
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme - “Credo sia doveroso capire meglio i motivi che hanno indotto Tano Grasso a dare le dimissioni da assessore della giunta Speranza e quelle che hanno indotto Rocco Mangiardi a dimettersi da vicepresidente dell’associazione Antiracket di Lamezia Terme. Non sono fatti da tralasciare e mettere nel dimenticatoio. Perché se é vero come é vero che sono dei simboli antimafia, che Lamezia annovera tra i più autorevoli, allora è doveroso da parte di chi governa la nostra città dare delle spiegazioni e qualora non le si sappiano si devono cercare le vere motivazioni. Purtroppo esiste in Italia il concetto, grazie alla politica di una destra sbagliata, che tutto quello che sfiora la sinistra sia di fatto giustificabile e non degno di critiche. Si mette tutto a tacere. Si sorvola. Ma le dichiarazioni di Grasso “Mi dimetto. Lascio il mio incarico di assessore perché non ci sono le condizioni per proseguire la mia attività. Non ho gli strumenti idonei per realizzare il mio progetto finalizzato alla realizzazione di una nuova politica culturale”, ed ancora “Non c’è stata sintonia. Tra il progetto che avevamo ideato e l’apparato amministrativo dell’ente c’è stato un rapporto distonico”. Parlano chiaro. Eppure é sembrato che andasse via per gioco. Se si credeva in Tano Grasso come assessore quale misure sono state prese per mettere fine al rapporto distonico con l'apparato amministrativo?
E le dichiarazioni di Mangiardi? “Ritengo doveroso rendere noto che ho ritenuto opportuno dare le mie dimissioni irrevocabili da vice presidente nonché da socio dell’associazione Antiracket (Ala) di Lamezia Terme. Ritengo il mio gesto un fatto di onestà, dal momento che ho imparato ad amare un'altra antimafia, un'antimafia che non usa paroloni, una vera antimafia che sta reagendo senza fare clamore, coltivando in silenzio i semi della legalità. Ed io voglio essere solo un testimone silenzioso e stare accanto ai veri resistenti, che sono i familiari delle vittime innocenti". Anche queste dichiarazioni non sono degne di nota? A chi si riferiva Rocco Mangiardi? I cittadini devono capire. Rocco Mangiardi lascia un'associazione alla quale il nostro comune (ed anche io) tiene molto, e tutto tace. Ma perché allora Mangiardi lascia? Un signore che sta pagando sulla propria pelle la scelta di denunciare, decide di andare via dall'Ala e tutti tacciono. Credo sia opportuno fare chiarezza. Io pure ritengo che l'antimafia non deve essere parolaia e piene di parate. Anch'io penso che la mafia si combatte cercando di sottrarre i giovani e quelli che decidono di uscire dal giro malavitoso creando lavoro. Cercare di aiutare le imprese eticamente sane, introducendo leggi speciali che li aiutino ad essere affidati dalle banche sottraendoli al giro dell'usura e favorendone lo sviluppo. Oggi il 90% delle imprese che possono lavorare senza avere problemi di liquiditá sono quelle che vivono border line, che riciclano. Le altre sono destinate a soccombere. Se non si fa qualcosa di concreto saremo sempre piú invasi dalla 'ndrangheta. Le passerelle servono solo per le carriere politiche personali. Oggi il solo grande merito ce l'hanno le forze dell'ordine e la magistratura, la politica si limita a dare le solidarietà. Credo pertanto che sia necessario svelare il mistero delle dimissioni di Tano Grasso e Rocco Mangiardi. Se veramente si crede nella trasparenza e legalità allora si devono dare spiegazioni”.
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