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Lamezia Terme – Consegnati tre compendi demaniali tramite ‘federalismo demaniale’ per la valorizzazione dei portafogli immobiliari pubblici. Firmati, questa mattina, in presenza di cittadini comuni, componenti politici locali, regionali, e della Chiesa, tre verbali di trasferimento di tre villaggi agricoli. Al tavolo istituzionale hanno preso parte Giuseppe Tancredi, Agenzia del Demanio e Direttore Nazionale, Roberto Reggi Agenzia del Demanio e Direttore Regionale, il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro e Monsignor Tommaso Buccafurni della Diocesi di Lamezia Terme a portare i saluti del vescovo Luigi Cantafora. 

Tra i tre beni consegnati dall’Agenzia del Demanio al sindaco Paolo Mascaro figurano l’Ex villaggio agricolo San Pietro Lametino, l'Ex villaggio agricolo Sant'Eufemia–Lamezia Terme e l'Ex villaggio agricolo Sant’Eufemia del Golfo. Facendo un breve excursus storico i lavori di bonifica della piana Lametina iniziarono nel 1928. Furono sistemati, allora, 17 torrenti, costruite strade, realizzate opere di sistemazione idraulico forestale e furono costruiti 4 villaggi nei pressi delle stazioni ferroviarie di Sant'Eufemia Lamezia, San Pietro Lametino, Curinga e dove sorgeva l’antico centro di Sant'Eufemia del Golfo. Questi centri, secondo i programmi, dovevano assumere funzioni non solo agricole ma industriali e commerciali. “Era una situazione appesa – così la definisce Roberto Reggi – che andava risolta, abbiamo trovato un buon dialogo con l’amministrazione comunale e siamo riusciti insieme a raggiungere un obiettivo che sembrava insperato fino a qualche anno fa”.  Inoltre, altri 5 beni dello Stato sono stati già trasferiti comportando la perdita di qualche milione di euro. “Abbiamo operato nello spirito di collaborazione fra enti diverso dello Stato”.

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Ecco come risultano strutturati i 3 villaggi dati dallo Stato al Comune di Lamezia Terme. Partendo dal Villaggio Santa Eufemia, si contano 17 fabbricati di cui 39 unità immobiliari, villaggio che fu progettato con pianta concepita secondo il disegno razionalista dell’epoca fascista e cioè una piazza centrale, di forma ottagonale, dalla quale a raggiera partono 8 strade con relativi fabbricati allineati, una di queste conduce alla stazione ferroviaria. 20 fabbricati di cui 25  unità immobiliari sono invece registrati nel Villaggio Santa Eufemia del Golfo, il villaggio sorge nei pressi del Parco Archeologico della città di Terina. Del Villaggio Agricolo S. Pietro Lametino si contano, infine, 4 fabbricati di cui 14 unità immobiliari, villaggio che insieme a quello di Curinga fu costruito sempre in prossimità dello scalo ferroviario e della vasta area industriale dell’interland.

“Oggi si scrive una pagina storica per Lamezia – afferma il sindaco Paolo Mascaro – debbo ringraziare le Agenzie del Demanio impegnate in ogni opera di collaborazione e di valorizzazione. A molti può sembrare una mera firma, si tratta invece di un atto di grande contributo, questi tre villaggi agricoli sono la testimonianza di un confronto e di una sinergia assoluta fra più enti”. Anche la Chiesa mostra entusiasmo per l’azione avvenuta. “Siamo vicini a tutte le iniziative che vogliono creare progresso – commenta Monsignor Buccafurni – vediamo con piacere una sensibilità da parte delle istituzioni locali e regionali le quali dimostrano, inoltre, di non aver paura del nuovo. Il territorio è la nostra casa e dobbiamo trovare il modo di seguirlo, ognuno deve contribuire alla crescita di esso”.  Prima della conclusione un gruppo di cittadini comuni, residenti nelle zone interessate alla consegna demaniale in atto, hanno posto esplicite domande al tavolo istituzionale: “Si tratta di un’operazione rimasta ferma per 85 anni, bisogna sottolineare la latitanza dello Stato in questi lunghi anni durante i quali abbiamo portato avanti il nostro interesse per il territorio, state dando in gestione dei ruderi, non credete sia giusto un riconoscimento nei nostri confronti?".

V.D.

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