
Lamezia Terme - "La Commissione Socio Sanitaria del PD lametino intende prendere parte alla discussione sollecitata dalle dichiarazioni del Sindaco sulla sanità e sul dibattito accesosi in città. I toni enfatici e trionfalistici miranti a costruire una narrazione distorsiva, manipolatoria e deviante dalla realtà dei fatti non sono quelli che merita una comunità lametina. Non più disposta, qualunque siano le sue preferenze politiche, ad azzerare intelligenza e capacità critica". E' quanto dichiara in una nota Elvira Falvo, Coordinatrice commissione socio sanitaria circolo PD Lamezia che prosegue:
"Il sindaco, silente su molte criticità sanitarie del comprensorio lametino, (che ricordo di oltre 150 mila abitanti), e molto spesso da noi stessi rilevate, ha ritenuto di entrare ora “a gamba tesa” per elogiare e sostenere “una scelta scellerata compiuta altrove” (così come gli ricorda un suo elettore, stimato e competente professionista). Il rifiuto di un consiglio gratuitamente dato, evidenzia solo il suo perseguire il metodo del Presidente regionale e di Azienda Zero, i quali, non tenendo nella debita considerazione la competenza professionale degli addetti ai lavori, perseverano nella compilazione di carte e scartoffie che alla fine non producono effettive ricadute e risposte sanitarie per i cittadini. Una scelta che viene spacciata per l’ennesima attenzione e promozione della situazione sanitaria lametina. Ma la realtà dice ogni giorno una cosa diversa. Lo sanno bene i cittadini che vivono sulla loro pelle i disagi che incontrano quotidianamente quando persino si gioca sulla loro stessa vita. Lo disconosce il Sindaco che dimentica di essere responsabile della salute dei suoi concittadini rimanendo membro della conferenza dei sindaci, capo del comitato d’ambito dei sindaci del comprensorio".
"Nulla è stato detto sul trasferimento delle ambulanze del 118 nel periferico e trafficato colle S. Antonio con dilatazione dei tempi di soccorso, nulla sulle ambulanze inefficienti, benché siano stati spesi molti mila euro per dei mezzi di seconda mano, nessuna parola se le ambulanze arrivano senza medico, niente sulla mancanza di personale in particolare dell’emergenza urgenza. Nessuna opposizione a difesa del trattenimento nel Polo lametino della scuola infermieri ,che registra per il secondo anno il blocco delle iscrizioni. Niente sulle lunghe liste d’attesa anche per i pazienti cronici ed oncologici, bisognosi di controlli tempestivi. Si resta in attesa che vengano coperti completamente e non a singhiozzo i turni delle guardie mediche, si resta in attesa della Casa di Comunità, cosi come del trasferimento del Cup nei nuovi locali del POLT. Sono anni che si parla della riorganizzazione logistica e funzionale della ginecologia, dell’attivazione del day hospital multidisciplinare, che continua ad occupare inutilmente spazi, senza avere personale a disposizione, della sala e laboratorio per Emodinamica attiva 24 ore su 24 ferma da circa 3 anni con grande spesa di risorse pubbliche di oltre 2 milioni di euro la cui attivazione è stata ripetutamente promessa dal commissario straordinario, ma quest’ultimo, si sa, fa quel che può, quel che non può non fa. Se la regione non dà il via libera non si può attivare".
"Ed i consiglieri regionali lametini, pur professandosi vicini al popolo, quando è di loro utilità, stranamente non hanno nulla da dire ma partecipano con plauso, inneggiando a “come è buono lei” che a Lamezia riserva tutte queste belle cose! Ed ecco la bella notizia il recente decreto regionale che di fatto, superando l’attivazione dell’emodinamica ci fornisce in cambio un succedaneo: l’emodinamica itinerante, a tempo, 6 o 12 ore di apertura, fa lo stesso. La vita e la morte dei cittadini appesa ad una “emodinamica spezzatino” con una equipe di medici ed infermieri pronti a spostarsi da una parte all’altra della Calabria ma solo per “emergenze differibili”; e allora ci si chiede e per l’urgenza vera? Hanno pensato i vertici regionali e di Azienda zero che per discernere l’urgenza immediata c’è un presupposto da cui non si può prescindere e cioè quella di un medico sulle ambulanze, che ad oggi purtroppo non sempre disponibile? Eludere questo presupposto primario significa condannare a morte le persone, che avrebbero invece ogni diritto a salvarsi, e lo dimostra la morte di un nostro concittadino a pochi passi dall’ospedale per colpa di un’ambulanza medicalizzata che non arrivava mai e questo è solo uno dei tanti esempi".
"Questo passo indietro regionale è la certificazione del fallimento di una politica sanitaria accentratrice incapace di seri investimenti sul personale basata solo su scelte contabili travestite da scelte cliniche ma in realtà ”scellerate“. È vero che c’è un decreto ministeriale che riorganizza le emodinamiche attive 24 ore su 24 negli hub e non negli spoke, ma è altrettanto vero che non le vieta. Infatti, la realizzazione dell’emodinamica a Lamezia è stata avviata dopo il decreto ministeriale e già si sapeva che l’ospedale lametino veniva definito spoke. Allora ci si chiede perché questa spesa di milioni di euro rimasta improduttivi finora, quando in altre regioni d’ Italia si è comunque derogato sia per le distanze chilometriche che in minuti necessari al raggiungimento dell’Hub di riferimento?
"Quindi di quale promozione della sanità per Lamezia ed il lametino stiamo parlando? La vera domanda oggi da porre al Presidente della regione è: quale ruolo per l’ospedale di Lamezia e della sanità del territorio nell’Area centrale della Calabria? Se queste sono le premesse, c’è poco da ben sperare. Le nostre proposte vanno in senso opposto e cioè nel senso del rilancio possibile. E’ imperativo bloccare il ridimensionamento e depauperamento dei reparti ospedalieri, purtroppo in atto, il ripristino della scuola infermieri nel Polo Lametino; l’immediata attivazione su 24 ore dell’emodinamica, già predisposta, individuando, a questi fini, Lamezia come hub funzionale per coprire il bacino d’utenza del territorio costiero del basso tirreno cosentino fino a quello vibonese; la partecipazione dei reparti ospedalieri del POLT nella rete formativa universitaria degli specializzandi compresi quelli di emergenza-urgenza, per arrivare alla completa integrazione con l’AOU Dulbecco; Il rilancio della Unità operativa di riabilitazione dell’Asp Cz che meriterebbe una migliore e permanente riorganizzazione con una direzione manageriale seria, competente, stabile e non (come ora avviene) con personale a tempo che richiede spreco di risorse economiche, così da poter diventare vero punto di riferimento regionale e sgombrare il campo da quelle voci che vorrebbero l’Inail in trasferimento nel cosentino".
"Tutte cose possibili, non trascendentali, che rilanciano la sanità lametina ed il suo comprensorio contribuendo a frenare l’esodo dei tanti giovani che, se malauguratamente andasse in porto l’autonomia differenziata, lascerebbero definitivamente la regione per andare lì dove si lavora meglio, con più garanzie e con stipendi maggiorati. Ebbene - conclude - la discussione è aperta ricordando che sulla salute non si scherza e non c’è colore politico che tenga".
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