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Lamezia Terme, 26 febbraio - Alla fine ce l'hanno fatta solo in due. Stiamo parlando dei politici lametini in corsa a queste elezioni politiche. Doris Lo Moro (Pd) al Senato mentre Giuseppe galati (Pdl) alla Camera. Nel complesso la presenza lametina a roma ne esce indebolita se è vero che la scorsa tornata elettorale, quella del 2088, contava tre presenze in Parlamento con l'aggiunta di Ida d'Ippolito, ora dirigente nazionale dell'Udc. Niente da fare, rimanendo in casa centrista, per il presidente del consiglio regionale, Franco Talarico. Era terzo in lista alla Camera e lo stesso Roberto Occhiuto prima di lui, rischia di non essere riconfermato se Cesa, capolista, opta per il seggio calabrese. Niente da fare per un altro terzo in lista, ovvero Francesco Grandinetti. Futuro e Libertà non entra alla Camera e il suo leader e presidente della Camera uscente, Gianfranco Fini, è fuori dopo anni di vita parlamentare. Gli altri lametini in lizza nei vari partiti avevano davvero poche chance ed erano per lo più le classiche "candidature di servizio" del Partito. Lamezia, inoltre, si conferma roccaforte Pdl con un exploit proprio nelle sezioni centrali del Movimento 5 Stelle mentre il periferia emerge Mpa-Grande Sud. Non sono andate bene le cose per il centro sinistra che, non solo in periferia ma anche in centro ed in sezioni più di sinistra, no è riuscita ad emergere distintamente.

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