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Lamezia Terme - "Nell'ultimo periodo in Italia - dichiarano i Giovani Democratici di Lamezia - si è riacceso un preoccupante clima di nostalgia e inneggiamento al fascismo, che affiora in manifestazioni, simboli e linguaggi pubblici. Episodi recenti hanno mostrato come settori organizzati della società cerchino di rilegittimare un passato dittatoriale, spesso in nome di un presunto orgoglio nazionale o di identità, per così dire, "tradita". Nello specifico si vuole qui prendere come riferimento le ultime esternazioni dell'On. Domenico Furgiuele che ci ha tenuto a ricordare la figura di Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù durante gli anni di piombo".

Il clima nostalgico, sostengono i Gd lametini: "si vuole riproporre proprio come si ripropose allora durante gli anni di piombo. Un clima che vuole coinvolgere i ragazzi soggiogandoli ad un ideale storico che, per fortuna, non hanno neanche vissuto e che non conoscono. Questi fenomeni. chiaramente, si inseriscono in un contesto politico e culturale più ampio, dove la memoria antifascista e la condanna antifascista non risultano essere espresse con chiarezza nelle istituzioni. Si vuole, quindi, sottolineare come la tolleranza verso queste derive contrasti con lo spirito della Costituzione nata dalla Resistenza, e come l'ambiguità di certa retorica nazionalista contribuiscano ad alimentarle. In questo clima, il rischio non è soltanto la banalizzazione del fascismo, ma la normalizzazione della violenza politica nei confronti della Costituzione. La Costituzione - che già è voluta essere recente oggetto di questione referendaria - come già emerso durante quest'ultima campagna elettorale, non può essere suscettibile di modifica o di contrasto da parte delle istituzioni, ma è il caposaldo su cui si regge il nostro stato democratico. L'On. Furgiuele forse pensa, sbagliandosi, che il fascismo possa tornare di moda tra i giovani. Ma i giovani una risposta al suo quesito l'hanno già data al referendum e la danno ogni giorno. Ed è una risposta civile e democratica che passa attraverso la partecipazione, il confronto, lo studio - anche della storia suo malgrado - e sfocia in un rinnovato impegno culturale e istituzionale: ricordare che l'antifascismo non è un'opinione, ma il fondamento stesso della nostra convivenza democratica".

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