
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 13 marzo - "Il Consiglio Regionale della Calabria è stato convocato per il 18 prossimo per deliberare, in seconda lettura, la modifica dello Statuto nella parte che definisce il numero dei Consiglieri Regionale della Calabria. La modifica apportata in prima lettura riduce da 50 a 40 tale numero e, in seconda lettura, da quanto si può dedurre dalla lettura delle note stampa, si intenderebbe confermare questa scelta. I Calabresi non possono essere presi in giro e, suggerisco, sarebbe opportuno che gli stessi Consiglieri in carica chiamati a votare, evitassero di prendersi in giro da soli.
I legislatori regionali sanno bene che i Consiglieri Regionali assegnati alla Calabria non possono essere più di trenta e gli assessori massimo un quinto, cioè sei. Lo stabiliscono gli l'art.14 del decreto - legge 138 / 2011 e 2 del decreto - legge 174 / 2012 convertiti in legge. Non possonoo ignorare, per altro, che l'art. 14 citato è stato impugnato da parte di alcune Regioni per presunta violazione di norme costituzionali e che la Corte ha rigettato i ricorsi ribadendo la costituzionalità della norma. Perchè dunque cincischiare con votazioni inutili ed inefficaci? La Calabria con l'ultimo censimento è scesa sotto i due milioni di abitanti e non può avere più di trenta Consiglieri Regionali. La furbizia di modificare lo Statuto prima della pubblicazione dei dati ufficiati del censimento, come è avvenuto, fissando a quaranta la composizione del Consiglio e sperando di sfuggire ai rigori degli articoli richiamati, non può eludere l'obligo di adeguarsi ai parametri fissati da queste norme. Valga per tutti l'esempio della Regione Lazio dove per lo scioglimento anticipato del Consiglio, si è sperato potesse rimanere impregiudicato il numero dei Consiglieri da eleggere. Si è verificato, invece, che la Presidente dimissionaria è stata indotta a ridurre da 70 a 50 i Consiglieri assegnati per rispettare i parametri fissati, applicando una procedura straordinaria ed eccezionale. Si sospenda la seconda lettura della modifica già apportata allo Statuto e si riformuli la proposta, adeguandosi alla legge. Per il prestigio del Consiglio Regionale è indispansabile evitare un'altra impugnativa davanti alla Corte, aumentando ulteriormente il non esaltante primato di ricorsi collezionati dalla Regione Calabria."
Costantino Fittante, dirigente regionale di Sel
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