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Lamezia Terme, 9 febbraio - E' arrivato nel primo èomeriggio di oggi Gianfranco Fini a Lamezia che ha incontrato la stampa, dopo essersi recato a Crotone, nella sede regionale di Futuro e Libertà. A fare gli onori di casa ci ha pensato Francesco Grandinetti, candidato alla Camera. "Non credo che l'Italia corra il rischio di rivotare tra pochi mesi e non credo che dalle urne uscirà una situazione di ingovernabilità". Così Fini che ha aggiunto come "tra le cose concrete da fare  ci sarebbe anche una legge elettorale che garantisca all'elettore di scegliere il suo deputato ed il suo senatore perché i nominati non sempre avvertono la necessità di avere il collegamento con gli elettori". "L'unica novità politicamente costruttiva - ha proseguito Fini - è questa coalizione che non è né di centro né moderata perché è una coalizione nelle cui liste ci sono persone che provengono da destra, dal centro, da sinistra e dalle esperienze nell'ambito di movimenti trasversali. E' la sintesi di culture politiche diverse. Oggi il confronto è tra quelli che vogliono conservare l'esistente e coloro che vogliono modificare l'esistente. Non si tratta di una coalizione moderata, ma di una coalizione riformatrice". Parlando delle infrastrutture, necessarie al sud così come già ribadito da Montezzemolo nel suo tour calabrese, Gianfranco Fini aggiunge e spiega come "in Italia, ad esempio - c'é il problema delle infrastrutture e tutti sanno che Vendola è convinto che non debba essere fatta la Tav. Se si dice serve una politica delle infrastrutture diventa difficile farlo se al governo c'é Vendola". "D'altra parte - ha proseguito - se si vuole combattere la criminalità, tutta la criminalità e non solo quella organizzata e mi riferisco ai colletti bianchi e alle zone grigie come dimostrano anche alcune recenti condanne in Calabria, occorre ripristinare la legge sul falso in bilancio che è più facile farla con Vendola e Pd. Quindi dobbiamo cercare di capire di cosa ha bisogno realmente l'Italia".

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Poi, il leader di Futuro e Libertà ha parlato sia di Scopelliti che di Angela Napoli. Su Scopelliti Fini ha precisato di non poter "dare un giudizio su Scopelliti, sarei presuntuoso, perché ritengo che sia giusto che lo diano gli elettori". Poi sull'ex parlamentare di Fli, Angela Napoli, ha  affermato che "avevo ed ho stima di Angela che è al tempo stesso un po' vittima di se stessa, molto sospettosa e autoreferenziale. Nessuno l'ha mandata via, ad un certo punto se ne è andata ed io le ho mandato un biglietto che se riterrà opportuno sarà lei a rendere pubblico". Poi sul Movimento Cinque Stelle Fini ha spiegato come "Cinque stelle é il movimento che raccoglie la protesta: è il termometro che misura la febbre ma non è la cura. Laddove quel movimento ha vinto - ha aggiunto - le cose sono rimaste le stesse di prima e bisognerebbe chiedere cosa ne pensano ora gli elettori che lo hanno votato. Un conto è gridare con il megafono ed un conto è governare l'Italia con tutti i problemi che ci sono". Infine, ritornando sull'alleanza con Berlusconi il leader di Fli ha spiegato come "l'errore capitale l'ho commesso nello stesso momento in cui ho creduto che fosse opportuno far nascere il Pdl. Negli anni precedenti - ha continuato - l'alleanza con Berlusconi si basava sul fatto che dovevamo concordare le cose da fare. Nel momento in cui è nato il Pdl io non ho capito, se non in ritardo, che Berlusconi dopo la nascita del Pdl ha ritenuto del tutto inutile cercare di convincere ritenendo che fosse sufficiente ordinare". "Non corrisponde al vero - ha proseguito Fini - che io me ne sono andato dal Pdl ma sono stato messo alla porta perché non condividevo alcune questioni, una di questa era la condizione reale del Paese in termini economici e sociali che Berlusconi tendeva a minimizzare".

 

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