
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 24 ottobre - "Che fine ha fatto la vicenda ICOM? A distanza di tempo il preoccupante silenzio dell’amministrazione comunale mette in evidenza ancora di più quale grave errore sia stato dire NO al grande centro commerciale Borgo Antico: I consiglieri del Terzo Polo, Francesco Grandinetti e Mario Benincasa, hanno presentato un’interrogazione per sapere che fine ha fatto il “conflitto”, tra Borgo Antico di Floriano Noto e il Comune di Lamezia Terme. Dal giorno in cui una scelta scellerata della prima amministrazione Speranza rifiutò la proposta progettuale della costruzione di Borgo Antico, contrariamente a quanto noi sostenevamo, si è continuano a perdere risorse e possibilità per la città di Lamezia. La demagocica scusa che cosi si sarebbe snaturato il commercio del centro storico e' finito per essere lo stesso a vantaggio però dei comuni e dei cittadini dei comuni viciniori. Oltre a ciò, nessuno sa niente della situazione nella quale oggi si trova la diatriba legale nata dopo questo rifiuto. Per tale motivo chiediamo di sapere se è vero: Che abbiamo perso le cause e che il comune dovrà risarcire a Floriano Noto 20 o 30 o 50 milioni di euro? Se ciò dovesse essere vero porterebbe problemi ai cittadini e alle future amministrazioni costretti a sobbarcarsi il debito contratto ingiustificatamente dall’amministrazione Speranza? Quanto questo no al Borgo Antico ha penalizzato la città e il suo commercio? Perchè si parla di questo argomento mentre si discute di preventivi e bilanci? E’ vero che esiste una lettera, della quale però non si ha traccia, di un accordo transattivo? Al di là di tutto ciò, è chiaro che esiste a Lamezia un depauperamento dell’economia, un operazione contro il centro storico che giorno dopo giorno è penalizzato dagli spostamenti delle attività principali verso altre aree. A peggiorare la situazione c’è il fatto che le zone nelle quali sorgono i grandi centri commerciali non sono nel territorio di Lamezia e di conseguenza, nessun beneficio portano ad essa. Basti pensare ad occupazione e tasse che sono tutte a favore dei comuni che ospitano queste strutture. Fa male dover pensare che questa scelta scellerata ha, per esempio, fatto saltare un accordo preventivo che Grandinetti stesso in quanto consigliere comunale, aveva fatto con Floriano Noto: se il Borgo Antico fosse nato nell’area in cui era previsto, su via del Progresso, l’80% dei posti di lavoro sarebbero andati ai lametini; una percentuale del fatturato globale del Borgo sarebbe stata spesa per opere a favore del nostro centro storico; ogni 50 euro di spesa, un euro sarebbe stato messo come buono omaggio da spendere per un acquisto all’interno del centro storico; una convenzione con taxi e autobus avrebbe favorito la creazione di navette tra il Borgo Antico e il centro storico a prezzi stracciati per favorire un nuovo flusso di utenza a Lamezia. Era previsto ancora un cospicuo numero di agevolazione che invece abbiamo cancellato. Ora è sotto gli occhi di tutti i cittadini quale il danno fatto a Lamezia ed ai lametini privandoli di una fonte economica così importante. Ora é sotto gli occhi dei cittadini chi aveva ragione e chi invece aveva torto. Il volto commerciale di questa città è stato stravolto, quando, invece, da sempre essa aveva una tradizione profonda che ne aveva fatto punto di riferimento per almeno 25 comuni del circondario. Una utenza questa che oggi si riversa verso altre destinazioni costringendo Lamezia ad un asfittica economia commerciale. Il Terzo Polo chiede conto di quanto sta succedendo con Borgo Antico, anche alla luce di quanto detto che come è evidente è una grave mancanza nei confronti di questa città e del territorio tutto".
Francesco Grandinetti e Mario Benincasa, consiglieri comunali Terzo Polo
Due momenti della manifestazione contro la realizzazione del Borgo Antico nel 2004
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