato uscito dalle urne dovesse creare le condizioni per un’alleanza tra Monti (appoggiato dall’Udc) e il Pd, cosa pensa potrà accadere in Calabria?
“La politica sta cambiando. Sono i programmi che contano e le cose da realizzare. L’Udc ha avuto la responsabilità maggiore nel sostenere il Governo Monti e noi crediamo che bisogna proseguire questa esperienza sulla base di un programma che, se sarà condiviso da altri, porterà ad alleanze utili per il bene del paese. Lo stesso discorso vale per la Calabria. Ai calabresi interessa uscire da una condizione, non più sopportabile, di sottosviluppo e di mancanza di lavoro. L’accordo che L’Udc ha fatto con il presidente Scopelliti ha lo scopo di risolvere questioni antiche e nuove della regione e noi intendiamo andare fino in fondo. Le cose, tra Roma e la Calabria, debbono essere tenute separate”.
Lamezia, nonostante sia presente, come comune, in diverse società partecipate regionali non riesce ad esprimere rappresentanti e figure dirigenziali espressioni del territorio. Ultimo caso, senza nulla togliere alla professionalità del neo presidente, quello relativo alla nomina ai vertici della Sacal. Riuscirà la politica a far valere l’importanza strategica di Lamezia e del suo comprensorio?
“Lamezia rappresenta un’area tra le più importanti della Calabria e deve aspirare ad un ruolo metropolitano, se non dal punto di vista istituzionale, quantomeno nella sostanza, diventando punto di riferimento di servizi, centri direzionali e di gestione, nel pubblico e nel privato. Lamezia si deve però calare nella modernità, pensando in grande ed alle cose essenziali. Ne ha tutte le potenzialità. Crescendo la città, cresceranno le possibilità di esprimere le figure e le espressioni a cui lei fa riferimento, ma bisogna saper fare un lavoro di squadra, senza rinchiudersi in cittadelle che non comunicano e che non hanno relazioni con l’esterno”.
E’ opinione comune che la Calabria dovrebbe puntare al turismo e valorizzazione delle sue bellezze naturali. Come può conciliarsi tale linea di principio con la possibilità paventata da Berlusconi per un condono, anche edilizio, del territorio?
“La Calabria è una delle regioni più belle d’Italia e il suo sviluppo dipende molto dalla capacità di tutelare il paesaggio e di risanare i guasti che sono stati compiuti in passato, con la cementificazione delle coste e un abusivismo senza controllo. La parola chiave è risanamento, non condono”.
Dopo lo scampato pericolo di soppressione di tribunale e procura è ora al vaglio, non ancora approvata in via definitiva, la revisione delle case circondariali. Stando a questo progetto, Lamezia vedrebbe chiuso il suo carcere. Cosa pensa si possa e debba ancora fare per scongiurare tale eventualità?
“Abbiamo fatto una grande battaglia e l’abbiamo vinta. Non è stato facile, ma ci siamo riusciti. Abbiamo portato a casa un risultato importante per tutta la Calabria, oltre che per Lamezia. Se dovesse accadere adesso un’eventualità, come quella prospettata, bisognerà mettere in campo le stesse energie. Più che di chiusure di istituti carcerari c’è urgenza, come dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di cancellare la vergogna del sovraffollamento e delle pessime condizioni di molti istituti”.
La Calabria rimane ai vertici per disoccupazione giovanile. Quali iniziative pensa si debbano intraprendere per invertire tale trend negativo?
“Bisogna mobilitarsi su più fronti e mettere in atto interventi capaci di cambiare la mentalità delle classi dirigenti e imprenditoriali. Vanno incoraggiate e sostenute innovazione e realtà positive già esistenti. Servono soluzioni capaci di guardare lontano e dipredisporre la Calabria ad affrontare una nuova fase di sviluppo, raccordandosi con centri di ricerca e università”.
Lamezia, da questa tornata elettorale, potrebbe avere un numero maggiore di parlamentari. In cosa potrebbe trarre giovamento la città e l’intero territorio?
“Un parlamentare deve mantenere il legame col territorio di provenienza e di origine. Non ci sono solo motivazioni sentimentali, ma esistono ragioni più generali, come una più naturale possibilità di ascoltare la gente, di capire quali sono i problemi da affrontare e di rendersi disponibili in maniera più immediata. Lamezia ne ha tutto da guadagnare da una eventuale rappresentanza parlamentare più consistente e qualificata. Conoscere la città, sapere quali sono le sue aspirazioni e poterla aiutare sarà un vantaggio per tutti”.
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